Notizie Notizie Italia UniCredit: titolo e dividendi record, meno Bce non fa paura. Orcel: ‘tutti gli utili agli azionisti’

UniCredit: titolo e dividendi record, meno Bce non fa paura. Orcel: ‘tutti gli utili agli azionisti’

5 Febbraio 2024 13:12

UniCredit non smette di stupire i mercati con utili e dividendi da prima della classe, che sfidano e vincono la battaglia contro le incognite del contesto macroeconomico attuale, grazie alle scelte del ceo Andrea Orcel.

La trasformazione della banca inaugurata con il piano UniCredit Unlocked lanciato dal ceo noto anche come Ronaldo dei banchieri continua a pagare.

Il merito degli utili da sogno dell’istituto di credito non è solo della Bce e di quei continui rialzi dei tassi che ha lanciato per placare la furia dell’inflazione in Eurozona.

E’ lo stesso ceo Orcel a rimarcare come i risultati di bilancio siano prima di tutto l’esito della strategia vincente che la banca continua a portare avanti.

UniCredit: cosa ha detto il ceo Orcel nella call con gli analisti

UniCredit ha annunciato oggi di aver concluso il quarto trimestre del 2023 con un utile netto contabile di €2,8 miliardi, o un utile netto di €1,9 miliardi, archiviando un risultato record nell’anno intero.

Nell’intero 2023 l’utile netto contabile di gruppo è ammontato a €9,5 miliardi, a fronte di un utile netto pari €8,6 miliardi, in rialzo di oltre il 50% su base annua e a livelli record.

Il titolo è scattato subito in Borsa, portandosi in cima al Ftse Mib di Piazza Affari con un rally del 10% circa, testando  livelli che non vedeva dal 2015, ovvero da 9 anni, con le azioni schizzate anche oltre quota 29 euro.

La raffica di buy è scattata per diversi motivi: in primis, i risultati di bilancio che hanno battuto le attese.

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A confermarsi migliore delle previsioni è stata anche la guidance, ovvero l’outlook sul futuro fornito dall’istituto di credito. E che dire dei dividendi?

Il ceo Andrea Orcel ha deciso praticamente di versare tutti gli utili del 2023 agli azionisti, preannunciando l’intenzione di fare lo stesso anche con i profitti del 2024.

L’amministratore delegato ha dimostrato anche una solida fiducia nel futuro della banca, a dispetto di tutti queli analisti che stanno avvertendo, guardando alle banche dell’area euro, che con la Bce di Lagarde sul punto di sforbiciare i tassi, necessariamente la pacchia utili del settore si farà sempre più un ricordo del passato.

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Ma Orcel rimane ottimista: “Affrontiamo il futuro con ottimismo”, ha detto il ceo nella call con gli analisti successiva alla pubblicazione dei conti.

E i mercati, va detto, gli stanno dando ragione da un po’, visto che le quotazioni sono schizzate di quasi il 250% da quando il banchiere ex UBS – dove Orcel guidava la divisione di investment bank – ha preso le redini di Piazza Gae Aulenti nell’aprile del 2021.

Per quanto riguarda in che modo UniCredit utilizzerà l’eccesso di capitale di cui dispone, Orcel non si è sbilanciato più di tanto, affermando che darà chiarimenti in merito “dopo l’assemblea”.

A suo avviso, quell’excess capital va comunque usato.

Di conseguenza, “verrà usato o per la distribuzione (della remunerazione agli azionisti) su base straordinaria, oltre ai numeri annunciati, oppure per acquisizioni”, dunque per operazioni di M&A. A patto però che, ha rimarcato l’AD, “ci siano le condizioni e il prezzo giusto”.

Da Orcel dividendi ancora più ghiotti dopo scorpacciata 2023

Ancora meglio, dopo la scorpacciata garantita nel 2023, Orcel ha promesso agli azionisti dividendi ancora più ghiotti, comunicando una remunerazione complessiva, per questo 2024, pari a circa 10 miliardi di euro.

Gli accantonamenti per far fronte al rischio NPL (Non Performing Loans, ovvero crediti deteriorati) si sono confermati inoltre inferiori a quanto paventato: un’altra ottima notizia. v

Interpellata da Bloomberg, Azzurra Guelfi di Citigroup ha sottolineato come UniCredit sia tra i titoli più amati del settore, a fronte di una banca che continua a fare meglio delle stime, macinando utili a livelli record.

E non importa in questo caso la prospettiva di una Bce pronta – a dispetto dei paletti che la presidente Christine Lagarde continua a mettere – a tagliare i tassi, dopo averli alzati ripetutamente nel 2022 e nel 2023, fino all’ultima stretta monetaria di fine settembre.

Per i mercati, il titolo e la redditività della banca italiana hanno un valore aggiunto che prescinde da quella spinta che la Banca centrale europea ha dato agli utili del settore continuando ad alzare i tassi e sostenendo così al rialzo il margine netto di interesse (NII: net interest income).

Questo valore aggiunto è interno alla banca e si chiama Andrea Orcel: il Ronaldo dei banchieri che ha fatto della soddisfazione degli azionisti la priorità di UniCredit e che ha non ha mai visto nel risiko delle banche e dunque nelle operazioni M&A (di mergers and acquisitions, fusioni e acquisizioni) un “must” soddisfare a tutti i costi, soprattutto, come ha ricordato di recente, in un contesto di mancato completamento di Unione bancaria e di rumor su eventuali nozze che hanno gonfiato così tanto i titoli delle banche fino a disallinearli dai fondamentali.

D’altronde, con Mps il banchiere ha già sprecato già un bel po’ di tempo, intavolando quelle trattative che si sono concluse miseramente con un flop .

Tutto sugli utili, fatturato e sulla voce di bilancio benedetta da tassi Bce

Gli analisti di Equita hanno riassunto nella loro nota odierna le principali voci di bilancio che hanno scritto la trimestrale del gruppo relativa agli ultimi tre mesi del 2023.

L’utile netto (ex DTA) è ammontato a €1,917 miliardi, stracciando le stime di Equita di €920 milioni e quelle del consensus, pari a 927 milioni di euro circa.

L’utile operativo è ammontato a €3,490 milioni, in calo del 4% su base trimestrale e in crescita dell’8% su base annua, meglio dei €3,099 miliardi attesi da Equita e i €3,063 miliardi attesi dal consensus.

Gli accantonamenti per far fronte a perdite future su crediti sono stati pari a 300 milioni di euro (28 punti base), inferiori ai 640 milioni attesi da Equita (58 punti base), e al di sotto anche dei 654 milioni previsti dal consensus.

Per quanto riguarda la voce di bilancio più condizionata dai rialzi dei tassi della Bce di Lagarde, ovvero l’NII – margine netto di interesse – il trend si è confermato “sostanzialmente stabile su base trimestrale – ha messo in evidenza la SIM milanese – continuando a beneficiare di uno spread commerciale che anche nel quarto trimestre si è mostrato in leggero rialzo (tasso sui finanziamenti +21 punti base su base trimestrale, rispetto a un tasso sui depositi in aumento di 17 punti base su base trimestrale), a fronte di una dinamica dei volumi ancora relativamente debole”.

“Come atteso i costi operativi sono risultati in rialzo su base trimestrale (+7% vs +8% attesi.) ma, ha evidenziato Equita il rapporto cost-to-income C/I si è confermato “ad un ottimo 42% (inferiore al 45% atteso)”.

Sorpresa positiva anche dai minori accantonamenti di riserve che la banca ha effettuato a fronte del rischio di incorrere in perdite sui crediti, senza l’utilizzo di overlays invariati a c.€1.8bn.

L’NPE Ratio si è confermato stabile al 2,7% (come nel terzo trimestre del 2023), con stock NPE in calo del -2.4% su base trimestrale.

Gli oneri di integrazione del quarto trimestre del 2023 sono stati invece superiori alle attese, attestandosi a 788 milioni di euro, rispetto ai 758 milioni di euro attesi.

Equita ha rimarcato l’ottimo trend degli utili nell’intero 2023, riferendosi a quell’utile netto di 8,6 miliardi incassato nell’anno, livello superiore del 19% rispetto alla guidance della banca, pari a €7.25 miliardi. Utile netto devoluto totalmente agli azionisti, come conferma il comunicato diffuso da Piazza Gae Aulenti, relativo ai conti del quarto trimestre e dell’intero anno 2023.

Piazza Gae Aulenti non si è fermata qui, tuttavia, visto che, riguardo alla guidance – che è stata migliorata – ha detto di stimare un utile nel 2024 “sostanzialmente in linea con il 2023, quindi in area €8,6 miliardi.

“Questo implica una revisione rispetto alla guidance precedente (c.€7.25 miliardi) di circa il 19% e si attesta il 17% sopra le nostre attese”, scrive la SIM.

I dividendi di UniCredit si apprestano a fare di nuovo la gioia degli azionisti:

“Con i risultati 2023, Unicredit ha incrementato ulteriormente le proprie ambizioni sulfronte della remunerazione agli azionisti, rendendola ancora più attraente”.

In particolare, ha riassunto Equita, riferendosi agli utili che UniCredit ha deciso di distribuire in toto agli stakeholders:

“Sull’anno 2023 è stimato un payout del 100%, pari a €8.6 miliardi (superiore di €2 miliardi rispetto a guidance di almeno €6,5 miliardi e €6.6 miliardi attesi), di cui €3 miliardi (6,5% yield come dividendo) e €5.6 miliardi come buyback (di cui €1,4 miliardi già eseguito nel 2023).

Per quanto riguarda la nuova politica di remunerazione dal 2024, si prevede

  1. Distribuzione ordinaria almeno pari al 90% dell’utile, con dividend payout incrementato dal 35% al 40%.
  2. Introduzione di una distribuzione interim (dividendo e SBB) assunta a c.40% della distribuzione del 2024.

“La creazione di valore per gli azionisti rimane una priorità e lo dimostrano il miglioramento della nostra redditività
e delle nostre metriche per azione anche attraverso programmi di riacquisto di azioni proprie, che hanno generato nel FY23 un EPS pari a €4,71, triplicato rispetto alla media nel periodo 2017-2019, un dividendo per azione pari a €1,78, in aumento di nove volte rispetto alla media nel periodo 2017-2019, e TBVPS ( Il valore contabile tangibile per azione) pari a €33,3, in rialzo del 46,0% rispetto alla media nel periodo 2017-2019″.

 

(in fase di scrittura)