Dal tonfo di febbraio al rilancio industriale: la sfida di Stellantis passa dall’Italia
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Stellantis prova a riaprire il dossier Italia dopo mesi difficili in Borsa e una fase di profonda revisione industriale. Il gruppo automobilistico ha annunciato oggi la preparazione di nuovi investimenti negli stabilimenti del Paese e conferma l’intenzione di rafforzare il Piano Italia, mentre il titolo resta il termometro delle incertezze che accompagnano il rilancio. Dopo il crollo del 6 febbraio e una perdita ancora pesante da inizio anno, il mercato ha iniziato a rivalutare la strategia presentata a maggio, premiando nelle sedute successive le attese di recupero della redditività e il ruolo del mercato statunitense.
Stellantis rafforza il Piano Italia: nuovi modelli e investimenti negli stabilimenti
Stellantis guarda all’Italia come a uno dei mercati centrali della propria strategia europea e prepara nuovi investimenti nel Paese. Il gruppo automobilistico, secondo quanto dichiarato da Emanuele Cappellano, responsabile delle attività europee, sta lavorando all’assegnazione di nuovi modelli, piattaforme e sviluppi industriali ai diversi stabilimenti italiani. La società non prevede riduzioni della capacità produttiva nazionale, in una fase in cui l’output degli impianti è tornato a crescere. Cappellano ha inoltre confermato che il Piano Italia, annunciato nel dicembre 2024 per rilanciare la produzione locale dopo anni di investimenti insufficienti, sarà ulteriormente rafforzato.
Il crollo di febbraio: il mercato punisce il reset sull’elettrico
Il 6 febbraio Stellantis ha vissuto una delle sedute più pesanti della sua storia recente, con il titolo arrivato a perdere il 25,2% a Piazza Affari, dopo l’annuncio di un profondo reset strategico legato soprattutto ai piani di sviluppo dei veicoli elettrici. Il gruppo ha comunicato oneri per circa 22,2 miliardi di euro, esclusi dall’utile operativo rettificato, e una perdita preliminare compresa tra 19 e 21 miliardi nella seconda metà del 2025.
A incidere è stato in particolare il riallineamento dei piani di prodotto alle preferenze dei clienti e alle nuove regole sulle emissioni negli Stati Uniti, con aspettative molto ridimensionate sui modelli BEV, svalutazioni su prodotti cancellati e piattaforme, oltre al ridimensionamento della supply chain dell’elettrico. La portata degli oneri ha spinto il gruppo a sospendere il dividendo nel 2026 e ad autorizzare l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate fino a 5 miliardi di euro, aumentando la pressione sul titolo in Borsa.
Il mercato resta prudente dopo l’Investor Day
Il 21 maggio, in occasione dell’Investor Day di Detroit, Stellantis ha presentato il piano industriale FaSTLAne, una strategia che punta a rilanciare crescita e redditività attraverso oltre 60 nuovi modelli e 50 aggiornamenti di prodotto entro il 2030, investimenti per oltre 24 miliardi di euro in piattaforme, motorizzazioni e tecnologie e un programma di riduzione dei costi da 6 miliardi entro il 2028. Nonostante l’ampiezza del progetto, il mercato ha accolto l’annuncio con prudenza: il titolo è arrivato a perdere oltre il 2% nel corso della seduta, per poi ridurre parzialmente le perdite in chiusura.
Gli investitori hanno apprezzato la maggiore chiarezza strategica introdotta dal nuovo management guidato da Antonio Filosa, ma hanno mostrato cautela di fronte ai tempi necessari per tradurre il piano in risultati concreti, soprattutto dopo il pesante reset contabile annunciato pochi mesi prima. Nelle settimane successive, tuttavia, il mercato ha progressivamente rivalutato il progetto, favorendo un recupero del titolo superiore al 12%.