Notizie Notizie Italia Governo Meloni Tassa extraprofitti banche, Caporetto titoli a Piazza Affari. L’alert utili

Tassa extraprofitti banche, Caporetto titoli a Piazza Affari. L’alert utili

8 Agosto 2023 12:13

Tassa extraprofitti banche, impatto da miliardi di euro, a rischio gli utili degli istituto di credito italiani. Il commento degli analisti, mentre i titoli crollano a Piazza Affari dopo l’annuncio del governo Meloni.

Tassa sugli extraprofitti delle banche italiane, la misura approvata dal governo Meloni scatena un bagno di sangue a Piazza Affari.

Le principali banche quotate sul Ftse Mib segnano nelle prime ore della sessione del Ftse Mib tonfi fin oltre -9%.

La raffica di sell, fa notare un articolo di Bloomberg, brucia qualcosa, e nell’arco di pochi minuti, una capitalizzazione di mercato di 9,5 miliardi di euro circa, mentre gli analisti iniziano a lanciare i primi alert, commentando la mossa del governo Meloni.

Interpretiamo questa tassa in modo decisamente negativo per le banche, considerando sia l’impatto sui capitali e sugli utili così come riguardo al il costo dell’equity dei titoli delle banche”, annunciano gli analisti di Citigroup guidati da Azzurra Guelfi, in una nota il cui contenuto è stato riportato dall’agenzia di stampa Bloomberg.

“Il nuovo impatto simulato è anche più forte rispetto alla simulazione lanciata nel mese di aprile”.

Tassa extraprofitti: in poche ore bruciata capitalizzazione banche di $10 miliardi

Nell’articolo Italy’s New Tax Wipes Out $10 Billion from Market Value of Banks, ovvero “La nuova tassa in Italia cancella $10 miliardi di capitalizzazione delle banche”, Bloomberg illustra l’outlook sul settore snocciolato dagli analisti di Citigroup, mentre a Piazza Affari prosegue la Caporetto dei titoli bancari.

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Tassa extraprofitti banche, outlook Citi e Bloomberg: utili 2023 rischiano taglio 10%

Gli analisti di Citi ritengono che la tassa sugli extraprofitti equivalga al 19% circa dell’utile netto delle banche italiane relativo al 2023, il 3% circa del loro valore contabile tangibile e lo 0,5% delle loro attività ponderate per il rischio (RWA, Risk Weighted Assets).

L’articolo fa riferimento anche all’outlook di Bloomberg Intelligence, secondo cui gli utili netti delle banche italiane relativi al 2023 potrebbero essere tagliati del 10% circa.

La domanda è dunque la seguente: la mossa del governo Meloni rischia di accentuare una situazione già vicina a essere definita di credit crunch, che vede le banche italiane e, in generale dell’area euro, stringere i rubinetti del credito?

Piazza Affari vulnerabile a mossa Meloni con forte presenza titoli banche

Così parla dell’impatto su Piazza Affari della tassa sugli extraprofitti Leonardo Pellandini, strategist del mercato azionario di Bank Julius Baer:

“I titoli finanziari incidono sul mercato azionario italiano per oltre il 30%, rendendo (Piazza Affari) vulnerabile alla tassa appena approvata. Detto questo, le banche fino a oggi vengono da un anno forte, sulla scia del sostegno che i tassi di interesse più alti (cresciuti con le strette monetarie della Bce) hanno dato ai loro margini di interesse (NII), e dunque è arrivato il momento di un salutare consolidamento”.

Caporetto banche a Piazza Affari: Bper -9%, Mps -8,6%, UniCredit -6,7%

Nel frattempo la Caporetto per le banche è confermata dai violenti sell che continuano a colpire i titoli delle banche italiane.

Alle 12.30 circa ora italiana, a fronte di un indice Ftse Mib che torna sui minimi della sessione, accelerando al ribasso con un calo di oltre il 2%, Bper Banca crolla di oltre il 9%, Mps segna un tonfo dell’8,6%.

I sell off portano a crollare dell’8% anche FinecoBank e Intesa SanPaolo, UniCredit scivola del 6,7%.

Credem tra maglie nere Piazza Affari, nonostante balzo utile netto +90%

Tra i tonfi più significativi, quello di Credem, la banca che ha annunciato proprio ieri di aver assistito nel corso dei primi sei mesi dell’anno a un balzo dell’utile netto consolidato di oltre il 90%.

Con la pubblicazione dei conti, la banca ha messo in evidenza quanto era emerso già giorni fa con la diffusione dei risultati degli stress test sulle banche europee lanciati dall’Autorità bancaria europea (Eba) e dalla Vigilanza della Bce, ovvero il fatto di essersi confermata tra le migliori cinque banche europee per solidità secondo gli stress test condotti dalla Banca Centrale Europea.

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Ma il titolo non riesce a scattare al rialzo, tutt’altro, soffocato dai sell che prendono di mira tutto il comparto dopo la tegola arrivata direttamente dal governo Meloni.

Tassa extraprofitti banche del governo Meloni spiegata da Equita SIM

Equita SIM nella sua nota odierna spiega esattamente in cosa consiste la tassa sugli extraprofitti delle banche approvata ieri dal Consiglio dei ministri.

“Con una mossa a sorpresa, all’interno del Decreto Legge Asset approvato dal CdM, è stata prevista l’introduzione di un prelievo fiscale aggiuntivo a carico delle banche”.

La SIM milanese ricorda che il gettito proveniente dall’applicazione della tassa sugli extraprofitti “dovrebbe essere finalizzato a un’estensione degli incentivi per i mutui sulla prima casa a favore degli under 35 e al taglio delle tasse”, così come ha spiegato ieri il leader della Lega, ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini.

A rischio manna dal cielo Bce Lagarde?

Equita sottolinea la natura temporanea della nuova imposta, che “si configura come una tantum a valere sull’anno 2023 e va a colpire il beneficio a margine di interesse generato dal significativo rialzo dei tassi” varato dalla Bce di Christine Lagarde.

Una carrellata di rialzi dei tassi, quella lanciata dall’Eurotower nella sua lotta contro l’impennata dell’inflazione in Eurozona, che ha irritato più di una volta diversi esponenti del governo Meloni, Matteo Salvini e Giorgia Meloni in primis, e che si è confermata allo stesso tempo una vera e propria manna dal cielo per le banche dell’area euro, in particolare per le banche italiane.

A parlare, sono le stesse trimestrali che gli istituti di credito più importanti hanno annunciato proprio negli ultimi giorni, nel pieno della stagione delle trimestrali andata di scena a Piazza Affari.

Che dire per esempio di UniCredit, la banca italiana gestita dal ceo Andrea Orcel, che ha comunicato ai mercati il miglior primo semestre di sempre e, anche, il decimo trimestre consecutivo di crescita della redditività, tornando a fare la gioia degli azionisti, promettendo dividendi ancora più ghiotti?

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Nuova tassa al 40%. Come si calcola

Nello spiegare l’impatto della tassa sugli extraprofitti delle banche italiane, Equita cita quanto riportato da Il Messaggero, secondo cui la nuova
imposta sarà determinata come il 40% del maggiore tra:

  • il delta tra NII (margine di interesse) 2022 e NII 2021 per l’ammontare eccedente il 3% dell’NII 2021
  • il delta tra NII 2023 e NII 2021 per l’ammontare eccedente il 6% dell`NII 2021.Viene ricordato inoltre che “l’importo dell’imposta non potrà comunque essere superiore al 25% delvalore del patrimonio netto al 2022” e che “il contributo dovrà essere versato entro il 30 giugno 2024.

Una tegola da 4,5 miliardi per le banche? L’impatto su Mps, UniCredit, Intesa

Le previsioni di Equita? Così l’analista Andrea Lisi:

“Alla luce della forte evoluzione del margine di interesse nel corso del 2023, riteniamo ragionevole che la base imponibile della nuova imposta
sia quella che utilizza come riferimento l’NII (net interest income, ovvero margine di interesse) del 2023”.

Di conseguenza, “sulla base delle nostre stime e guardando esclusivamente il mondo quotato, il prelievo fiscale complessivo a favore del governo sfiorerebbe i 4,5 miliardi, ovvero il 3% circa della capitalizzazione di mercato complessiva del settore bancario. Il Corriere indica che l’ammontare ricavato potrebbe superare i 4 miliardi, mentre altre fonti parlano di 2-3 miliardi”.

“Mps il nome più impattato”

E dunque, “in particolare, sulla base della dinamica attesa dell’NII – si legge nella nota di Andrea Lisi – stimiamo che Mps sia il nome più impattato (circa il 10% della capitalizzazione di mercato), mentre – alla luce della minore crescita della top line e/o di una maggiore diversificazione del mix di ricavi – vediamo impatto contenuto per Mediobanca  (di circa 1%), Asset Gatherers (impatto medio in area -2% mkt cap) e Specialty Finance (IF, BFF -2% mkt cap)”.

In questa situazione, non si può non pensare tra l’altro a quelli che sarebbero gli impatti sul Monte dei Paschi di Siena, la banca che il governo Meloni punta a dare in sposa a qualche istituto italiano, nell’intento di creare il terzo polo nel sistema bancario del made in Italy, sbarazzandosi di quella partecipazione di maggioranza nel capitale, pari al 64%, che lo Stato maggiore azionista continua a detenere, a spese dei contribuenti. 

Con la tassa sugli extraprofitti, il futuro si fa più fosco proprio per la banca senese, che proprio in questi ultimi mesi si era parzialmente smarcata dal ruolo di malata tra gli istituti italiani.

Equita stima un impatto in area -4% per Intesa SanPaolo, e pari a -2% per UniCredit.

La SIM continua, facendo notare che, “secondo quanto riportato da alcune fonti di stampa, è tuttavia possibile che nei prossimi giorni la misura possa essere aggiustata prima della stesura definitiva del decreto legge”.

Gli aspetti da valutare con la nuova tassa sugli extraprofitti

Detto questo, “alla luce della modalità di definizione del prelievo, saranno da valutare alcuni aspetti, che Equita così elenca:

  • Se le banche decideranno di avviare politiche commerciali finalizzate ad allargare la clientela (col fine di ampliare il possibile bacino
    commissionale), aumentando il pass-through sulla raccolta e sacrificando quindi parte del beneficio a NII dato dal rialzo dei tassi.
  • Gli eventuali sulla profittabilità del settore post 2023, soprattutto se si dovesse manifestare un beta strutturalmente più elevato.

“La notizia – conclude Equita – è chiaramente negativa per il settore, oltre che per l’impatto one-off anche per l’aumento del rischio regolatorio sullo stesso (con impatto sul Ke, costo dell’equity)”.