Notizie Notizie Mondo Elezioni europee e shock Macron: si vende Francia. A Parigi banche KO anche con spettro tassa extraprofitti

Elezioni europee e shock Macron: si vende Francia. A Parigi banche KO anche con spettro tassa extraprofitti

10 Giugno 2024 15:44

Euro, borsa di Parigi, in particolare i titoli delle banche francesi: sono questi gli asset che più di tutti pagano l’esito delle elezioni europee del 6-9 giugno, in particolare la decisione del presidente Emmanuel Macron di indire le elezioni anticipate in Francia, dopo la cocente sconfitta del suo partito e il trionfo di Rassemblement National, partito di estrema destra guidato da Marine Le Pen, che ha stravinto con il capolista Jordan Bardella.

L’exploit di Le Pen è tutto inciso nei numeri: il suo partito ha incassato secondo una media degli exit poll il 32%, doppiando il partito Renaissance con capolista Valérie Hayer, fermo al 15,2%.

Nel riconoscere l’amara sconfitta, Macron ha annunciato nella serata di ieri lo scioglimento del Parlamento e il ritorno alle urne:

“Sciolgo questa sera l’Assemblée Nationale”, ha decretato il capo di Stato francese, scioccando la Francia e l’Europa tutta, già alle prese con il boom di voti incassati dai partiti di estrema destra. Così facendo, Macron ha accolto a sorpresa la richiesta di Bardella e di Le Pen che, dopo la diffusione dei risultati elettorali, forti dei numeri record incassati, avevano chiesto proprio questo: lo scioglimento del Parlamento.

Elezioni europee: borsa Parigi vittima illustre, tonfo banche: SocGen -8%

A questo punto, si infittiscono le nubi all’orizzonte della Francia: le elezioni legislative si terranno con un doppio turno il prossimo 30 giugno e il 7 luglio.

La situazione di incertezza in cui è precipitata la Francia, lo schiaffo sonoro ricevuto in Germania dal Cancelliere Olaf Scholz, che ha visto precipitare i voti a favore del suo partito Spd, sorpassato dall’ultradestra di Afd che si è posizionata al secondo posto, la prospettiva di un’Europa in cui il centro regge ma che è tallonato in misura più significativa dai partiti di estrema destra si confermano i fattori che portano gli investitori a scaricare gli asset europei.

Vittima illustre è la borsa di Parigi, che cede l’1,6%, dopo aver perso nei minimi intraday più del 2%. Sell off scatenati sull’indice Cac 40 soprattutto sui titoli delle banche francesi:

in picchiata le azioni di Société Générale, che crollano di quasi -8%, mentre BNP Paribas scivola di quasi il 5%. Male anche Credit Agricole.

KO banche francesi con fattore populismo, analista cita tassa extraprofitti

Ma perché le banche perdono? Semplice: perchè di norma sono nel mirino dei populisti, facile bersaglio di logiche improntate al sovranismo.

Nello spiegare il tonfo dei titoli bancari francesi, contattato dalla CNBC, l’analista del mercato azionario di Morningstar Johann Scholtz, pur non citandola espressamente, ha riportato alla mente la tassa sugli extraprofitti delle banche tanto voluta dal governo Meloni e in particolare dalla stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni, bocciata tra gli altri subito dalla Bce. Una tassa che, se in Italia si è volatilizzata, in alcuni paesi europei esiste ancora.

“In molte giurisdizioni europee – ha detto Scholtz – le banche sono diventate un facile bersaglio di provvedimenti improntati al populismo, tra cui le tasse sugli extraprofitti e le restrizioni imposte sui dividendi e sui buyback (riacquisti di azioni).

In Italia quella tassa sugli extraprofitti delle banche si è dissolta per l’appunto praticamente nel nulla, dopo aver fatto tanto rumore e avere affossato i titoli in Borsa.

Ma balzelli vari contro gli istituti di credito hanno colpito altri paesi, come l’Ungheria e la Repubblica Ceca.

In realtà, va detto che lo stesso presidente francese Emmanuel Macron aveva detto nel marzo del 2023 che le aziende con più di 5,000 dipendenti avrebbero dovuto condividere i loro “utili eccezionalmente alti” con i dipendenti, invece di ricorrere agli acquisti di azioni, dunque ai buyback.

Tuttavia, sia Macron che il ministro delle Finanze Bruno Le Maire avevano escluso la possibilità di lanciare una tassa sugli extraprofitti delle banche.

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In Italia, fino all’ultimo la tassa sugli extraprofitti delle banche è stata lodata e difesa dallo stesso ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.

Banche e debito Francia: doom loop non solo in Italia

Ma, come spiega un articolo di Reuters, le banche francesi pagano anche il rischio del debito pubblico della Francia, in particolare la prospettiva di una ulteriore erosione dei conti pubblici, che potrebbe verificarsi nel caso in cui alle prossime elezioni legislative appena convocate dal presidente Macron, fossero Le Pen e Bardella ad avere la meglio.

“Ovviamente, le elezioni anticipate rappresentano una nuova fonte di incertezza, elemento che dovrebbe avere un qualche impatto negativo sulla fiducia verso l’economia e i mercati, almeno in Francia”, ha commentato a Reuters Jan von Gerich, responsabile analista di mercato presso Nordea, facendo notare che non sempre i risultati delle elezioni europee finiscono per essere replicati a livello nazionale, sia per i sistemi di voto diversi che in quanto, a suo avviso, le elezioni Ue tendono ad attrarre una quantità maggiore di voti di protesta.

Detto questo, le banche francesi – a causa di quel doom loop di cui si parla spesso in Italia ma che non è certo esclusiva dell’Italia,  in quanto espressione che indica in generale una relazione tra banche e titoli di stato dello stesso paese – scontano anche il rischio Francia, in quanto il timore di un rialzo dei rendimenti dei bond francesi alimenta anche la paura ovviamente, di un costo della raccolta più alto per gli istituti che intendano emettere bond per finanziarsi sul mercato obbligazionario. A incidere in modo ancora più forte, è il fatto che le banche francesi possiedono grandi quantità di titoli di stato francesi in pancia.

Che le banche francesi stiano pagando il rischio Francia è evidente: i rendimenti dei bond sovrani francesi pagano oggi lo shock Macron salendoai massimi del 2024, attorno al 3,19%.

Spread Francia-Germania su, ma molto più basso di spread BTP-Bund

Il risultato è che lo spread Francia-Germania viaggia ai massimi delle ultime sei settimane, crescendo di 5 punti base a quota 53,47.

Rimane tuttavia ben superiore il trend dello spread BTP-Bund, ovvero Italia-Germania, che oggi torna a toccare quota 140 punti base, a fronte di tassi dei BTP a 10 anni che riscattano di nuovo al di sopra della soglia del 4%.

Attenzione anche al trend Francia-Germania a 10 anni dalla fine del 2023.

Occhio al trend del differenziale tra i tassi dei titoli di stato francesi a 10 anni e i rendimenti dei Bund tedeschi, dunque sempre allo spread Francia-Germania, degli ultimi tre mesi.

Elezioni europee: sell anche sull’euro

Tra le vittime illustri oggi c’è anche l’euro, che scende nei confronti delle principali valute, accusando il colpo dei risultati delle elezioni europee.

 

Nei confronti del dollaro Usa – verso cui è penalizzato anche dal fatto che la scorsa settimana la Bce di Christine Lagarde ha tagliato i tassi dell’area euro – l’euro perde più di mezzo punto percentuale, scendendo attorno a $1,0743.

La moneta unica arretra anche nei confronti della sterlina, lasciando sul terreno lo 0,44% a $0,8448, e sullo yen, anche in questo caso in calo dello 0,45% circa, a quota JPY 168,52.  Grande attenzione verrà data dai mercati all’imminente doppio annuncio in arrivo dagli Stati Uniti: quello del dato relativo all’inflazione Usa e quello relativo alla decisione della Fed di Jerome Powell sui tassi.