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Meglio Bitcoin a $50.000 o Tesla a $1 trilione? Braccio destro Warren Buffett cita Samuel Johnson: ‘come scegliere tra una pulce e un pidocchio’

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Charlie Munger, 97 anni, braccio destro di una vita di Warren Buffett e vicepresidente di Berkshire Hathaway, lo fa capire chiaramente:

Charlie Munger, 97 anni, braccio destro di Warren Buffett, ce l'ha con il Bitcoin, con Tesla, con Robinhood e con le SPAC. Ecco perché
Warren Buffett (L), CEO of Berkshire Hathaway, and vice chairman Charlie Munger attend the 2019 annual shareholders meeting in Omaha, Nebraska, May 3, 2019. (Photo by Johannes EISELE / AFP) (Photo credit should read JOHANNES EISELE/AFP via Getty Images)

Non so se sia peggio che Tesla valga $1 trilione o che il Bitcoin sia a $50.000″.
Nel commentare la corsa scatenata che ha portato il Bitcoin a volare al record di sempre, anche oltre la soglia di $58.000, Munger ha citato anche l’aforisma di Oscar Wilde sulla caccia alla volpe: “l’indicibile all’inseguimento dell’immangiabile”.
“Non credo che il Bitcoin finirà per diventare un mezzo di scambio per il mondo – ha sentenziato – E’ troppo volatile perchè diventi mezzo di scambio”, ha detto Munger, nel corso di un’intervista rilasciata durante l’assemblea annuale degli azionisti di Daily Journal. E, in risposta alla domanda se fosse più folle un valore del Bitcoin a $50.000 o il raggiungimento di $1 trilione da parte di Tesla, il dirigente della conglomerata fondata da Buffett, ha ammesso:
“Beh, ho la stessa difficoltà che ebbe Samuel Johnson una volta, quando gli venne fatta una domanda simile, nel rispondere ‘Non posso decidere l’ordine di precedenza tra una pulce e un pidocchio. Mi sento allo stesso modo riguardo a queste scelte e non so quale sia la peggiore (tra Tesla e il Bitcoin)”.
Da segnalare il cordone ombelicale che si è venuto a creare tra il colosso produttore di auto elettriche fondato da Elon Musk e il Bitcoin, da quando Tesla ha annunciato di aver investito $1,5 miliardi nella criptovaluta numero uno al mondo: la fiducia di Musk, confermata da molti altri nomi altisonanti del mondo dell’alta finanza, ha permesso alla moneta digitale di raggiungere anche una capitalizzazione di $1 trilione, valore di mercato che la stessa Tesla, che ha una capitalizzazione di $689 miliardi, non ha ancora centrato.
Un articolo della Cnbc ricorda che il titolo, dopo aver riportato un rally monstre pari a +743% nel 2020, tra l’altro nell’anno in cui è esplosa la pandemia coronavirus-Covid-19, ha perso dall’inizio del 2021 il 3%.

Charlie Munger ce l’ha anche con APP Robinhood e SPAC

Il braccio destro di Warren Buffett ha continuato, definendo il Bitcoin, più che uno strumento di cambio da utilizzare nelle transazioni monetarie,”una sorta di sostituto artificiale dell’oro”. Per poi aggiungere: “E visto che io non acquisto mai oro, non acquisterò mai il Bitcoin”.
L’alert di Munger non si è limitato solo a Tesla e al BTC: pollice verso anche per l’APP di trading Robinhood. A suo avviso, la recente febbre sulle azioni – vedi caso GameStop – che è stata alimentata dai trader amatoriali, indotti a fare trading da APP a commissioni zero come Robinhood, non finirà bene.
“Si tratta di un modo sporco di fare soldi“, ha detto. “Nessuno dovrebbe credere che fare trading su Robinhood sia gratis. Questa febbre è alimentata da persone che ricevono commissioni e altre entrate grazie a questo nuovo gruppo di giocatori d’azzardo”.
Giudizio negativo anche sulle SPAC, ovvero le Special Purpose Acquisition Companies, letteralmente società di acquisizione con obiettivi speciali.
“La folle speculazione in imprese che non sono ancora nate o che non sono state ancora scelte è un segnale di una bolla irritante. Il lavoro dell’investment banking venderà sh-t fino a quando la sh-it potrà essere venduta”.
Da segnalare che le SPAC sono di fatto veicoli di investimento noti anche come blank check companies, che vengono costituiti con l’obiettivo di raccogliere capitali necessari per finanziare operazioni di M&A, fusioni e acquisizioni di aziende. Si tratta di strumenti che sono stati concepiti per la quotazione in borsa di aziende senza ricorrere all’iter tradizionale dell’Ipo. Di recente un articolo di Forbes ha parlato addirittura di SPAC Mafia.