Notizie Notizie Italia Governo Meloni BTP Valore: identikit dei BTP People che hanno risposto alla nuova chiamata di Meloni. Mef: i dettagli della quarta edizione

BTP Valore: identikit dei BTP People che hanno risposto alla nuova chiamata di Meloni. Mef: i dettagli della quarta edizione

14 Maggio 2024 10:25

Gli italiani continuano a sottoscrivere i BTP Valore creati dal governo Meloni, sebbene con un entusiasmo inferiore rispetto alle precedenti edizioni.

Ieri il Mef ha annunciato i dettagli del quarto collocamento del BTP Valore, che il Mef-Tesoro ha emesso sul MOT di Borsa italiana a partire da lunedì scorso 6 maggio, fino a venerdì 10 maggio.

Via XX Settembre aveva già comunicato venerdì scorso l’esito dell’emissione: più di 11 miliardi di euro la somma reperita dalle casse dello Stato.

Resi noti anche i tassi cedolari definitivi di questo nuovo titolo di stato con scadenza a 6 anni, a maggio del 2030, che avevano confermato quelli minimi garantiti annunciati poco prima della partenza della emissione:

pari al 3,35 % per il primo, secondo e terzo anno, e al 3,90 % per il quarto, quinto, sesto anno.

BTP Valore, IV atto Meloni: taglio medio contratti di 29.000 euro circa

Ieri il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato i dettagli del quarto collocamento del BTP Valore, noto come titolo di stato rivolto esclusivamente alla platea degli investitori retail, specificando che l’importo emesso è stato pari a 11.226,556 milioni di euro a fronte di 384.295 contratti conclusi, con un taglio medio di 29.213 euro.

Il Mef ha pubblicato la tabella che ha riassunto il valore delle sottoscrizioni e il numero dei contratti relativi a ognuno dei cinque giorni di collocamento specificando che, dei 384.295 contratti conclusi sul MOT (il Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana) circa il 66,4% per cento è stato di importo inferiore ai 20.000 euro, mentre se si considerano i contratti fino a 50.000 euro, l’incidenza è stata di circa il 90,7 per cento del totale.

Il Tesoro ha reso noto inoltre che, dalle informazioni raccolte dai Dealer, Co-Dealer e da altri intermediari, è emersa una partecipazione di investitori retail significativamente prevalente rispetto a quella del private banking, con una quota pari al 72 per cento.

All’interno della quota sottoscritta dagli investitori retail è risultato infine che circa il 55 per cento ha inoltrato l’ordine attraverso le filiali delle reti bancarie e gli uffici postali (sia recandosi fisicamente in filiale sia a distanza), mentre il restante 45 per cento attraverso l’home banking.

Per quanto riguarda la ripartizione geografica degli ordini ricevuti, la quasi totalità degli ordini è risultata provenire da investitori domestici, ovvero dai risparmiatori italiani o anche BTP People, così come in generale vengono ormai chiamati gli investitori retail italiani che hanno deciso di rispondere all’appello della premier volto a convogliare il risparmio verso il maxi debito pubblico dell’Italia.

La tabella riportata qui sotto, pubblicata sul sito del Mef, elenca il numero dei contratti e il controvalore delle richieste di questa quarta edizione del BTP Valore

Per capire come è andata questa quarta emissione del BTP Valore, vale la pena ricapitolare il trend delle precedenti tre edizioni, a partire dalla “prima” di questo titolo di stato, che ha fatto il suo ingresso ufficiale nel giugno del 2023.

Il primo BTP Valore aveva una scadenza a 4 anni, rendimenti fissi crescenti nel tempo (il cosiddetto meccanismo step-up) – caratteristica che ha continuato a connotare questa categoria di titoli di stato italiani –  e un premio extra finale di fedeltà pari allo 0,5% calcolato sul capitale investito, con codice ISIN durante il periodo di collocamento di IT0005547390.

Quella prima edizione del giugno 2023 dava in qualche modo forma al sogno del  BTP autarchico, così come era stato anticipato in modo particolare dal quotidiano La Repubblica, a cui secondo indiscrezioni stampa il governo Meloni aveva iniziato a lavorare fin da subito dopo il suo insediamento, nell’ottobre del 2022. Agli inizi del 2023, era stata la stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni a lanciare l’appello  “più titoli di stato agli italiani” .

Il BTP Valore faceva così il suo debutto ufficiale, presentato dal Mef-Ministero dell’Economia e delle Finanze alla stregua di una “nuova famiglia di titoli di Stato riservata ai piccoli risparmiatori (mercato retail)”, che avrebbe potuto essere sottoscritta “in banca, alla posta, ovunque si detenga un conto titoli, ma anche online mediante il proprio home-banking”.

I tassi minimi ufficiali, poi confermati, erano al 3,25% per il 1° e 2° anno e al 4,00% per il 3° e 4° anno.

Crescenti nel tempo, i tassi erano stati strutturati secondo una logica “2+2” , con un tasso fisso per i primi due anni di vita del titolo e un altro tasso fisso, più alto, per i restanti altri 2 anni, fino alla scadenza.

In tutto sarebbero stati sottoscritti 54.675 contratti, con un taglio medio di 27.786 euro, nel periodo di collocamento partito il 5 giugno e terminato il 9 giugno 2023, per un valore superiore ai 18 miliardi di euro.

Riguardo alla ripartizione geografica degli ordini ricevuti, la quasi totalità degli ordini era arrivata dagli investitori domestici (circa il 99 per cento), ovvero dai piccoli risparmiatori italiani, che avevano risposto con grande euforia all’appello lanciato dalla premier Meloni. Il Tesoro sarebbe così tornato alla carica qualche mese dopo, nell’autunno del 2023.

La seconda edizione del BTP Valore, motivo di vanto per il governo Meloni

Dal 2 al 6 ottobre 2023 partiva la seconda edizione del BTP Valore: il nuovo titolo di stato rivolto ai risparmiatori individuali e affini presentava stavolta una durata di 5 anni e un extra premio finale di fedeltà pari allo 0,5% del capitale investito.

Con codice ISIN IT0005565392, il BTP valore offriva tassi cedolari minimi garantiti che sarebbero stati confermati con l’annuncio dei tassi definitivi alla fine del collocamento.

I tassi proposti erano pari al 4,10% per il 1°, 2° e 3° anno e al 4,50% per il 4° e 5° anno.

Il successo del BTP Valore faceva bis: l’emissione si concludeva con richieste per 17.190,004 milioni di euro, dunque di oltre 17 miliardi, a fronte di 641.881 contratti conclusi, con un taglio medio di 26.781 euro.

Anche in questo caso, la quasi totalità degli ordini era provenuta dagli investitori domestici.

La premier Meloni sbandierava orgogliosa i risultati, soprattutto a chi aveva fatto notare in quei giorni il pessimismo dei mercati finanziari verso l’Italia, a causa di una  Nadef (Nota di aggiornamento al Def) stilata dal suo esecutivo che, con un outlook niente affatto rassicurante sul rapporto deficit-Pil, aveva fatto scattare sull’attenti gli investitori, in vista tra l’altro degli attesissimi annunci sul rating del debito pubblico italiano.

Quei giudizi sarebbero arrivati senza provocare quei scossoni che tanto erano stati paventati dall’Italia.

Sarebbe stata in particolare la grande notizia del no rating junk Moody’s per i BTP  a smentire le peggiori preoccupazioni sul destino del paese, per la gioia della presidente del Consiglio, che inneggiava non solo al BTP Valore ma anche al calo dello spread BTP-Bund.

Meloni prendeva così una decisione cruciale, che avrebbe provocato diverse discussioni:

al fine di promuovere il ruolo salvifico dei BTP People,   il governo annunciava che i titoli di stato italiani sarebbero stati esclusi, con la legge di bilancio 2024, dal calcolo dell’Isee.

Chiaro l’intento di Meloni & Co. di risolvere l’angoscia del debito pubblico dell’Italia, mollato tra l’altro dalla Bce che aveva fatto andare in pensione il QE-Quantitative easing, cercando di attingere in tutti i modi al risparmio dell’Italia.

Terzo atto Meloni: arriva il titolo da crociera. Il record di sempre

Alla fine di gennaio di quest’anno, il governo italiano andava oltre annunciando la terza edizione, ovvero il primo atto del 2024 del BTP Valore.

Il nuovo BTP Valore prendeva la forma di un titolo di stato con“una durata di sei anni, cedole pagate ogni tre mesi con rendimenti prefissati e crescenti nel tempo sulla base di un meccanismo ‘step up’ di 3+3 anni, e un extra premio finale di fedeltà pari allo 0,7 per cento.

La terza edizione di questo nuovo titolo di stato dedicato ai retail, con codice ISIN IT0005583478, veniva lanciata lunedì 26 febbraio, per proseguire fino a venerdì 1° marzo, presentando i seguenti tassi:

3,25% per il primo, secondo e terzo anno; al 4% per il quarto, quinto e sesto anno.

Sarebbe stata quella l’emissione record in assoluto da parte del Tesoro: 18.316,424 milioni gli euro raccolti, ovvero più di 18,3 miliardi di euro.

Record assuluto non solo in termini di valore sottoscritto, ma anche per numero di contratti registrati: 656.369, in un singolo collocamento di titoli di Stato per i piccoli risparmiatori.

L’ennesima grande scommessa di Meloni veniva accolta con un boom di ordini, ma anche con un boom di critiche, sia perchè quel nuovo BTP valore era stato presentato dal governo sostanzialmente come un titolo per andare in crociera sia perchè, almeno nelle prime battute della nuova emissione, non era ancora chiaro quale fosse la normativa in relazione al calcolo dell’Isee, visto  l’annuncio bomba dell’Inps piombato agli inizi del 2024.

Il Tesoro chiariva, sottolineando che la promessa di Meloni era comunque blindata.

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Diverse le dichiarazioni che la premier Meloni aveva rilasciato in quei giorni, accompagnando lo strepitoso successo del BTP valore. “Per investire bene” , diceva la presidente del Consiglio, mentre in soli due giorni gli ordini volavano oltre la soglia di 11 miliardi, allo stesso livello raccolto praticamente con la quarta e ultima edizione, che si è appena conclusa.

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L’emissione speciale del BTP Valore

Lunedì scorso, 6 maggio, il BTP Valore ha fatto il suo grande ritorno con una edizione che è stata definita subito speciale, in quanto lanciata, parola del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, per andare incontro alle richieste di quei BTP People che non avevano avuto modo di partecipare all’emissione precedente, collocata alla fine di gennaio.

Con tassi minimi cedolari più bassi, poi confermati alla fine dell’emissione, e un premio fedeltà più ricco, 

il ritorno del BTP Valore ha confermato il nuovo appello del governo Meloni alla platea dei BTP People affinché continuino a prendere le veci del QE-Quantitative easing della Bce, andato in soffitta da un po’.

Con codice ISIN IT0005594491 il nuovo titolo di stato dedicato esclusivamente agli investitori retail, con scadenza a 6 anni, è stato caratterizzato da tassi cedolari annui, poi confermati alla chiusura del collocamento, pari al 3,35 % per il 1°, il 2° e il 3° anno e al 3,90 % per il 4°, il 5 e 6° anno.

Fin da subito si è capito che la richiesta degli investitori retail per questo titolo di stato sarebbe stata alquanto debole.

I numeri rimangono dignitosi, visto che l’ammontare raccolto ha superato gli 11 miliardi di euro. Ma la cifra impallidisce, se si considera che ognuna delle precedenti edizioni aveva permesso al Tesoro di incassare, in media, 18 miliardi di euro, tanto che qualcuno non ci ha pensato due volte a manifestare qualche dubbio sulla strategia di nazionalizzazione del debito lanciata dalla premier Meloni, mentre qualcun altro ha avvertito anche sul rischio che una domanda più debole di BTP Valore potrebbe avere sulla carta italiana in generale. Detto questo, includendo l’esito di questa edizione, emerge che il piano di Meloni ha permesso fino allo stato di incassare qualcosa come 65 miliardi di euro dai piccoli risparmiatori.

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