1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Tesla, Musk e Bitcoin: il post su Twitter, fine di un amore? E intanto in barba a NTF statua invisibile Garau venduta a 15.000 euro

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Elon Musk torna a zavorrare il Bitcoin con un post su Twitter: stavolta il numero uno e fondatore di Tesla ha pubblicato un tweet che lascia pensare ai fan del cripto-universo e non solo che la sua passione per la moneta digitale numero uno al mondo sia giunta al capolinea.
Così, almeno, emerge dall’immagine postata, che ritrae una coppia in crisi, con l’uomo che recita una frase dei Linkin Park. “So, in the end it didn’t even matter?“. Ovvero: “Dunque, alla fine, non era neanche importante?”

Lui risponde a lei, che gli dà la notizia:
“So che avevo detto che tra di noi sarebbe finita se tu avessi tirato fuori un’altra canzone dei Linkin Park, ma ho trovato un’altra persona”.
Elon Musk commenta l’immagine scrivendo semplicemente #Bitcoin e postando l’emoji di un cuore spezzato.
Risultato: i prezzi del Bitcoin colgono subito il messaggio e iniziano a capitolare.
Dopo due ore Musk pubblica un altro post: “I miss you”, dice la donna a lui in una conversazione virtuale.
E così la confusione aumenta, ma continuano a cadere intanto tutte le criptovalute più importanti: il Bitcoin scende di quasi il 7%, scivolando nei minimi intraday fino a $36.500, facendo così dietrofront rispetto a giovedì, quando gli acquisti lo avevano portato a $39.200.
L’Ether scivola di oltre l’8%, il Cardano di oltre il 9% e la cripto meme dogecoin sottoperforma scivolando di oltre il 13%.

Bitcoin -40% dal record di sempre testato ad aprile

Da un articolo di Coindesk emerge che il Bitcoin è ormai in ribasso di oltre -40% rispetto al record assoluto testato lo scorso 14 aprile, a $64.801; nell’ultimo mese, la moneta che sembrava essere ormai entrata nelle grazie di Musk e di Tesla ha perso il 35%.
Responsabile del crollo sempre lui, il ceo del colosso delle auto elettriche, che di colpo ha annunciato – sempre via Twitter -di non voler accettare più la cripto come strumento di pagamento, citando l’effetto inquinante del mining, per poi sembrare lui fare, di nuovo, dietrofront.
E’ da quei giorni che i fan del mondo cripto hanno iniziato a interrogarsi sulle intenzioni dell’imprenditore e di Tesla.
D’altronde, se il Bitcoin era volato, soprattutto a partire dal mese di febbraio, era stato proprio per merito degli investimenti da $1,5 miliardi comunicati da Tesla nella moneta digitale.
La scommessa di Musk aveva inaugurato secondo alcuni addirittura l’avvento di una nuova era: d’altronde, l’interesse verso il Bitcoin in quelle settimane aveva visto in prima fila anche Cathie Wood, la numero uno della regina degli ETF Ark Invest (tuttora convinta), e anche il colosso del risparmio gestito BlackRock.
Ignorato era stato il commento degli analisti di JP Morgan, che avevano risfoderato la questione del peccato originale dell’asset.
E cosa importa che la Sec abbia strigliato Tesla, accusandola di non essere capace di vigilare sul contenuto dei tweet dell’eclettico imprenditore.
Nelle stesse ore in cui è emersa la notizia del rimbrotto dell’autorità americana di Borsa, qualche giorno fa, il titolo di Samsung Publishing volava alla borsa di Seoul soltanto perché Musk aveva dato il suo assist alla meme song Baby Shark. Le quotazioni sono balzate in quanto Samsung Publishing è il secondo maggiore azionista della casa di produzione di Baby Shark, SmartStudy, con una partecipazione pari al 19,43%.

Bitcoin alla mercé di Musk, febbre meme stocks…Ma non finisce qui

Meme song a parte, è un bel po’ che il Bitcoin rimane alla mercé di Musk, che gioca a far salire e scendere i prezzi così come gli gira.
Una notizia sembra però riabilitare quasi il valore del Bitcoin, riportata da diversi siti. Si tratta della notizia, inizialmente riportata da Italy24News , relativa alla prima vendita nella storia di una statua invisibile. Statua invisibile venduta a 15.000 euro, realizzata dall’artista italiano Salvatore Garau.
Una nota comunica che le sculture immateriali di Salvatore Garau – già noto per la sua installazione “Buddha in contemplation”, esibita a Piazza della Scala a Milano lo scorso febbraio – hanno un nuovo valore storico e rappresentano la perfetta metafora dei nostri giorni“.
L’opera “è completamente invisibile e non può, di conseguenza, essere riprodotta nella rete. Per non parlare del fatto che le opere intangibili di Garau hanno un impatto ambientale pari a zero“. Altro che NTF, potrebbe dire qualcuno.
Garau stesso ha così commentato:
Non è un niente, ma è un vuoto“, vacuum. E il vacuum, secondo lo scultore, “non è niente altro che uno spazio pieno di energia. Perfino quando lo svuotiamo e niente più rimane, in base al principio dell’incertezza di Heisenberg, quel ‘niente’ ha un peso. Di conseguenza, ha un’energia che è condensata e trasformata in particelle, che sono, in noi”. Qualcosa di molto simile alla “forma di un Dio che non abbiamo mai visto”. E noi ci meravigliamo della febbre sulle meme stocks, ovvero su AMC Entertainment, GameStop, Blackberry, Nokia?