Notizie Notizie Mondo Torna il caos dazi, Trump all’attacco. La reazione di oggi di Borse, oro e bitcoin

Torna il caos dazi, Trump all’attacco. La reazione di oggi di Borse, oro e bitcoin

23 Febbraio 2026 09:05

Una nuova densa nube di incertezza si addensa sui mercati dopo la violenta reazione di Donald Trump alla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato i dazi globali imposti dal presidente Usa lo scorso aprile. Al momento la reazione delle Borse appare composta, ma si attendono gli sviluppi del nuovo capitolo della guerra commerciale.

Trump al contrattacco dopo stop Corte suprema

Se venerdì la prima reazione alla sentenza della Corte era stata positiva su entrambe le sponde dell’Atlantico, oggi si preannunciano ribassi diffusi alla luce della reazione di Trump che ha prima annunciato ulteriori dazi globali del 10% per poi alzarli nel giro di 24 ore al 15% e annunciando il loro avvio con effetto immediato.

L’amministrazione statunitense ha invocato la Sezione 122 del Trade Act del 1974, che consente dazi fino al 15% per un massimo di 150 giorni per affrontare rapidamente i “problemi di pagamento internazionali”. I dazi scadrebbero dopo 150 giorni, a meno che il Congresso non li proroghi. “Tuttavia – spiegano gli esperti di Ing – il presidente potrebbe, in teoria, lasciare scadere il sovrapprezzo, dichiarare una nuova emergenza e riavviare il periodo di 150 giorni. Ciò creerebbe di fatto uno strumento tariffario perpetuo”.

Sebbene la sentenza abbia lasciato aperta la possibilità di rimborsi per circa 130 miliardi di dollari di dazi riscossi ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), non ha fornito indicazioni su come ciò sarebbe stato ottenuto.

Borse nervose ma senza sussulti

Tensioni che non mancano di riflettersi sull’umore dei mercati. I futures di Wall Street indicano un rosso contenuto (-0,5% l’S&P 500 e -0,7% il Nasdaq). In Europa oggi si muovono in rosso tutti i principali indici: -0,58% il Dax di Francoforte, -0,21% il Cac 40 di Parigi, mentre il Ftse Mib a Milano sale dello 0,16% sotto la spinta di Enel (+3,7%) che cavalca del nuovo piano strategico presentato stamattina.

Tra gli altri asset principali si segnala lo scatto dell’oro a 5.100 dollari l’oncia sulla scia anche delle rinnovate tensioni tra Usa e Iran, mentre il bitcoin conferma la sua correlazione con gli asset rischiosi cedendo il 3% circa sotto quota 65mila dollari. Con i cali dell’ultimo mese il Bitcoin ha azzerato i guadagni registrati da quando Trump è stato rieletto nel novembre 2024.

La replica dell’Ue

I funzionari statunitensi hanno dichiarato ieri che gli accordi commerciali già negoziati con i partner restano in vigore, nonostante una sentenza della Corte Suprema.

Intanto ieri è arrivata la prima risposta dall’Europa. La Commissione europea ha chiesto agli Stati Uniti di rispettare i termini dell’accordo commerciale UE-USA raggiunto lo scorso anno e che prevedeva un’aliquota tariffaria statunitense del 15% per la maggior parte dei prodotti dell’UE.
L’UE chiede a Washington “piena chiarezza” sui passi che intende intraprendere a seguito della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato i dazi globali imposti da Donald Trump e quest’ultimo ha risposto con nuove imposte al 15%. “La situazione attuale non favorisce la realizzazione di scambi commerciali e investimenti transatlantici giusti, equilibrati e reciprocamente vantaggiosi, come concordato da entrambe le parti”, rimarca una nota.

Cresce l’incertezza

La situazione appare poco definita nei contorni con pochi dettagli. Quali beni saranno esenti? Gli accordi commerciali bilaterali che prevedono dazi più bassi (anche se non necessariamente pienamente attuati) con alcuni paesi? Sebbene tali accordi siano stati motivati ​​dalla revoca dei dazi di emergenza, si tratta di accordi bilaterali e pertanto non sono stati direttamente interessati dalla sentenza della Corte Suprema. “Tuttavia, alcuni accordi, come quelli con la Svizzera o l’India, facevano esplicito riferimento ai dazi di emergenza, poiché le nuove aliquote tariffarie erano concepite come riduzioni rispetto a tali livelli di emergenza. Poiché l’aliquota tariffaria di riferimento legale è ora scomparsa, questi accordi potrebbero dover essere riformulati”, argomenta stamattina Ing.