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Vicini a picco pandemia coronavirus? Bill Ackman quasi ‘ottimista’ dopo aver trasformato $27 milioni in $2,6 miliardi

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La parola magica è picco. Il  mondo intero attende che l’infezione da coronavirus tocchi il suo picco e che i casi di persone infettate e di morti inizino a scendere.  Lo aspetta la comunità medico-scientifica, lo aspetta la gente di tutto il mondo, e lo aspetta anche Wall Street. Bill Ackman, fondatore e gestore di portafoglio del’hedge fund Pershing Square Capital Management, si dice ottimista. Lo scrive chiaramente sul suo profilo Twitter, con data 5 aprile.
Da segnalare che Pershing Square, stando agli ultimi dati resi noti dallo stesso fondo, ha chiuso il mese di marzo con un guadagno netto dell’11,1%, dopo aver scommesso sul fatto che il nuovo coronavirus avrebbe messo KO i mercati.

L’hedge fund dell’investitore miliardario aveva puntato a febbraio $27 milioni su credit default swap aventi per oggetto titoli investment grande e, anche, su indici di credit default swap. Queste operazioni di hedging hanno portato la somma investita a valere $2,6 miliardi dopo che i mercati sono crollati il mese scorso.
Nelle ultime ore Ackman ha scritto:

Sto iniziando a essere ottimista. Sembra che i casi stiano toccando il picco a New York. Quasi l’intero paese è chiuso. Idrossiclorochina e antibiotici sembrano aiutare. Ci sono sempre più prove che il tasso di infezione asintomatica potrebbe essere fino a 50 volte più alto delle attese”.
Qualche vena di cauto ottimismo è arrivata nelle ultime ore anche dal co-fondatore di Microsoft Bill Gates, che ha comunque definito la pandemia da coronavirus “uno scenario da incubo“. Tuttavia, Gates ha detto di ritenere che il numero complessivo di morti, negli Stati Uniti, potrebbe essere inferiore rispetto al range illustrato dall’amministrazione Trump, compreso tra 100.000 e 240.000 morti.
Tornando a Bill Ackman, il gestore ha scritto che la gravità e il tasso di mortalità (del coronavirus) potrebbero essere inferiori a quanto anticipato”, aggiungendo che “potremmo essere più vicini all’immunità di gregge rispetto a quanto atteso”.
E ancora, in quello che si conferma un lungo thread: “massicci stimoli vengono iniettati a livello globale per sostenere l’economia e farci superare la crisi. La maggior parte delle aziende, delle banche e dei consumatori è entrata in questa crisi in modo ragionevolmente ben capitalizzato. I tassi sono estremamente bassi e non c’è un eccesso di offerta nel mercato immobiliare residenziale o commerciale“.
Di conseguenza, continua via Twitter:
“Sebbene sia difficile essere positivi quando sappiamo che decine di migliaia di persone moriranno e molte di più si ammaleranno in modo grave, non ho altra scelta che essere più ottimista sul futuro a medio termine, in base ai dati e ai fatti che ho visto di recente. Spero di avere ragione“.
Certo, Bill Ackman non nasconde la gravità della situazione: “Uno dei rischi economici più grandi sarà riavviare le piccole imprese, una volta che tutto questo sarà finito. L’amministrazione (Trump) e il Congresso sembrano impegnati a sostenere le piccole imprese. Dobbiamo fare di più per risolvere questo problema”.
Ma il picco dei contagi da coronavirus è proprio vicino? In realtà è proprio su questo, Piazza Affari inclusa, su cui gli investitori stanno scommettendo. Il rally, oltre a presentarsi nell’azionario europeo, è stato chiaro in Asia, dove le borse di Tokyo, Sidney e Seoul hanno guadagnato tutte il 4% circa.
Occhio anche a Wall Street, con i futures che anticipano un balzo del Dow Jones, in avvio di seduta, di +900 punti.
Certo la situazione è preoccupante negli Stati Uniti, dove il numero dei morti si sta avvicinando a quota 10.000, più del triplo del numero delle vittime dell’11 settembre.
Tanto che Jerome Michael Adams, chirurgo generale degli Stati Uniti, ha avvertito che questa settimana, l’America vivrà il suo ‘Pearl Harbor Moment’. Basti pensare che, nello stato di New York, i casi di coronavirus sono saliti in un giorno dai precedenti 113.704 a 122.031 unità, con il numero dei morti balzato a 4149 rispetto ai 3565 decessi del giorno precedente.
Proprio il Pearl Harbor Moment potrebbe essere finalmente il picco, per gli States.
Certo, le notizie che arrivano dal Giappone, pronto a dichiarare lo stato di emergenza, invitano a essere estremamente cauti nel parlare di picco.
Allo stesso tempo, però, i dati del fine settimana hanno certificato tassi di mortalità inferiori e anche minori nuovi casi di persone infettate dal coronavirus nei paesi tra i più colpiti, come Italia e Spagna. Si spiegano così i buy sull’azionario europeo.
C’è da dire che Bill Ackman non è diventato fiducioso da un giorno all’altro visto che, già alla fine di marzo, aveva illustrato la sua scommessa long da $2 miliardi, in quella che era stata definita una virata bullish.
Un articolo di Forbes  aveva definito Ackman l’uomo che Tanked the Stock Market, ovvero l’uomo che aveva fatto crollare i mercati azionari, a seguito del panico coronavirus che lui stesso aveva precedentemente scatenato. Tanto che, a fine gennaio, aveva lanciato operazioni di hedging da fine del mondo, oltre a ritirare da uno sportello bancomat una enorme quantità di cash.
Quel giorno, il suo hedge fund fece soldi, mentre il Dow Jones Industrial Average a un certo punto perse 1000 punti (perdite che si sarebbero confermate all’ordine del giorno successivamente) durante la sessione. Non mancarono aspre critiche, da parte di chi tuttora ritiene che Ackman abbia manipolato i mercati con un’intervista in cui paventò, con il coronavirus, un numero elevato di vittime, il collasso di diversi settori e una recessione profonda.