Lagarde: i nuovi dazi di Trump mettono a rischio l’equilibrio tra Unione Europea e Stati Uniti
Fonte immagine: Getty
La minaccia di nuovi dazi all’importazione proposti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è un rischio per “l’equilibrio” commerciale che era stato negoziato tra l’Unione Europea e gli USA l’anno scorso. È quando ha detto ieri la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde, che negli ultimi giorni si è trovata sotto pressione per la sua apparente intenzione di voler lasciare il suo ruolo alla guida dell’istituto in anticipo rispetto alla scadenza del suo mandato.
- La presidente ai microfoni di CBS: ci vogliono regole chiare per le relazioni commerciali
- Lange, capo del Commercio all’Europarlamento: congeliamo il trattato con gli USA
- Governatore Banca d’Italia Panetta: i dazi hanno danneggiato gli USA più degli altri
- Cresce una certa irritazione nella Bce per la gestione del fine mandato di Lagarde
La presidente ai microfoni di CBS: ci vogliono regole chiare per le relazioni commerciali
La politica dei dazi commerciali è stata uno dei cavalli di battaglia di Trump e senza dubbio la politica economica che più definirà, nel bene o nel male, questo suo secondo mandato. Venerdì scorso è arrivata una sentenza della Corte Suprema americana che ha rimesso tutto in discussione: l’alta corte, con maggioranza di 6-3 ha stabilito l’illegalità del quadro giuridico nel quale i dazi erano stati implementati, ovvero quello di considerarli un’emergenza nazionale in base ad una legge del 1977 e come tale poterli introdurre senza un iter parlamentare. La sentenza di venerdì ha stabilito la non applicabilità di quella legge.
Come risposta Trump ha detto immediatamente che introdurrà dazi del 15% su tutti i prodotti importati negli Usa, invocando un’altra legge del 1974, che però gli consentirebbe di mantenerli in essere solamente per 150 giorni senza poi dover essere confermati dal Congresso. Dazi come quelli sull’import di automobili e alluminio non sono stati impattati dalla decisione della Corte.
Parlando ai microfoni dell’emittente americana CBS, nel seguitissimo programma della domenica mattina Face the Nation, Lagarde ha detto che è di “importanza critica” avere chiarezza in merito al futuro delle relazioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico. “Bisogna conoscere il codice della strada prima di mettersi in macchina”, è stata la metafora usata dalla presidente, “la stessa cosa vale per il commercio.”
Lange, capo del Commercio all’Europarlamento: congeliamo il trattato con gli USA
I leader dell’Unione Europea terranno oggi un meeting di emergenza per riesaminare i contenuti dell’accordo commerciale raggiunto con gli USA lo scorso anno. Il socialdemocratico tedesco Bernd Lange, capo della commissione per il commercio internazionale dell’Europarlamento, ha detto ieri che proporrrà di congelare la ratifica del trattato commerciale stipulato con gli USA alla luce del “caos” a Washington, riporta Bloomberg.
“Se questo scuote l’intero equilibrio a cui gli operatori del settore si erano abituati”, ha proseguito Lagarde a proposito dell’accordo già raggiunto, “perché hanno continuato a commerciare dopo le decisioni di aprile e l’accordo commerciale di luglio tra Stati Uniti ed Europa, ecco, scuoterlo di nuovo causerà sicuramente delle perturbazioni nelle attività commerciali.“
I consumatori statunitensi non sono stati risparmiati dal “dolore” dei dazi, ha aggiunto.
Governatore Banca d’Italia Panetta: i dazi hanno danneggiato gli USA più degli altri
Secondo il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta i dazi di Trump hanno finito per far soffrire in primis gli Stati Uniti. “In base alle stime disponibili, l’onere dei dazi sarebbe finora ricaduto soprattutto sull’economia statunitense. Gli esportatori stranieri ne avrebbero sostenuto una quota limitata, stimata attorno al 10 per cento“, ha detto Panetta in un discorso tenuto sabato a Venezia in occasione del congresso dell’Assiom Forex.
“Ciò non significa che i dazi siano privi di costi. Essi hanno accresciuto la complessità delle catene globali del valore, con effetti sui costi di produzione, sui tempi di approvvigionamento e sulla trasparenza degli scambi“, ha aggiunto.
Complessivamente tuttavia, Panetta ha trovato che “nonostante l’introduzione dei dazi, nel 2025 il commercio internazionale è cresciuto del 4 per cento, un ritmo superiore a quello del PIL mondiale e doppio rispetto alle attese. Vi hanno contribuito l’applicazione di dazi inferiori a quelli inizialmente annunciati e l’assenza di ritorsioni generalizzate, che hanno attenuato gli effetti sulla domanda globale”.
Cresce una certa irritazione nella Bce per la gestione del fine mandato di Lagarde
Intanto all’interno dell’istiuto di Francoforte starebbe crescendo un certo malumore per quanto trapelato la settimana scorse sulle intenzioni di Lagarde di dimettersi prima della scadenza del suo mandato nell’ottobre 2027. Una mossa del genere metterebbe seriamente in discussione la credibilità dell’istituto come ente non politico, perché avverrebbe evidentemente per dare la possibilità a Emmanuel Macron di aver voce nella nomina del successore di Lagarde prima delle elezioni generali in Francia, dalle quali potrebbe emergere un Presidente della Repubblica appartenente all’euroscettico Rassemblement National.
La notizia è arrivata come indiscrezione del Financial Times e la risposta di Lagarde, ribadita all’emittente americana, abbastanza vaga, attenua ma non smentisce categoricamente quanto riportato dal quotidiano londinese: “Sono completamente dedita a una missione”, ha detto Lagarde,”parto dal presupposto che ci vorrà fino alla fine del mio mandato.” La presidente ha inoltre sottolineato che “gli elettori di ogni paese del mondo fanno le loro scelte e quelle scelte vanno rispettate”.