Rubriche e analisi Capitalizzazione Piazza Affari: Unicredit ancora in vetta, segue Intesa

Capitalizzazione Piazza Affari: Unicredit ancora in vetta, segue Intesa

29 Maggio 2026 11:15

Nel quadro di mercati ancora condizionati dalle tensioni geopolitiche legate alla guerra in Iran e dalla volatilità del petrolio, Piazza Affari continua a distinguersi tra i listini più solidi d’Europa.

Il Ftse Mib, dopo aver chiuso il 2025 a ridosso dei 45.000 punti, a quota 44.944,54, ha rafforzato la propria corsa nella primavera successiva, superando il massimo storico che resisteva dall’era delle dotcom: il precedente primato di 50.109 punti, toccato il 6 marzo 2000, è stato oltrepassato il 25 maggio, quando l’indice è arrivato a 50.220,35 punti. Il listino principale di Milano è in rialzo del 10% da inizio 2026, con un recupero del 17% dai minimi di marzo.

Alla base della tenuta del mercato italiano resta il ruolo decisivo delle banche, che nella stagione delle trimestrali hanno confermato una redditività elevata anche in uno scenario di tassi in calo. In tre mesi il comparto ha generato utili aggregati per circa 9 miliardi di euro, sostenendo la capitalizzazione complessiva di Piazza Affari e il peso del settore finanziario all’interno del Ftse Mib.

UniCredit ha guidato il movimento con un utile netto trimestrale di 3,2 miliardi di euro, in crescita del 16,1% su base annua e con una guidance annuale rivista oltre gli 11 miliardi, mentre Intesa Sanpaolo ha archiviato il miglior trimestre della propria storia con 2,8 miliardi di utile netto e un cost/income ratio al 35,9%, tra i più bassi in Europa. In questa fase, la forza di Piazza Affari nasce quindi dall’incrocio tra utili bancari ancora robusti, valutazioni sostenute dai flussi verso l’azionario europeo e capacità del mercato italiano di assorbire, almeno finora, il premio al rischio legato a Medio Oriente ed energia.

In questo scenario, le due società che restano salde in vetta per maggior capitalizzazione a Piazza Affari sono quindi Unicredit e Intesa Sanpaolo, seguite da Enel.

Ecco la classifica completa delle aziende del Ftse Mib ordinate per market cap.

Titoli del Ftse Mib ordinati in base alla capitalizzazione di Borsa

Nella tabella sottostante i titoli appartenenti al Ftse Mib vengono ordinati per capitalizzazione (ottenuta dalla moltiplicazione tra prezzo e numero di azioni in circolazione) di mercato decrescente.

Titolo Settore Ultimo prezzo (€) Variazione 1 anno Market Cap (mld €) Peso % sul Ftse Mib
UniCredit Banche 73,62 30,4% 111,0 11,1%
Intesa Sanpaolo Banche 5,78 19,2% 101,1 10,1%
Enel Utility 9,65 20,2% 98,1 9,8%
Eni Oil&Gas 22,48 73,9% 68,1 6,8%
Generali Assicurazioni 38,44 19,3% 59,0 5,9%
STMicroelectronics Tecnologia 59,69 165,0% 54,4 5,4%
Ferrari Automotive 296,00 -29,7% 52,5 5,2%
Prysmian Industriali 147,00 156,3% 44,4 4,4%
Poste italiane Assicurazioni 25,16 32,4% 32,9 3,3%
Leonardo Industriali 54,10 0,1% 31,3 3,1%
Banca MPS Banche 9,31 27,9% 28,3 2,8%
Tenaris Oil&Gas 25,71 73,4% 26,0 2,6%
BPER Banca Banche 11,71 51,4% 24,4 2,4%
Snam Utility 6,28 20,1% 21,1 2,1%
Banco BPM Banche 13,59 34,2% 20,6 2,1%
Stellantis Automotive 7,08 -21,9% 20,5 2,0%
Terna Utility 9,89 11,5% 19,9 2,0%
Mediobanca Banche 22,42 7,2% 18,2 1,8%
Telecom Italia Tlc e Media 0,72 89,2% 15,5 1,5%
Moncler Moda e Lusso 55,44 0,7% 15,2 1,5%
Unipol Gruppo Assicurazioni 21,08 23,6% 15,1 1,5%
Banca Mediolanum Servizi Finanziari 19,53 33,7% 14,6 1,5%
FinecoBank Banche 20,69 9,3% 12,7 1,3%
Recordati Health Care 51,30 -0,7% 10,7 1,1%
Italgas Utility 10,16 53,6% 10,3 1,0%
Saipem Oil&Gas 4,15 90,9% 8,3 0,8%
A2A Utility 2,26 0,3% 7,1 0,7%
Campari Food&Beverage 5,65 -0,4% 7,0 0,7%
Lottomatica Viaggi e Tempo Libero 25,15 7,4% 6,3 0,6%
Inwit Tlc e Media 6,78 -31,6% 6,3 0,6%
Hera Utility 3,85 -10,7% 5,7 0,6%
Brunello Cucinelli Moda e Lusso 82,22 -23,3% 5,6 0,6%
Azimut Servizi Finanziari 34,93 35,3% 5,0 0,5%
Fincantieri Industriali 11,93 -23,8% 4,3 0,4%
Nexi Industriali 3,50 -34,0% 4,1 0,4%
Iveco Group Automotive 13,92 12,8% 3,8 0,4%
Diasorin Health Care 66,78 -26,8% 3,7 0,4%
Buzzi Edilizia e Materiali 23,32 27,7% 3,5 0,4%
Amplifon Health Care 10,97 -45,7% 3,0 0,3%
Avio Industriali 42,23 147,0% 2,0 0,2%

Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 29 maggio 2026

Le due società italiane con la maggiore capitalizzazione di mercato appartengono al settore bancario, quello maggiormente rappresentato all’interno del Ftse Mib. Si tratta di UniCredit ed Intesa Sanpaolo con una market cap di oltre i 100 miliardi di euro (per l’esattezza 111 miliardi per Unicredit e 101 per Intesa).

Sul fronte societario resta alta la tensione tra UniCredit e i vertici di Commerzbank. L’assemblea della banca tedesca, riunita qualche settimana fa alla presenza di 1.030 azionisti in rappresentanza del 41,8% del capitale, si è concentrata soprattutto sull’Ops lanciata dall’istituto italiano, operazione fortemente contestata. All’esterno, i dipendenti di Commerzbank hanno accolto i partecipanti con striscioni contro UniCredit, mentre all’interno il personale ha indossato magliette con lo slogan “Il giallo è nostro”. L’offerta di UniCredit, che al momento dell’annuncio incorporava un premio per gli azionisti di Commerzbank, oggi valuta il gruppo tedesco circa 37 miliardi di euro, al di sotto dei circa 40 miliardi di capitalizzazione raggiunti a Francoforte.

A completare il podio Enel, con una market cap che a fine maggio 2026 sale a 98,1 miliardi.

Nei primi posti per market cap (più distanziate) sale Eni (a 68,1), seguita da Generali con una market cap di 59 miliardi.

Se si osserva la struttura settoriale dell’indice Ftse Mib, il settore finanziario, che conta 12 società, è quello più rappresentato all’interno del Ftse Mib e quindi maggiormente in grado di influenzare l’andamento generale del listino, con una forte presenza di banche (7). Altri settori presenti nel paniere principale di Piazza Affari sono le utilities con 7 società a larga capitalizzazione, il comparto automotive e l’industria.

Come funziona il Ftse Mib

Il Ftse Mib, come la maggior parte degli indici di mercato, è un price index, calcolato sommando le capitalizzazioni delle società che lo compongono. Tuttavia, questa metodologia non considera i dividendi distribuiti, il che significa che la performance dell’indice riflette esclusivamente l’apprezzamento in conto capitale (capital gain) e non il ritorno complessivo per gli investitori.

Un aspetto da tenere presente è che, nel giorno dello stacco della cedola, i titoli subiscono un deprezzamento teorico pari al dividendo pagato. Considerando che Piazza Affari è tra le Borse più generose a livello globale in termini di dividendi, con un rendimento medio del 3-4% annuo, nel lungo periodo questo effetto incide significativamente sulla performance del Ftse Mib.

Per avere una rappresentazione più accurata della remunerazione complessiva dell’indice, si può fare riferimento alla versione Total Return, che include anche il reinvestimento dei dividendi, restituendo così un quadro più realistico del rendimento per gli investitori.