Notizie Notizie Italia Stress test Eba-Bce: ‘sorpresa’ Mps. Banche italiane meglio di Francia e Germania

Stress test Eba-Bce: ‘sorpresa’ Mps. Banche italiane meglio di Francia e Germania

31 Luglio 2023 09:47

Banche italiane: ottimi risultati da stress test Eba-Bce. Le sorprese Mps e FinecoBank. L’Italia batte la Francia e la Germania anche qui.

Focus a Piazza Affari sui titoli delle banche italiane, in particolare su UniCredit, Intesa SanPaolo, Mps-Monte dei Paschi, ma anche Banco BPM, Bper, Finecobank, dopo la pubblicazione dei risultati degli stress test lanciati dalla Bce e dall’Eba, l’Autorità bancaria europea.

Sorpresa da parte di Mps-Monte dei Paschi di Siena che il Tesoro maggiore azionista, con una quota del 64%, vuole dare in sposa a un’altra banca, vista la necessità di riconsegnare l’istituto senese al mercato.

Nel mese di giugno, alcune indiscrezioni avevano scosso il titolo, ostaggio continuo di rumor che riguardano il suo futuro.

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Mps: risultati migliori di sempre negli esercizi stress test

Mps ha reso noto i risultati migliori degli stress test della sua storia, precisando tra l’altro che  non vengono considerati con gli stessi, “per i vincoli metodologici, i benefici – in termini di maggiori utili e generazione di capitale – della riduzione dei costi del personale per 857 milioni di euro nel periodo 2023-2025, derivanti dall’uscita lo scorso 1° dicembre 2022 di oltre 4.000 persone”.

La banca senese ha riportato che, nel caso dello scenario di base,  il suo Common Equity Tier 1 ratio (CET1%) fully loaded si attesterebbe al 2025 al 18,61% (+297bps), valore che salirebbe al 19,83% (+419bps) “fattorizzando l’effetto della riduzione dei costi del personale, rispetto al 15,64% del 31 dicembre 2022”.

Nello scenario avverso, al 2025 il Common Equity Tier 1 ratio (CET1%) fully loaded di Mps sarebbe pari al 10,13% (-551bps), e all’11,98% (-366bps) considerando sempre, in questo ultimo caso, l’effetto della riduzione dei costi del personale sopra indicati.

E’ stata la stessa Mps Monte dei Paschi di Siena a  presentare con la nota i “risultati migliori di sempre negli esercizi di Stress Test”, che confermano “la forte solidità raggiunta dal Gruppo e la sua capacità di generare una redditività sostenibile evidenziata da risultati netti positivi negli anni 2024 e 2025, anche nello scenario avverso, fattorizzando la riduzione dei costi del personale”.

La banca ha precisato che “i risultati dell’esercizio di simulazione non costituiscono previsioni né sulla performance finanziaria futura né sui ratio patrimoniali attesi del Gruppo Montepaschi”, puntualizzando anche che “lo stress test europeo 2023 non prevede soglie minime da rispettare”, e che “è pensato per essere utilizzato ai fini del processo di revisione e valutazione prudenziale (SREP)”.

Il titolo Mps si conferma oggi tra i titoli migliori del Ftse Mib di Piazza Affari, salendo di oltre l’1%.

UniCredit e le altre banche italiane, FinecoBank tra migliori in Europa

Positivi anche i risultati degli stress test dei pesi massimi delle banche italiane.

UniCredit ha reso noto che, nel caso di uno scenario base, il suo CET1r fully loaded si attesterebbe al 19,97%, 397 punti base superiore rispetto al al CET1r fully loaded a fine dicembre 2022.

Nel caso di uno scenario avverso, invece, nel 2025 il CET1r fully loaded di UCG sarebbe pari al 12,51%, 349pb in meno rispetto al CET1r fully loaded a fine dicembre 2022.

La banca italiana guidata dal ceo Andrea Orcel ha messo in evidenza, nella nota con cui ha diffuso i risultati degli stress test, che “il punto di arrivo del livello di capitale di UniCredit al 2025 è il più alto delle banche comparabili, grazie alla sua robusta capitalizzazione”.

Tra l’altro, “nonostante lo scenario di stress più severo applicato quest’anno, la riduzione del livello di capitale” è stata, nel caso di worst case scenario, “significativamente minore che nei risultati dello stress test del 2021, grazie ad un punto di partenza molto più robusto basato su un miglioramento significativo nella generazione di capitale, una solida qualità dell’attivo e prudenti overlays”.

UniCredit ha ricordato che nel secondo trimestre del 2023 il suo CET1r fully loaded si è attestato al 16,64% e il CET1r transitional al 16,94%.

UniCredit: doppio assist dal ceo Andrea Orcel e dalla Bce

La banca, in generale, continua a beneficiare della carrellata di rialzi dei tassi della Bce di Christine Lagarde che, dopo la stretta monetaria di giovedì scorso, pari a +25 punti base, ha tra l’altro sottolineato che, se pur farà una pausa a settembre o più tardi, questa non sarà necessariamente uno stop.

L’effetto Lagarde, ma anche del ceo Andrea Orcel, è tutto inciso sui conti di UniCredit, che hanno presentato il miglior primo semestre di sempre.

FinecoBank, stress test: tra le migliori banche in Europa

Focus anche sui risultati degli stress test che hanno visto protagoniste le altre banche italiane Intesa SanPaolo, Banco BPM e Bper, e in particolar modo Finecobank.

FinecoBank ha annunciato che i risultati dell’esercizio di stress test hanno confermato la solidità patrimoniale dell’istituto che, con un impatto sui coefficienti patrimoniali inferiore a 300 punti base nello scenario avverso, “colloca il Gruppo tra le prime tre banche italiane sottoposte agli stress test e tra le migliori in Europa”.

Il coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 ratio (CET1 ratio) fully loaded, risultante dallo stress test,
è pari, nello scenario di base contemplato per il 2023 2024 2025, rispettivamente al 23,6% 26,7% 29,6%

Nello scenario avverso, il parametro è pari al 21,2% 22,1% 22,9%, livelli superiori rispetto al dato al 31 dicembre 2022 pari al 20,8%.

A Piazza Affari, oltre ai buy che interessano Mps, bene anche il titolo Bper, dopo che la banca ha reso noto che i risultati degli stress test hanno confermato la propria “solidità patrimoniale”, ricordando il dato di partenza registrato al 31 dicembre 2022 pari al 12,04% in termini di CET 1 ratio fully loaded.

In particolare, nello scenario di base, il CET1 ratio fully loaded del 2025 di Bper è pari al 16,00%, 396bps in più rispetto al dato rilevato al 31 dicembre 2022.

Nello scenario avverso, il CET1 ratio fully loaded nel 2025 è pari al 7,89%, 415bps in meno rispetto al dato rilevato al 31 dicembre 2022.

Così come Mps, anche Bper si conferma tra i titoli migliori in Borsa, salendo di oltre l’1%, così come anche Banco BPM, che beneficia anch’essa dei risultati positivi degli stress test.

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Banche italiane: commento Equita SIM. Meglio di Germania e Francia

Ottimismo sui risultati degli stress test è stato manifestato da Equita SIM, nella nota odierna.

La SIM milanese ha sottolineato che, per le banche italiane, il risultato degli stress test 2023 è stato “molto positivo, confermando gli importanti miglioramenti in termini dibilancio, qualità degli attivi e performance operativa raggiunti negli ultimi
anni”.

L’esito ha “confermato la resilienza” delle banche italiane “che – pur con alcune differenze – hanno ottenuto risultati in generale molto soddisfacenti, con nessuna banca che ha mostrato uno shortfall di capitale nello scenario avverso sull’orizzonte temporale analizzato, utilizzando gli ultimi dati disponibili sul CET1”.

“Risultati stress test su banche italiane supportive su lato equity e credito”

E’ emerso dunque dai risultati un quadro “supportive sia lato equity che lato credito”, a dispetto della simulazione lanciata dall’Eba e dalla Bce che, stavolta, ha presentato il worst scenario peggiore della storia degli stress test.

“Nonostante le ipotesi severe con cui è stato costruito lo scenario avverso, le banche italiane hanno riportato un calo medio del CET1 2025 nello scenario avverso di soli -399 punti base”.

Equita ha scritto inoltre di ritenere, a fronte di impatti rispettivamente pari a -268bps e -349bps, che Intesa SanPaolo e UniCredit, siano “a nostro avviso le banche che sono uscite meglio dallo stress test”.

“Risultati eccellenti anche per banche esaminate solo da Bce e non dall’Eba”

Detto questo, continua Equita, “risultati positivi sono stati nel complesso registrati anche dalle altre banche (Banco BPM, ICCREA, BMPS (dunque Mps-Monte dei paschi di Siena) in primis e poi Bper e Mediobanca)“.

E hanno riportato “risultati eccellenti” dallo stress test lanciato dalla Bce ((condotto con metodologia analoga a quello EBA), anche le banche che non sono state esaminate dall’Autorità bancaria europea, ma solo dalla Banca centrale europea, ovvero Credem, Banca Mediolanum e FinecoBank per l’appunto.

In generale, il risultato per Equita SIM è stato insomma “notevole sia in termini assoluti che in relazione ai peer europei”, come dimostrato dal “consumo medio di capitale nello scenario avverso delle banche italiane”, che si è rivelato “inferiore alla media europea (-452bps) e molto migliore di paesi come Germania (-606bps) e Francia (-760bps)”.

“Le banche italiane sono quelle che hanno mostrato un miglioramento più marcato nel consumo di capitale, riducendolo di oltre 230bps dal 2021, meglio della Spagna (miglioramento di 40bps) e della media europea (26bps): un trend opposto rispetto a quello delle banche di Germania e Francia, che hanno subito un peggioramento, rispettivamente, pari a circa -80 bps e di quasi 150bps superiore rispetto al 2021″.

Praticamente, l’Italia ha battuto Francia e Germania anche in questo settore, dopo averle battute come crescita del Pil nel 2023.

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Il giudizio sulle banche italiane non poteva che essere positivo: ” Visti gli ottimi risultati dello stress test, riteniamo che le banche italiane siano ben posizionate per una revisione del P2R nell’ambito del processo SREP”.