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Rivincita da sogno per small cap, Russell 2000 oltre +20% a novembre. Forte rimonta anche per Ftse Italia Star

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Novembre da sogno per l’indice azionario Usa Russell 2000, che ha confermato la rivincita delle small cap: ieri il listino ha inanellato un nuovo record, chiudendo in rally dell’1,94%, a 1.853,53 (+35,23 punti). Lo sprint della Borsa Usa è stato confermato, in generale, anche dai valori di chiusura record del Dow Jones e dello S&P 500.
Quella del Russell 2000 è una storia che si mette comunque in evidenza, se si considera che le small cap si avviano a terminare il mese migliore della loro storia, con un rialzo a novembre superiore a +20%. E se si considera che la rivincita ha interessato anche l’indice del segmento STAR di Piazza Affari, ovvero il Ftse Italia STAR di Borsa Italiana.

Novembre mese da sogno per small-cap e mid-cap- Occhio a Russell 2000 ma anche al Ftse Italia Star
PIAZZA DEGLI AFFARI, MILAN, ITALY – 2020/03/29: General view shows almost deserted piazza Affari (‘Business Square’). In the background there is Palazzo Mezzanotte, the headquarter of Borsa Italiana, while in the foreground stands the statue L.O.V.E., also known as Il Dito (‘The Finger’), by Italian contemporary artist Maurizio Cattelan. The Italian government imposed unprecedented restrictions to halt the spread of COVID-19 coronavirus outbreak, among other measures people movements are allowed only for work, for buying essential goods and for health reasons. (Photo by Nicolò Campo/LightRocket via Getty Images)

In particolare, a ben guardare le performance di tutti gli indici di Borsa Italiana, ad emergere in maniera prepotente è il Ftse Italia Star, che già in passato ha abituato gli investitori a performance sopra la media.
L’indice italiano dedicato alle mid e small cap che capitalizzano sotto il miliardo di euro è tornato sostanzialmente sulla parità da inizio anno e segna un balzo di ben +59% dai minimi di marzo (rispetto al +48% del Ftse Mib nello stesso arco di tempo).
Il listino, composto da titoli chiamati a rispettare particolari requisiti in termini di trasparenza, liquidità e corporate governance, si è sempre contraddistinto per la capacità di sovraperformare il mercato.
Dal Ftse Italia Star arrivano eccellenze quali Amplifon, Diasorin e Interpump, approdate sul Ftse Mib e che si distinguono per essere tra i più performanti anche quest’anno.
Un grande merito per il rally delle small cap va alla carrellata di annunci di vaccini anti-Covid, in primis all’annuncio arrivato da Pfizer, che ha scatenato una rotazione immediata dai titoli FAANG o anche Big Tech ai titoli dei settori ciclici e, in generale, verso i titoli delle società più azzoppate dalla crisi della pandemia COVID-19.
Per qualcuno, parlare di rotazione vera e propria è forse ancora un po’ azzardato, anche alla luce dei guadagni che continuano a interessare le star del Nasdaq, in primis Tesla con la sua inarrestabile corsa.
Detto questo, sono sempre di più gli strategist che non solo ritengono che la rotazione sia qui, ma che sia destinata anche a proseguire.

Bank of America: gestori ottimisti su nuovi rally small cap

Dall’ultimo sondaggio sui gestori dei fondi lanciato da Bank of America è emerso per esempio che ci sono grandi aspettative su nuovi rally dei titoli value e delle small cap.
E Barclays ha ricordato che la rotazione recente in due sessioni che ha portato gli investitori a uscire dal comparto dei titoli growth a quelli value è stata la più violenta dai due giorni dell’ottobre del 2008.
Vale la pena notare, inoltre che, nel mese di settembre, la capitalizzazione monstre di Apple – che quest’anno ha testato quota 2 trilioni di dollari – era superiore a quella dell’intero indice delle small cap Usa, ovvero di quella del Russell 2000.
Le ultime scelte degli investitori hanno permesso al Russell 2000 di superare il valore di mercato di Apple di quasi $500 miliardi.
Di seguito, i titoli delle small cap scambiati sull’indice Russell 2000 consigliati da Bank of America:

  • Rocket Pharmaceuticals (RCKT): rating “buy” con target price a $34
  • Cal-Maine Foods (CALM): rating “buy” con target price a $47
  • Axonics Modulation Technologies (AXNX): rating “buy” con target price a $59
  • First BanCorp (FBP): rating “buy” rating con target price a $10
  • Ping Identity Holding Corp. (PING): rating “buy” con target price a $32
  • Sonic Automotive (SAH): rating “buy” con target price a $54
  • Y-mAbs Therapeutics (YMAB): rating “buy” con target price a $52
  • Owens & Minor (OMI): rating “buy” con target price a $31

Da segnalare che, di solito, i titoli delle small cap sono considerati più rischiosi di quelli delle mega cap del calibro di Apple e di altri titoli FAANG (Facebook, Amazon, Apple, Netflix, Google).
Nelle fasi più forti di una crisi economica, il timore che il settore corporate venga zavorrato dai cali dei profitti o, peggio, venga messo KO dai fallimenti, scatena di norma il sell off sulle small cap: si tratta d’altronde di società che hanno meno fonti a cui attingere per la crescita del loro fatturato e che sono penalizzate anche da un minore accesso ai mercati del credito.
Tuttavia, come fa notare alla Cnbc Steven DeSanctis, strategist della divisione azionario di Jefferies dedicata alle small cap e mid cap,  in questo momento e “in generale, il contesto macroeconomico sta migliorando. Con il maggiore ottimismo sulle prospettive del 2021, si è propensi a puntare sui titoli che erano rimasti indietro, in questo caso sulle small cap. Si cerca di puntare su quelle società che sono più legate alla crescita dell’economia, che sono anche in questo caso le small cap”.
L’esperto di analisi tecnica Frank Gretx di Wellington Shields ha spiegato inoltre in una nota ai clienti che “a fronte dei FANG che hanno sottoperformato, i titoli delle società più piccole sono tornati alla ribalta, con il Russell 2000 che è uscito dal range entro cui oscillava più o meno dal mese di giugno”. Dunque?
C’è da dire che, anche con il rally di novembre, le small cap hanno ancora molta strada da fare per mettersi in pari con le large cap.
Il Russell 2000 ha guadagnato l’11% dall’inizio dell’anno, mentre il Russell 1000 (che include società a grande capitalizzazione) è salito più del 14%.
Il Nasdaq 100, che rappresenta i 100 titoli più grandi non finanziari, è in rialzo di oltre +38%. Il gap, insomma, c’è.
Ma il titolo di un articolo pubblicato qualche ora fa sul sito della CNN è più che indicativo nello spiegare cosa sta accadendo almeno sui mercati finanziari Usa. Wall Street is betting big on Main Street. Focus in particolare su quanto hanno scritto qualche giorno fa gli strategist di UBS Wealth Management in un report ai clienti:
“Se nel 2020 gli investimenti hanno puntato sulle società resilienti, grandi, e americane, riteniamo che nel 2021 si punterà sui settori ciclici, sulle società small e sui nomi globali, visto che i mercati pesantemente colpiti dal lockdown inizieranno a risorgere”.