Notizie Notizie Italia Giorgetti rivendica con Meloni successo spread e BTP Valore. E loda anche tassa extraprofitti banche

Giorgetti rivendica con Meloni successo spread e BTP Valore. E loda anche tassa extraprofitti banche

20 Marzo 2024 16:54

Il ministro dell’Economia e del Tesoro Giancarlo Giorgetti si è fatto portavoce oggi di tutta la soddisfazione manifestata più volte dal governo Meloni per il trend al ribasso dello spread, per quei BTP Valore che hanno raccolto tanto entusiasmo da parte degli investitori retail, e anche per quella tassa sugli extraprofitti delle banche che tanto era stata assediata da critiche al momento della sua introduzione, agli inizi di agosto del 2023.

E che tanto, vale la pena di ricordare, aveva fatto crollare i titoli delle banche italiane. Il titolare del Tesoro ha risposto alle domande che gli sono state poste in occasione del Question Time alla Camera.

BTP Valore, Giorgetti commenta spot governo su titolo di stato da crociera

Il trend al ribasso dello spread BTP-Bund, che continua a scivolare ai nuovi minimi in più di due anni? “Dimostra come il nostro debito sia ritenuto affidabile“.

Lo spot sul BTP Valore, giunto recentemente alla sua terza edizione?

Rispondendo al question time alla Camera, Giorgetti non ha smentito la campagna promozionale lanciata dal governo Meloni per fare pubblicità al titolo di stato italiano, incentrata su uno spot che aveva presentato praticamente il BTP Valore alla stregua di un titolo di stato da crociera.

Quello spot aveva provocato lo sdegno di diversi economisti, che avevano puntato il dito contro un modo di fare informazione, da parte del governo Meloni, non proprio da manuale di educazione finanziaria.

La terza edizione del BTP Valore, già prima di partire, aveva insomma acceso un dibattito per i soli modi in cui era stata lanciata, con il Codacons, in particolare, scattato subito sull’attenti, nelle stesse ore in cui analisti e strategist vari si accingevano a calcolare i vantaggi che la sottoscrizione del nuovo debito italiano avrebbe potuto assicurare ai suoi acquirenti.

La terza edizione del titolo di stato rivolto esclusivamente alla platea degli investitori retail si concludeva con un grande successo, permettendo allo Stato di incassare più di 18 miliardi di euro.

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Proprio sul merito di quello spot che il governo italiano ha confezionato per sponsorizzare il BTP Valore si è espresso oggi il ministro Giorgetti, in risposta a una domanda che gli è stata posta dal deputato di Italia Viva, Luigi Marattin.

‘Acquisto BTP Valore appetibile, accessibile e sicuro’

Nessun dietrofront da parte del titolare del Tesoro, che non ha ravvisato alcun tono eccessivamente trionfalistico:

a suo avviso la campagna promozionale sul Btp valore si è basata su elementi “oggettivi, difficilmente confutabili”, visto che, ha detto, “l’acquisto di questi titoli di Stato è appetibile, accessibile e sicuro”.

Niente pubblicità esagerata, insomma, per Giorgetti, che ha ricordato che “anche gli altri prodotti del risparmio privato in competizione ricorrono a iniziative pubblicitarie analoghe”.

A interpellare il ministro Giorgetti sullo spot con cui il governo aveva sponsorizzato il BTP Valore è stato il deputato di Italia Viva Luigi Marattin, che ha riassunto la domanda rivolta al titolare del Tesoro su X.

Tassa extraprofitti banche, storia di una tassa fantasma

Con il Question Time alla Camera, il ministro Giancarlo Giorgetti ha affrontato oggi anche la questione della tassa sugli extraprofitti delle banche , il cui annuncio aveva provocato a Piazza Affari, la scorsa estate, una vera e propria Caporetto tra i titoli delle banche italiane.

Era stata la stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in primis, a premere sull’applicazione di quella tassa, in quanto contraria, parole sue, alle “rendite di posizione” .

Quella tassa sugli extraprofitti, va ricordato, era stata bocciata subito dalla Bce. Non solo: erano stati gli stessi tecnici del Senato a sollevare sul prelievo dubbi di costituzionalità.

Il pasticcio di Stato era stato alla fine affossato da una versione più light della tassa, con cui erano stati blindati anche i BTP,  che aveva fatto la sua comparsa ufficiale con la Legge del 9 ottobre 2023 n. 136 di conversione del Decreto legge 10.08.2023 n. 104.

Un primo dietrofront, in realtà, era arrivato ancora prima, il giorno dopo il bagno di sangue che aveva travolto Piazza Affari:

secondo alcuni esperti quella iniziale retromarcia, innestata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze all’indomani dei forti sell off che avevano piegato le azioni delle banche italiane aveva però finito per macchiare ulteriormente la credibilità del governo Meloni.

Dopo tanto rumore e tante dichiarazioni arrivate dal governo Meloni, la tassa sugli extraprofitti finiva per essere scansata praticamente da tutte le banche italiane.

UniCredit, Intesa SanPaolo e altri istituti di credito optavano infatti per quella opzione di Stato che permetteva loro, invece di pagare il prelievo, di destinare a una riserva non distribuibile importi corrispondenti a 2,5 volte l’ammontare dell’imposta.

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Lo spettro di quella tassa che aveva provocato tensioni anche sul mercato dei titoli di stato italiani, facendo salire sia i tassi dei BTP che, di conseguenza, lo spread BTP-Bund, finiva così per essere cacciato dagli stessi partiti di maggioranza del governo che tanto lo avevano pubblicizzato.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni spiegava poi il dietrofront nella conferenza stampa di fine anno rimandata all’inizio di gennaio di quest’anno, facendo notare che, grazie alla presenza di quella tassa, il suo governo aveva finito con il rafforzare il capitale delle banche.

Con le banche che avevano destinato a riserva importi pari a 2,5 volte quella tassa, aveva sottolineato la premier, la proposta della tassa sugli extraprofitti aveva finito infatti con il rendere le banche italiane più patrimonializzate, fattore che secondo Meloni avrebbe avuto l’effetto di far fluire più credito all’economia reale.

“E più crediti concedi più fai utili e più tasse paghi. Un affare ‘win win’ per il governo“, aveva sottolineato la presidente del Consiglio, fiera della sua mossa.

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Proprio questo risultato è stato rimarcato oggi dal ministro Giorgetti, che ha parlato anche di quel “plauso” sulla tassa sugli extraprofitti delle banche che è arrivato dagli osservatori internazionali, che hanno fatto riferimento addirittura a “un ‘modello italiano’ di ausilio alla capitalizzazione delle banche italiane”.

A chi gli ha chiesto se il governo Meloni stesse pensando di tornare a proporre di nuovo il prelievo, Giorgetti ha poi risposto che “l’introduzione di contributi straordinari sugli extraprofitti, come quello oggetto dell’interrogazione o quello sull’energia, richiedono un attento studio al fine di non incorrere nella scure del giudizio della Corte costituzionale“.

E certo il titolare del Tesoro non poteva non esprimere quella grande soddisfazione, per il governo, rappresentata dal calo dello spread BTP-Bund.

Al question time alla Camera, il ministro ha sottolineato, stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa Radiocor Il Sole 24 Ore che l’operato del Tesoro “è costantemente volto a garantire la sostenibilità del debito pubblico anche al fine ttenere la piena fiducia degli investitori, siano essi di grandi dimensioni – come quelli istituzionali – o di dimensioni minori come i piccoli risparmiatori”.

Già qualche giorno fa il ministro Giorgetti aveva commentato la continua discesa dello spread BTP-Bund, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa, laddove aveva fatto notare al Financial Times che pochi avrebbero potuto immaginare un calo del differenziale fino ai livelli attuali.

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