Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (15/05/25)
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La volatilità che ha investito i mercati negli ultimi due mesi ha fatto emergere con forza l’importanza di costruire portafogli diversificati, adeguati ai propri obiettivi di investimento e strutturati per proteggere il capitale dalle oscillazioni temporanee. In tale contesto, le azioni che pagano dividendi elevati sono appetibili poiché offrono flussi di reddito costanti e piuttosto regolari, stabilizzando il rendimento complessivo del portafoglio. Inoltre, le società che distribuiscono dividendi consistenti sono tendenzialmente più solide e strutturate per reggere gli urti del mercato. Di seguito, un’analisi delle società del Ftse Mib con i dividend yield più elevati, sia attuali che previsti.
Perché puntare sui dividendi
Gli investitori alla ricerca di cospicui rendimenti e con un profilo di rischio moderato non possono non prendere in considerazione i titoli che pagano alti dividendi, a maggior ragione in uno scenario macroeconomico come quello attuale. Anche se il mercato ha in gran parte recuperato le perdite di inizio aprile, scaturite dal “Liberation Day” di Trump, l’incertezza legata ai dazi per il momento è solo rinviata e la prospettiva di accordi commerciali definitivi resta lontana.
Sul fronte macroeconomico servirà pazienza per valutare gli effetti dell’escalation di tariffe sul Pil e sull’inflazione. La Fed sta prendendo tempo e per il momento non intende abbassare i tassi di interesse, mentre la Bce si sta muovendo in modo più deciso per far fronte a una crescita stagnante.
La volatilità potrebbe ancora farla da padrone nei prossimi mesi, motivo per cui può essere utile inserire in portafoglio titoli in grado di fornire ritorni sicuri e indipendenti dalle fluttuazioni del mercato.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
Per misurare i dividendi pagati da una società gli investitori non devono guardare soltanto all’ammontare della cedola, ma anche, e soprattutto, calcolarne il rendimento, espresso dal dividend yield: un valore percentuale che si ottiene dal rapporto tra il dividendo unitario pagato da una determinata azione e il prezzo di mercato dell’azione stessa.
La formula per il calcolo del dividend yield è quindi la seguente:
(Dividendo Annuale per Azione / Prezzo Attuale dell’Azione) × 100
Questo parametro, così come tutti i principali multipli, viene utilizzato soprattutto nell’analisi comparativa allo scopo di confrontare il posizionamento di un’impresa rispetto ad altre. Più è elevato il dividend yield, migliore è il giudizio sulla capacità dell’azienda di remunerare il capitale investito, offrendo un ritorno interessante ai propri azionisti.
Tuttavia, bisogna tenere presente che questo indicatore rappresenta una misura statica di rendimento e non prende in considerazione il rischio d’impresa.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
Diverse società a Piazza Affari si distinguono per rendimenti da dividendo piuttosto elevati. Nella tabella sottostanti i titoli del Ftse Mib vengono ordinati in maniera decrescente sulla base del dividend yield, calcolato come rapporto fra il dividendo del 2025 (a valere sugli utili del 2024) e il prezzo attuale. Il prossimo dividendo stimato e il corrispondente dividend yield stimato fanno riferimento al 2026 (a valere sull’esercizio 2025).
Nella parte alta della classifica ci sono ancora diverse banche: Mps (10,4%), Banco Bpm (9,9%) e Bper (7,6%) guidano la graduatoria. Alle loro spalle due titoli dell’oil & gas, Saipem (7,5%) ed Eni (7,5%), seguiti da Stellantis (7,1%). Niente dividendo per Tim, che dovrebbe tornare a distribuire cedole dall’anno prossimo.
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Variazione stimata Dividendo a/a | Dividend yield stimato |
| Banca MPS | 8,26 | 0,8600 | 10,4% | 0,8390 | -2,4% | 10,2% |
| Banco BPM | 10,14 | 1,0000 | 9,9% | 0,9610 | -3,9% | 9,5% |
| BPER Banca | 7,91 | 0,6000 | 7,6% | 0,7440 | 24,0% | 9,4% |
| Saipem | 2,26 | 0,1700 | 7,5% | 0,1490 | -12,4% | 6,6% |
| Eni | 13,32 | 1,0000 | 7,5% | 1,0460 | 4,6% | 7,9% |
| Stellantis | 9,55 | 0,6800 | 7,1% | 0,5210 | -23,4% | 5,5% |
| Intesa Sanpaolo | 4,95 | 0,3410 | 6,9% | 0,3720 | 9,1% | 7,5% |
| Banca Mediolanum | 14,74 | 1,0000 | 6,8% | 0,7920 | -20,8% | 5,4% |
| Bca Pop Sondrio | 12,07 | 0,8000 | 6,6% | 0,9330 | 16,6% | 7,7% |
| Azimut | 27,40 | 1,7500 | 6,4% | 1,5620 | -10,7% | 5,7% |
| Enel | 7,79 | 0,4700 | 6,0% | 0,4790 | 1,9% | 6,2% |
| Poste italiane | 18,24 | 1,0800 | 5,9% | 1,1550 | 6,9% | 6,3% |
| Snam | 5,06 | 0,2905 | 5,7% | 0,3000 | 3,3% | 5,9% |
| Italgas | 7,15 | 0,4060 | 5,7% | 0,4420 | 8,9% | 6,2% |
| Tenaris (*) | 15,30 | 0,8300 | 5,4% | 0,8160 | -1,7% | 5,3% |
| Mediobanca (**) | 21,09 | 1,0700 | 5,1% | 1,1230 | 5,0% | 5,3% |
| Unipol Gruppo | 17,02 | 0,8500 | 5,0% | 0,9440 | 11,1% | 5,5% |
| Inwit | 10,43 | 0,5156 | 4,9% | 0,5780 | 12,1% | 5,5% |
| Nexi | 5,35 | 0,2500 | 4,7% | 0,2390 | -4,4% | 4,5% |
| Terna | 8,54 | 0,3962 | 4,6% | 0,3940 | -0,6% | 4,6% |
| A2A | 2,23 | 0,1000 | 4,5% | 0,1000 | 0,0% | 4,5% |
| UniCredit | 55,37 | 2,4025 | 4,3% | 3,0770 | 28,1% | 5,6% |
| Pirelli&C | 5,99 | 0,2500 | 4,2% | 0,2600 | 4,0% | 4,3% |
| Generali Assicurazioni | 34,52 | 1,4300 | 4,1% | 1,5740 | 10,1% | 4,6% |
| FinecoBank | 19,07 | 0,7400 | 3,9% | 0,7570 | 2,3% | 4,0% |
| Hera | 4,08 | 0,1500 | 3,7% | 0,1600 | 6,7% | 3,9% |
| Recordati | 50,60 | 1,2700 | 2,5% | 1,4760 | 16,2% | 2,9% |
| Moncler | 58,12 | 1,3000 | 2,2% | 1,2240 | -5,8% | 2,1% |
| Iveco Group | 15,47 | 0,3300 | 2,1% | 0,4220 | 27,9% | 2,7% |
| STMicroelectronics (*) | 23,04 | 0,3600 | 1,6% | 0,3420 | -5,0% | 1,5% |
| Amplifon | 19,92 | 0,2900 | 1,5% | 0,3240 | 11,7% | 1,6% |
| Prysmian | 55,42 | 0,8000 | 1,4% | 0,8930 | 11,6% | 1,6% |
| Buzzi | 48,76 | 0,7000 | 1,4% | 0,7890 | 12,7% | 1,6% |
| Diasorin | 94,58 | 1,2000 | 1,3% | 1,2470 | 3,9% | 1,3% |
| Campari | 5,82 | 0,0650 | 1,1% | 0,0680 | 4,6% | 1,2% |
| Leonardo | 47,11 | 0,5200 | 1,1% | 0,4830 | -7,1% | 1,0% |
| Interpump Group | 34,38 | 0,3300 | 1,0% | 0,3320 | 0,6% | 1,0% |
| Brunello Cucinelli | 108,70 | 0,9400 | 0,9% | 1,0510 | 11,8% | 1,0% |
| Ferrari | 445,10 | 2,9860 | 0,7% | 3,0450 | 2,0% | 0,7% |
| Telecom Italia | 0,37 | – | – | 0,0270 | – | 7,4% |
(*) Dividendo in dollari
(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 15 maggio 2025
Le prossime cedole a Piazza Affari
Dopo la giornata del 22 aprile, che ha visto sette big del Ftse Mib staccare la cedola, la prossima giornata clou sarà il 19 maggio.
In tale data staccheranno il dividendo Amplifon, Azimut, Banca Mps, Banca Popolare di Sondrio, Banco Bpm, Bper, Brunello Cucinelli, Buzzi, Diasorin, Finecobank, Generali, Intesa Sanpaolo, Inwit, Italgas, Moncler, Nexi, Recordati, Saipem, Tenaris e Unipol.
Nel dettaglio, per Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Recordati e Tenaris si tratterà di un saldo, dopo gli acconti distribuiti a novembre (0,4 euro, 0,17 euro, 0,6 euro e 0,27 euro).