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Tutti i crolli storici del Bitcoin, mentre c’è chi lo ha dato per morto 414 volte

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No panic: il Bitcoin ha riagguantato e superato la soglia dei $40.000 dopo il Black Wednesday di due giorni fa.
Un mercoledì nero che si è tradotto nei minimi intraday in un collasso dei prezzi fino a -29%, e fino a -40% rispetto al record di sempre, testato appena alla metà di aprile, a $64.606.

L’effetto domino sui mercati è stato spaventoso: ad andare giù non sono state solo le altre monete digitali ma la stessa Wall Street, che ha visto capitolare le crypto stocks come Tesla, Coinbase, MicroStrategy e i titoli FAANG e hi-tech in generale.
La situazione si è calmata solo nel momento in cui la criptovaluta, dopo essere collassata fino a $30.000 circa, ha segnato un maxi rimbalzo riavvicinandosi a quota $40.000.
L’asset tra i più controversi al mondo continua ad alimentare polemiche: a fronte di chi ritiene che il mondo cripto stia inaugurando una nuova era della finanza globale, c’è chi interpreta le monete digitali alla stregua di una roulette russa, bollandole come espressione di bolle speculative destinate prima o poi a esplodere.
Per non parlare delle critiche che tende a beccarsi chi osa pensare che Bitcoin & Co siano davvero monete destinate a soppiantare un giorno le valute fiat.
Eppure la schiera di fan del cripto universo è piuttosto nutrita e include quelli che sono diventati ormai influencer del mondo della finanza, come Elon Musk, fondatore e ceo di Tesla.
Peccato, tuttavia, che sia stato lo stesso Musk ad alimentare la recente ondata ribassista, lo scorso 12 maggio, quando ha annunciato che la sua società non avrebbe più accettato pagamenti in Bitcoin, a causa dell’impatto inquinante che il mining della criptovaluta avrebbe sull’ambiente. Detto questo, forse i tempi erano semplicemente maturi perché si manifestasse una nuova correzione dell’asset, e Musk aveva dunque soltanto anticipato la direzione dei mercati.
La giravolta di Musk ha comunque gelato il mercato, che aveva iniziato a inanellare continui record proprio dall’inizio di febbraio, quando Tesla aveva annunciato di aver investito $1,5 miliardi nel Bitcoin.
Qualcuno aveva interpretato la mossa come l’inizio di una nuova era, immaginando (fantasticando?) la decisione eventuale di Apple e di altri grandi nomi della corporate America di seguire l’esempio di Tesla.
Lo Lo sbarco di Coinbase, la piattaforma di trading per le criptovalute, sul listino Nasdaq, ha fatto il resto, fomentando l’entusiasmo. Entusiasmo che tuttavia proprio dopo lo sbarco di Coinbase iniziava ad affievolirsi, anche a causa dello zampino di Musk (che nel frattempo faceva schizzare al rialzo il dogecoin).
La ciliegina sulla torta è stata la stangata cripto arrivata dalla Cina.

Bitcoin morto già 414 volte. Prezzi rimangono +300% su base annua

Cosa aspettarsi a questo punto dal Bitcoin?
C’è chi fa riferimento al sito in cui vengono pubblicati gli annunci mortuari della moneta digitaler, con tanto di grafico che dimostra come il Bitcoin sia morto già 414 volte.
L’ultima volta è stato lo scorso 18 maggio, con l’annuncio pubblicato sul sito arrivato con un articolo firmato da Tim Mullaney: The Harsh Truth about Crypto .
Al di là delle curiosità varie, valee la pena sottolineare che le sbandate ed esplosioni di volatilità varie sono incise nel DNA della cripto-valuta. Che, a dispetto del recente maxi crollo, rimane in rialzo del 31% nel 2021 e di quasi il 300% su base annua.
L’alternanza di notizie positive e di notizie negative è d’altronde molto veloce:
nelle ultime ore, per esempio, si è messa in evidenza la decisione del Tesoro Usa di Janet Yellen di inasprire i controlli sulle criptovalute, considerate strumenti che agevolano l’evasione fiscale.
Il Tesoro ha precisato che qualsiasi trasferimento di una somma con valore pari o superiore ai $10.000 dovrà essere comunicato al fisco, ovvero all’autorità Usa Internal Revenue Service (IRS).
Quasi contestualmente è arrivata la notizia della decisione di Futu, società di brokeraggio cinese rivale dell’App Robinhood, che gode dell’assist del colosso Tencent e che è quotata al Nasdaq, di lanciare un piano per offrire ai suoi “clienti internazionali” la possibilità di fare trading sulle criptovalute negli Stati Uniti, a Singapore e a Hong Kong. Il servizio, ha detto il vice direttore generale di Futu Robin Li Xu, dovrebbe essere lanciato nella seconda metà del 2021.
Altra notizia che sta entusiasmando i più bullish (e anche i più fanatici) è il tweet postato dal campione di football Tom Brady, che ha reso noto come questo sia, a suo avviso, il momento di optare per la strategia Buy The Dip.
“Over here we just buy the dip!”, ha scritto su Twitter.
Ma ovviamente, e diversamente dai suoi fan, non tutti pendono dalle labbra di Tom Brady.
E’ più probabile che si decida di dare ascolto invece a Cathie Wood, numero uno della società di investimenti Ark Investment Management – nota soprattutto per il boom dei suoi fondi ETF nel 2020 grazie alla grande scommessa su Tesla – che ha confermato la sua fede incrollabile nella criptovaluta, ribadendo il target di lungo periodo di $500.000 e dicendosi convinta che Elon tornerà. 
Ma di certo Wood non ha il potere di convincere gli scettici. Come il braccio destro di Warren Buffett, Charlie Munger, che ha detto che, alla domanda se fosse meglio il Bitcoin a $50.000 (come di fatto è stato) o Tesla a $1 trilione, rispose: Come scegliere tra una pulce e un pidocchio.