Rubriche e analisi Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (19/02/26)

Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (19/02/26)

19 Febbraio 2026 11:42

Gli investitori ricercano titoli che pagano dividendi elevati per assicurarsi una fonte di rendimento stabile e tendenzialmente sicura, da affiancare ai guadagni realizzabili tramite l’apprezzamento delle azioni (capital gain). Inserire in portafoglio società con dividend yield significativi consente di generare flussi regolari, ottimizzare la pianificazione finanziaria ed essere meno soggetti alla volatilità dei mercati.

Ecco un’analisi delle società del Ftse Mib sulla base dei rendimenti attuali, le stime su quelli futuri e le date dei prossimi stacchi di cedola a Piazza Affari.

Perché le società pagano dividendi

Le società scelgono di ripartire i dividendi per molteplici finalità strategiche. Innanzitutto, rappresenta lo strumento principale per remunerare i soci, rendendoli partecipi dei profitti conseguiti. Una politica di distribuzione costante e crescente nel tempo funge da indicatore di salute finanziaria: comunica al mercato che l’azienda è solida e ben amministrata, consolidando così la reputazione presso la comunità finanziaria.

Inoltre, un rendimento cedolare interessante permette di ampliare la base degli investitori, attirando soprattutto profili orientati al lungo periodo. Sotto il profilo della gestione patrimoniale, distribuire gli utili è anche un modo per allocare la liquidità eccedente, una volta soddisfatti i costi di gestione, gli investimenti tecnici e accantonate le riserve.

Perché investire in dividendi

Dal punto di vista dell’investitore, i dividendi costituiscono un flusso di cassa periodico e stimabile, ideale per chi desidera un’entrata integrativa o vuole strutturare una pianificazione finanziaria di lungo respiro con maggiore precisione.

Questi pagamenti offrono un rendimento concreto che si somma all’eventuale apprezzamento del titolo in borsa (capital gain). Tale componente di guadagno è particolarmente preziosa nelle fasi di mercato incerte, poiché aiuta a mitigare le perdite in caso di calo dei prezzi, conferendo maggiore stabilità e resilienza all’intero portafoglio.

Approvazione e pagamento del dividendo

L’iter per la distribuzione parte dal Consiglio di Amministrazione, che formula una proposta su entità e tempistiche del pagamento; tale proposta deve poi ricevere il via libera definitivo dall’Assemblea degli Azionisti.

È importante ricordare che, nel giorno dello “stacco della cedola”, il valore di mercato dell’azione subisce una rettifica tecnica al ribasso pari all’importo del dividendo stesso. L’accredito materiale della somma avviene di norma dopo due giorni lavorativi ed è destinato esclusivamente a chi risulta possessore delle azioni prima della data di stacco.

Cos’è il dividend yield e come si calcola

L’ammontare della cedola, di per sé, non è confrontabile tra diversi titoli. Per poter analizzare e comparare i dividendi tra varie società è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore espresso in percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo. La formula di calcolo è:

La formula di riferimento è:

(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100

Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, uno yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.

Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.

Ftse Mib, la classifica dei dividend yield

Gran parte delle banche di Piazza Affari ha approvato i conti e annunciato il dividendo per il 2026. Intesa Sanpaolo ha proposto un saldo di 0,19 euro, per un dividendo complessivo da 0,376 euro per azione (dividend yield al 6,5% al prezzo attuale). Unicredit pagherà un saldo di 1,7205 euro, con stacco il 20 aprile, che sommato all’acconto di novembre totalizza un dividendo da 3,1487 euro (rendimento del 4,3%).

Tra le altre, Mps (9,9%) e Banco Bpm (8,1%) hanno confermato i rispettivi dividendi a 0,86 euro e 1,0 euro (per Bpm saldo di 0,54 euro dopo l’acconto già corrisposto). Mps inoltre ha annunciato la fusione con Mediobanca e il delisting di quest’ultima, in attesa del nuovo piano del Monte Paschi il 27 febbraio.

Banca Mediolanum ha alzato la remunerazione da 1,0 a 1,25 euro (yield del 6,9%), Fineco da 74 a 79 centesimi, Bper ha annunciato una dividendo 2026 da 0,65 euro (vs 0,60 del 2025, acconto da 0,1 euro già pagato a novembre e rendimento del 5,1% su base complessiva), aspettando l’integrazione di Banca Popolare di Sondrio prevista per aprile.

Fuori dal settore bancario, Tenaris proporrà un saldo da 60 centesimi di dollaro dopo l’acconto da 0,29 dollari pagato a novembre, mentre Brunello Cucinelli ha alzato il dividendo a 1,04 euro (da 0,94€). Stellantis ha reso noto che non ci sarà alcun dividendo nel 2026.

Titolo Ultimo prezzo (€) Dividendo per azione (€) Dividend yield
Banca MPS 8,66 0,8600 9,9%
Banco BPM 12,39 1,0000 8,1%
Banca Mediolanum 18,01 1,2500 6,9%
Intesa Sanpaolo 5,81 0,3760 6,5%
BPER Banca 11,99 0,6500 5,4%
UniCredit 73,93 3,1487 4,3%
FinecoBank 19,86 0,7900 4,0%
Tenaris (*) 21,98 0,8900 3,8%
Brunello Cucinelli 85,26 1,0400 1,2%
Stellantis 6,63

La tabella seguente ordina gli altri titoli del Ftse Mib sulla base del dividend yield stimato, calcolato attraverso i dividendi stimati (a valere sugli utili 2025) e le attuali quotazioni di mercato. Per ogni azione è indicato anche il dividendo complessivo distribuito del 2025 (riferito all’esercizio 2024) e i relativi rendimenti. Sono esclusi dividendi straordinari.

Alcune società, come Ferrari e Stm, hanno già pubblicato la trimestrale ma non hanno definito il dividendo 2026, anche se Ferrari ha reso noto che aumenterà il payout dal 35% al 40% dell’utile.

Tim e Fincantieri non hanno distribuito cedole nel 2025 (le ultime risalgono rispettivamente al 2021 e al 2019), ma dovrebbero tornare a pagare il dividendo quest’anno.

Stasera Moncler annuncerà i risultati del 2025, mentre Unipol li svelerà domani.

Titolo Ultimo prezzo (€) Dividendo per azione (€) Dividend yield Prossimo dividendo stimato (€) Variazione stimata Dividendo a/a Dividend yield stimato
Nexi 3,21 0,2500 7,8% 0,2480 -0,8% 7,7%
Inwit 8,83 0,5156 5,9% 0,5710 9,8% 6,5%
Eni 18,51 1,0000 5,4% 1,0460 4,6% 5,6%
Enel 8,98 0,4700 5,2% 0,4820 2,6% 5,4%
Poste italiane 23,16 1,0800 4,7% 1,1970 10,8% 5,2%
Unipol Gruppo 19,58 0,8500 4,3% 0,9910 16,6% 5,1%
Azimut 35,63 1,7500 4,9% 1,7900 2,3% 5,0%
Snam 6,28 0,2905 4,6% 0,3000 3,3% 4,8%
Saipem 3,45 0,1700 4,9% 0,1580 -7,1% 4,6%
Generali Assicurazioni 35,95 1,4300 4,0% 1,5840 10,8% 4,4%
A2A 2,37 0,1000 4,2% 0,1000 0,0% 4,2%
Terna 9,76 0,3962 4,1% 0,3990 0,7% 4,1%
Italgas 10,77 0,4060 3,5% 0,4340 13,8% 4,0%
Hera 4,24 0,1500 3,5% 0,1600 6,7% 3,8%
Recordati 48,72 1,2700 2,6% 1,5670 23,4% 3,2%
Iveco Group 19,04 0,3300 1,7% 0,5340 61,8% 2,8%
Moncler 50,10 1,3000 2,6% 1,1970 -7,9% 2,4%
Lottomatica 20,76 0,3000 1,4% 0,4040 34,7% 1,9%
Amplifon 13,40 0,2900 2,2% 0,2510 -13,4% 1,9%
Diasorin 68,92 1,2000 1,7% 1,2090 0,8% 1,8%
Buzzi 48,56 0,7000 1,4% 0,7600 8,6% 1,6%
Telecom Italia 0,65 0,0100 1,5%
STMicroelectronics (*) 28,34 0,3600 1,3% 0,3720 3,3% 1,3%
Ferrari 308,40 2,9860 1,0% 3,7110 24,3% 1,2%
Campari 6,41 0,0650 1,0% 0,0700 7,7% 1,1%
Leonardo 58,16 0,5200 0,9% 0,5730 10,2% 1,0%
Prysmian 98,82 0,8000 0,8% 0,9010 12,6% 0,9%
Fincantieri 15,18 0,0120 0,1%

(*) Dividendo in dollari

(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025

Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati alle ore 11:00 del 19 febbraio 2026. 

Le prossime cedole a Piazza Affari

Il 23 febbraio Banca Generali (Mid Cap) stacca la seconda tranche (0,65 euro) del dividendo (complessivamente pari a 2,80 euro) riferito all’esercizio chiuso il 31 dicembre 2024.

Il 23 marzo da Stmicroelectronics è in arrivo la quarta e ultima tranche – pari a 0,09 dollari – del dividendo cash da 0,36 dollari distribuito sugli utili del 2025. L’azienda di chip ha già pubblicato i conti dell’ultimo esercizio ma non ha fornito comunicazioni su un dividendo nel 2026.

Il 20 aprile sono in programma i dividendi di Unicredit, Banco Bpm e di Mediobanca.

Il 18 maggio sarà una data importante: per il momento, tra le società che hanno già annunciato lo stacco del dividendo per quel giorno figurano Intesa SanpaoloFinecobankMpsTenaris e Brunello Cucinelli (previa approvazione delle assemblee), oltre a Banca Generali.