Notizie Notizie Mondo Giappone: Toyota annuncia aumento salari record. Mossa tassi Bank of Japan più vicina

Giappone: Toyota annuncia aumento salari record. Mossa tassi Bank of Japan più vicina

Pubblicato 13 Marzo 2024 Aggiornato 13 Marzo 2024 13:51

Toyota, il colosso dell’auto numero uno al mondo, ha annunciato di avere raggiunto un accordo con i sindacati, che prevede l’aumento dei salari ai dipendenti fino a 28.440 yen, l’equivalente di $193 dollari, e il pagamento di bonus a livelli record.

Arriva così in Giappone un’altra notizia che rende più probabile l’uscita dall’era dei tassi negativi, da parte della Bank of Japan guidata dal governatore Kazuo Ueda.

La BoJ sta monitorando infatti attentamente le negoziazioni salariali in corso, in Giappone, tra le aziende e i sindacati, per valutare in che modo gli eventuali aumenti dei salari potranno tradursi in aumenti dei consumi e dei prezzi, rendendo così sostenibile, magari,  la crescita dell’inflazione in Giappone.

E’ quest’ultima, infatti, la condizione sine qua non per convincere la banca centrale del Giappone a porre fine alla politica monetaria ultra espansiva incentrata sui tassi negativi (-0,1%) e sul controllo della curva dei rendimenti.

Salari Giappone: arriva il fattore Toyota

Va precisato che il fattore Toyota, che di per sé rende più probabile la grande svolta di politica monetaria del Giappone, non si è tradotto tuttavia oggi in un balzo dello yen, poco mosso dopo la notizia dell’aumento dei salari.

Il rapporto USD-JPY è rimasto fermo attorno a quota 147,59, mentre il rapporto EUR-JPY si è confermato attorno a quota 161,28. Lo yen è tornato poi a scendere nelle ore successive.

Detto questo, così come riportato dalla  CNBC Rengo, il sindacato più grande in Giappone, ha reso noto che i dipendenti delle aziende più importanti del Giappone hanno chiesto un aumento annuo dei salari pari a + 5,85%, superiore alla crescita del 5% per la prima volta in 30 anni.

Proprio questa richiesta dei dipendenti ha portato gli analisti a prevedere per quest’anno una crescita dei salari pari a +5% o superiore, al livello più sostenuto in 31 anni circa.

Se così fosse l’economia del Giappone, attanagliata storicamente dalla debolezza delle spese per consumi, potrebbe davvero segnare una solida ripresa.

Bank of Japan pronta a sancire fine tassi negativi? Occhio al Pil

Le scommesse sulla prossima mossa della Bank of Japan si stanno intensificando, in attesa della prossima riunione, in calendario i prossimi 18-19 marzo.

Il fattore Toyota si aggiunge tra l’altro alla pubblicazione del Pil del Giappone, che ha fatto scattare subito sui mercati le speculazioni sulla possibilità che la banca centrale sancisca la fine dell’era dei tassi negativi già nella prossima riunione.

Contrariamente a quanto emerso dai numeri preliminari del dato, nel quarto trimestre del 2023 l‘economia giapponese è riuscita a sventare, infatti, la recessione tecnica.

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Il dato finale relativo al Pil dfifuso due giorni fa ha praticamente ribaltato la lettura preliminare, che aveva indicato una contrazione, nell’ultimo trimestre del 2023, pari a -0,4%, per l’economia del Giappone, dopo la flessione del 3,3% nel corso del terzo trimestre. E invece no: l’economia made in Japan non si è contratta nuovamente, ma si è rafforzata.

La notizia ha innescato forti acquisti sullo yen, che ha guadagnato nei confronti delle principali valute, prezzando subito la prospettiva di una BoJ pronta ad agire per avviare il processo di normalizzazione della propria politica monetaria, rimasta ultra espansiva a dispetto di un’inflazione che è tornata anche qui ad alzare la testa, negli anni precedenti (seppur non ai ritmi record di quanto avvenuto in Europa e negli Stati Uniti).

Di fatto, mentre nel 2022-2023  la Fed di Jerome Powell, la Bce di Christine Lagarde e altre banche centrali come la Bank of England hanno iniziato e continuato ad alzare i tassi, la Bank of Japan si è confermata mosca bianca, lasciando in modo ostinato i tassi negativi al -0,1% e mettendo dunque ulteriormente sotto pressione lo yen, a favore dell’indice Nikkei 225.

La borsa di Tokyo ha toccato infatti ripetutamente nuovi massimi beneficiando della persistenza di una moneta debole, favorevole per le società esportatrici quotate alla borsa di Tokyo.

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Di conseguenza il rally dello yen post Pil del Giappone ha depresso l’altroieri l’azionario made in Japan, al punto che l‘indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha concluso la sessione scendendo di oltre il 2%, allontanandosi ulteriormente dai valori record della storia testati nelle sessioni precedenti, quando aveva superato anche la soglia di 40.000 punti.

Tra l’altro, sempre l’altroieri la Bank of Japan ha reso noto di non avere fatto shopping di ETF giapponesi, fattore che ha portato i trader a scommettere ulteriormente sulla fine della pacchia dei tassi negativi in Giappone.

Bank of Japan attenta ai salari come la Bce. Ma per motivi opposti

Vale la pena  mettere in evidenza che la Bank of Japan sta monitando attentamente le negoziazioni salariali, così come sta facendo la Bce di Christine Lagarde, ma pe  motivi diametralmente opposti.

Se la BoJ di Kazuo Ueda punta infatti a raccogliere dati che certifichino l’aumento dei salari, al fine di iniziare ad alzare i tassi, la Bce di Lagarde, dopo la carrellata delle strette monetarie lanciate negli ultimi due anni per mettere un freno al balzo dell’inflazione, attende ulteriori informazioni per capire se iniziare a tagliare i tassi.

A proposito della Bce di Lagarde, le ultime indicazioni relative alla dinamica dei salari nell’area euro sono state positive, confermando una crescita, nel corso del quarto trimestre, pari a +4,5% su base annua, dopo il rialzo pari a +4,7% del terzo trimestre.

L’indebolimento del tasso di crescita dei salari ha rappresentato una buona notizia per i mercati – e i cittadini – che attendono con ansia il momento in cui Lagarde riterrà opportuno iniziare a tagliare i tassi.

Va detto tuttavia che Lagarde ha rimarcato più volte la necessità di essere cauta e di attendere ulteriori segnali che confermino che l’inflazione, in Eurozona, si stia davvero sfiammando.

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