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Altro che Big Tech, nuovi timori lockdown scatenano buy sui titoli stay-at-home: regina è Zoom, +500% nel 2020

QUOTAZIONI Cnh Industrial
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Stavolta, l’ondata di smobilizzi non ha colpito tanto i tecnologici, quanto altri settori. Si sta parlando di quanto accaduto ieri a Wall Street, con il Nasdaq che ha terminato la sessione quasi piatto. I sell off non sono però mancati, se si considera che il Dow Jones Industrial Average ha ceduto 509,72 punti (-1,8%), per chiudere a 27.147,70 punti, e che lo S&P 500 ha perso l’1,2% a 3.281,06.
In particolare, lo S&P 500 ha chiuso la sua quarta sessione consecutiva negativa per la prima volta dallo scorso febbraio, mentre il Dow Jones ha sofferto la perdita più forte dallo scorso 8 settebre. Colpa di chi? Non delle vendite sui titoli hi-tech e/o social: giusto per fare un esempio, che è quanto mai attuale, Zoom Video Communications, tra le vincenti in Borsa del lockdown e dello Stay Home, ha terminato la sessione in rialzo di quasi +7%, a quota $468,47.

Boom Zoom, titolo ha beneficiato del lockdown da COVID: +500% da inizio anno
HOD HASHARON, ISRAEL – APRIL 22: A screenshot of an online presentation about the Israeli wine industry given by leading Israeli wine tourism specialist Guy Haran using the Zoom Video Communication application to dozens of British wine writers on behalf of the Israeli Tourist office of London on April 22, 2020 from the suburban town of Hod Hasharon near Tel Aviv, Israel. Haran, the CEO of Vinspiration which promotes wine tourism in Israel and abroad, gave the online presentation from his temporary work space in a private residence as movement and travel restrictions remain in place to contain the Covid-19 Coronavirus pandemic. (Photo by David Silverman/Getty Images)

C’è da dire che, a livello mensile, il Nasdaq Composite rimane la vittima illustre di questo settembre 2020: lo S&P 500 ha perso dall’inizio del mese più del 6%, a fronte del -4,5% del Dow Jones. Il Nasdaq ha invece sofferto un tonfo pari a -8,5%.
Nella sessione di ieri non sono stati però i Big Tech a perdere terreno, se si considera che Apple è salita del 3%, Netflix ha fatto +3,7% e Microsoft è avanzata dell’1,1%. Tra le grandi perdenti, ci sono state piuttosto Nikola – titolo -19,3% dopo la notizia delle dimissioni annunciate dal fondatore Trevor Milton dalla carica di presidente esecutivo del gruppo.
Vista la partnership siglata con il produttore dei camion ibridi reputato da alcuni la Tesla dei camion, a essere attaccata da forti sell è stata anche General Motors. E che dire dell’impatto sofferto da CNH Industrial?
Male anche i titoli dei grandi colossi bancari di Wall Street, dopo la notizia della nuova inchiesta lanciata dall’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), che ha rivelato che, sulla base di più di 2.100 segnalazioni di attività sospette, tra il 1999 e il 2017 sono state identificate circa 2.000 miliardi di dollari di transazioni contrassegnate come possibile riciclaggio di denaro o altra attività criminale.
In cima alla lista figurano la tedesca Deutsche Bank AG con 1,3 trilioni di dollari di denaro sospetto, seguita dal colosso statunitense JP Morgan. Tra le banche coinvolte anche HSBC Holdings Plc, Standard Chartered Plc e Bank of New York Mellon. Inevitabile il capitombolo alla vigilia delle quotazioni degli istituti.
Detto questo, ci si chiede se e fino a che punto il Nasdaq, dopo essere stato affossato in questo mese da tante vendite, entrando anche nella fase di correzione più veloce della storia, abbia margini per risalire. Qualcuno sottolinea che è improbabile replicare il rally che l’indice si è lasciato alle spalle, a causa dello sgonfiarsi del fenomeno delle opzioni call che tanto aveva fatto impennare il suo valore (vedi Balena del Nasdaq, ma non solo).
Un recente articolo del New York Times ha fatto però notare un particolare che forse è stato trascurato dalla nutrita comunità di trader e investitori: il balzo recente e anche da inizio anno di titoli come Zoom per l’appunto: la società già nota come indiscutibile star del Nasdaq è tra quelle società che certamente non spiccano per valore di mercato nel vasto mondo di Wall Street, essendo società small tech; ma sono anche società che, grazie al lockdown da COVID, sono diventate indispensabili, con i loro prodotti e servizi, per far andare avanti il mondo, il lavoro, la comunicazione, la scuola, vari tipi di terapie mediche.

Il lockdown fa la fortuna dello Stay-at-home-business

Fino al periodo precedente l’esplosione della pandemia da COVID, Zoom – società di software per videoconferenze – era quasi sconosciuta.
Poi la quarantena forzata in diverse parti del mondo ha costretto a casa milioni, studenti, terapisti, insegnanti, colleghi vari, professionisti, lavoratori in generale, vista la necessità di continuare a confrontarsi e lavorare in smart working (immaginate le riunioni delle stesse banche centrali e del mondo dell’alta finanza, ma anche quegli amici che non hanno potuto più incontrarsi nel mondo esterno e che hanno chiacchierato con le varie video chiamate etc).
Risultato: da inizio anno fino a fine giugno circa il titolo aveva visto quadruplicare il suo valore (+275% da inizio anno).
Fino a oggi Zoom ha visto balzare la capitalizzazione di mercato fino a quasi +500% nel 2020, accompagnata da altri nomi meno noti, che si stanno facendo però davvero strada nel mondo degli investimenti.
Come la società Peloton, che offre lezioni di cycling da seguire a casa, il cui titolo ha fatto quasi +200%, beneficiando della chiusura diffusa delle palestre. O come Fastly, che vende servizi che assicurano una consegna più veloce di quella esistente di tecnologia più avanzata su video e gaming; o Cheeg, che offre all’utente, tra i suoi servizi tecnologici dedicati all’istruzione, l’opportunità di noleggiare libri digitali. E che dire di Veva, che fornisce servizi cloud alle società scientifiche, incluse quelle per la gestione delle sperimentazioni cliniche?
Così Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sg, commenta iin quelle società che più di altre riusciranno a confermarsi di nuovo utili in questa fase di recrudescenza del virus, che ha già fatto scattare l’incubo di nuovi lockdown.
“Da cosa si nota che il deterioramento del quadro sull’epidemia ha un ruolo importante in questo storno?”, si chiede e chiede Sersale. Che risponde:

  1. l’Europa, che è dove al momento si parla di trend in marcato peggioramento e di misure di contenimento, ha sottoperformato di parecchio gli USA, per non parlare dell’Asia, dove la situazione resta sotto controllo.
  2. 2) Tutti gli “stay at home business” hanno fatto meglio della media (cosa che si è tradotta in un’outperformance del Nasdaq). Videocoferencing, Home Entertainment, Video Games, Software, Semiconduttori hanno limitato le perdite ed in alcuni casi mostrato guadagni. Il messaggio è chiaro: si compra quello che ha fatto bene durante il lockdown.

Si comprano dunque, aggiungiamo noi, ancora Zoom & Co, tanto che la prima, facendo chiaramente parte delle azioni stay at home è volata ieri proprio sulla scia di rumor e annunci vari sulla reintroduzione, in diversi paesi europei, di nuove misure di lockdown.