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Nikola strapazzata dai sell: ancora nessuna certezza su accordo GM. Titolo trema anche per rischio vendetta Trevor Milton

QUOTAZIONI Cnh Industrial
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Titolo Nikola sotto pressione: gli investitori temono ancora per il futuro della Tesla dei camion elettrici dopo l’addio del fondatore Trevor Milton, e non solo. Nell’intervista rilasciata nel corso della trasmissione della CNBC “Mad Money with Jim Cramer”, il ceo di Nikola, Mark Russell, non è riuscito a placare i timori dei mercati sul rischio che Milton decida di vendere di colpo le sue azioni, così come non ha dato rassicurazioni neanche sull’accordo da $2 miliardi che la società ha siglato con General Motors.
Nikola segna un tonfo superiore a -10%, dopo il rally della vigilia, pari a +17%.

Certo, Russell ha detto che le trattative con GM sulla fornitura di tecnologie per batterie e su un pickup Badger, tutto elettrico, continuano.
Ma gli investitori volevano di più: qualche sorpresa, magari. “Entrambe le cose ci appaiono interessanti – ha detto Russell – Continuiamo a trattare con loro al riguardo”. Il punto è che il 3 dicembre, data in cui entrambe le controparti possono ritirarsi dai negoziati, nel caso in cui non dovesse essere finalizzato alcun accordo, sta arrivando. E nessuno sembra pronto a parlare con sicurezza di una intesa.
Lo scorso 22 ottobre, positivo era stato il commento del presidente di General Motors, Mark Reuss, sulla possibilità di siglare con Nikola una partnership sui camion elettrici e a idrogeno: Nikola rapresenta “una grande opportunità per noi”, aveva detto Reuss.

Trevor Milton: il fondatore di Nikola scaricherà tutte le sue azioni?

Quali saranno le conseguenze dello shock provocato dall’addio del fondatore Trevor Milton sul titolo Nikola?
Le dimissioni sono arrivate verso la fine di settembre a seguito dell’indagine lanciata sul gruppo dal dipartimento di Giustizia Usa e dalla Sec, dopo la pubblicazione di un report pubblicato da Hindenburg Research. Il noto short seller aveva accusato Nikola di essere “una frode complessa costruita su decine di menzogne”. Milton era stato definito un bugiardo seriale. Il report aveva scatenato una vera e propria carica di short sellers sul titolo.
Quel giorno, le quotazioni di Nikola erano crollate, condizionando pesantemente anche il trend di CNH Industrial.
La storia di Nikola interessa molto, infatti, anche l’italiana CNH Industrial, che detiene una quota del 7,11% nel capitale di Nikola e che quel giorno ha sofferto un tonfo di oltre il 6%, dopo aver ribadito la settimana prima che le sue divisioni IVECO e FPT Industrial avevano confermato comunque il loro pieno impegno a portare avanti la joint venture con la società americana.
Detto questo, ed è lecito chiederselo, cosa deciderà di fare Trevor Milton? Il ceo di Nikola Russell non ha dato alcuna indicazione in tal senso.
La preoccupazione è sull’imminente scadenza, fissata al prossimo 1° dicembre, del periodo di lock-up, che finora ha impedito a Milton di vendere le azioni Nikola in suo possesso: si tratta di ben 91,6 milioni di titoli, di cui fanno parte 6 milioni di titoli in qualità di “opzioni del fondatore” che Milton ha dato ai suoi primi dipendenti.
Il pacchetto di cui il fondatore potrebbe decidere di liberarsi, dunque è, per la precisione, di 85,6 milioni di azioni. La quantità rende Milton il primo azionista individuale di Nikola, che ha un flottante di 360,9 milioni di titoli.
Milton potrebbe vendere tutte quelle azioni a partire dalla prossima settimana.
“Non posso rilasciare commenti su Trevor, ovviamente – ha precisato Russell – Ma crediamo, mentre raggiungiamo le nostre pietre miliari e andiamo avanti con il nostro piano industriale, che i nostri azionisti di lungo termine saranno premiati. Questo è il nostro obiettivo, ed è di lungo termine“.
I detentori di altre 136,5 milioni di azioni di Nikola hanno accettato di estendere il loro lock up fino al prossimo 31 aprile: tra queste azioni, ci sono 39,8 milioni di titoli che fanno capo a una società separata controllata da Russell ma di proprietà di Milton, chiamata T&M Residual. Il titolo di Nikola ieri era balzato di oltre +17%. L’azione è in rialzo di oltre il 200% dall’inizio dell’anno, ma se c’è qualcosa che la ha caratterizzata, più del suo rally, è stata la sua volatilità.
Il boom, intanto, era stato ben più corposo nei mesi precedenti: l’azione ha perso smalto a partire dallo scorso giugno, con un crollo verticale che ha bruciato due terzi del suo valore.
Basti pensare che Nikola ha testato il massimo del 2020 a 93,99 dollari dopo essere approdata in borsa con un processo di fusione inverso con una SPAC – e tra l’altro il mondo della Spac è stato definito di recente, da Forbes, addirittura in stile SPAC Mafia : ora il titolo è scambiata attorno a $34.
A giugno era balzato del 135%, per poi scendere del 55% a luglio e del 50% a settembre, e rimbalzare a novembre dell’88%.