Notizie Notizie Mondo Dazi Usa bocciati da Corte Suprema. Trump: “sentenza profondamente deludente”

Dazi Usa bocciati da Corte Suprema. Trump: “sentenza profondamente deludente”

20 Febbraio 2026 21:11

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato i dazi imposti dall’amministrazione Trump. Con una sentenza di 6 voti a favore e 3 contrari, la Corte ha sancito che Donald Trump non può imporre tariffe in base all’International Emergency Powers Act (IEEPA) del 1977, la stessa legge a cui ha fatto ricorso per giustificare gli annunci commerciali del “Liberation Day” dello scorso aprile.
L’IEEPA consente di fronteggiare “minacce straordinarie” durante un’emergenza nazionale, inclusa la regolamentazione delle importazioni, ma non fa riferimento esplicito ai dazi, che sono di competenza esclusiva del Congresso, insieme alla tassazione. Solo in alcuni casi specifici il presidente può ottenere delle deleghe in materia.

Cosa dice la sentenza della Corte

La Corte Suprema ha concluso che l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) non autorizza dazi di ampia portata basati su deficit commerciali persistenti, e che il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è spinto oltre nell’emanare i dazi senza una chiara autorizzazione del Congresso. “Questa è la prima volta che la Corte Suprema limita di fatto i poteri di Trump, il che è una dichiarazione forte che va oltre il commercio”, commenta Carsten Brzeski Global Head of Macro di ING, indiando che la sentenza si applica solo ai dazi applicati ai sensi dell’IEEPA, che alla fine dello scorso anno aveva generato circa 133 miliardi di dollari in dazi.

Trump: influenzati da interessi stranieri

Non si è fatta attendere la replica di Donald Trump che dichiara: “La sentenza della Corte Suprema sui dai è profondamente deludente! Mi vergogno di alcuni membri della Corte per non aver avuto il coraggio di fare ciò che è giusto per il nostro Paese”. “La buona notizia è che ci sono metodi, pratiche e statuti che sono persino più forti dell’International Emergency Economic Powers Act”. Trump ha spiegato che secondo lui “la corte Suprema americana è stata influenzata dagli interessi stranieri” e ha assicurato che “i dazi comunque rimangono, abbiamo delle alternative”.

Il presidente Usa, al suo secondo mandato alla Casa Bianca, ha sbandierato gli effetti positivi delle tariffe. “Ho utilizzato le tariffe in modo molto efficace nell’ultimo anno per rendere l’America di nuovo grande”, ha rimarcato Trump ricordando i record di Wall Street, con il Dow Jones che ha superato i 50.000 punti, contemporaneamente, l’indice S&P500 ha oltrepassato i 7.000 punti sull’S&P. “Numeri che tutti pensavano, dopo la nostra schiacciante vittoria elettorale, non sarebbero stati raggiunti prima della fine della mia amministrazione: quattro anni”.

Intanto Wall Street continua a percorrere la strada rialzista. Quando manca circa un’ora alla chiusura degli scambi i principali indici Usa sono in territorio positivo, con il Nasdaq che guadagna lo 0,8% e l’S&P500 che avanza dello 0,6%.

Cosa cambia per le aziende che hanno già pagato i dazi: il parere

La decisione apre la porta alle richieste di rimborso, ma il percorso non è “automatico”: per molte imprese, l’esito potrà dipendere da come e quando sono stati presentati i ricorsi e attivate le tutele procedurali (anche davanti alla Court of International Trade – CIT). La fase rimborsi potrebbe quindi essere complessa, con possibili resistenze o rallentamenti amministrativi e contenzioso mirato sui singoli flussi di importazione.

“Questa sentenza segna un passaggio decisivo: la Corte Suprema ha stabilito che il Presidente non può fare affidamento sui poteri d’emergenza per imporre dazi su scala così ampia senza una chiara autorizzazione del Congresso. È un chiarimento importante sui limiti dell’azione dell’Esecutivo in materia di politica commerciale”, commenta Jeremy Maltby, partner di Portolano Cavallo. “Per le imprese europee e italiane che importano negli Stati Uniti — spesso tramite controllate americane che agiscono come Importer of Record — la priorità ora è mappare i dazi pagati e valutare con urgenza quali strumenti siano disponibili per preservare e perseguire il rimborso.”

Il tema non è soltanto se i rimborsi arriveranno, ma quando e attraverso quale canale”, aggiunge Irene Picciano, partner di Portolano Cavallo.