Notizie banche Capitale rafforzato e dividend yield sopra il 10%. Mps e la nuova Mediobanca infiammano la Borsa

Capitale rafforzato e dividend yield sopra il 10%. Mps e la nuova Mediobanca infiammano la Borsa

18 Febbraio 2026 10:50

Mediobanca guadagna oltre il 7% a 19,48 euro e Mps vola al +2,55% all’indomani dell’annuncio ufficiale della fusione che porterà al delisting di Piazzetta Cuccia. A mettere le ali ai titoli il giudizio degli analisti secondo cui l’operazione rafforzerà il capitale e aumenterà le sinergie. Per Equita sorprese dalla remunerazione del capitale.

La svolta per Mediobanca

Fusione, delisting e polo per i clienti top. Il cda di Mps ha deliberato la piena integrazione attraverso la fusione per incorporazione ed il conseguente delisting di Piazzetta Cuccia. Inoltre, le attività di corporate e investment banking e private banking a servizio della clientela di fascia alta di Mediobanca saranno trasferite in una società non quotata posseduta al 100% da Mps che manterrà la denominazione di «Mediobanca Spa» e che conterrà anche la partecipazione in Generali.

“La nuova struttura del gruppo – spiega Mps – è finalizzata al raggiungimento degli obiettivi strategici e reddituali e alla piena realizzazione delle sinergie industriali per la massimizzazione della creazione di valore”.

Mediobanca manterrà dunque il proprio presidio e, soprattutto, il controllo diretto del 13,2% di Generali.

Una decisione che rassicura la Bce, che aveva espresso perplessità rispetto a eventuali scostamenti dal percorso delineato al momento dell’Opas su Piazzetta Cuccia, di cui Siena controllal’86%.

Le sinergie

Confermata dunque la strada in vista del raggiungimento delle sinergie attese, pari a 700 milioni di euro. Secondo quanto spiegato dal Monte, la nuova configurazione punta al “raggiungimento degli obiettivi strategici e reddituali e alla piena realizzazione delle sinergie industriali, con l’obiettivo di massimizzare la creazione di valore”. L’integrazione è pensata per “valorizzare l’expertise distintiva di Mediobanca e il capitale professionale delle sue risorse, preservandone l’identità in un contesto non più quotato”.

Secondo Akros, “la piena integrazione di Mediobanca aumenterà la visibilità sulle sinergie precedentemente comunicate (700 milioni di euro)”.

Secondo Equita inoltre “l’operazione consentirà di mitigare il rischio di integrazione e  rafforzare la struttura di capitale (stimiamo 45 bps a livello di CET1, arrivando > 16.5%).

Il piano industriale del 27 febbraio sarà importante per avere maggiore dettagli e visibilità sul processo di integrazione, le sinergie e i livelli di remunerazione nei prossimi anni.
Con Mediobanca integrata al 100%, stimiamo che MPS si avvicini a un net income adj. di 3 miliardi al 2028. Sulla base delle nostre stime, MPS tratta attualmente a un 2027 P/E di 10.4x rispetto alla media di settore di c.9.5x (9.1x vs 8.7x escludendo excess capital). Dividend yield >10%”.

Il delisting e il concambio di Equita

Non sono state fornite informazioni in merito ai termini del delisting, ma la precedente offerta di Mps su Mediobanca, aggiornata al 2 settembre 2025, prevedeva un rapporto di cambio per azione di 2,533 più 0,9 euro in contanti e si è conclusa, come comunicato il 25 settembre 2025, con l’ acquisizione di una quota dell’86,3%. Il 27 febbraio Mps presenterà maggiori dettagli sulla prevista riorganizzazione aziendale e sul piano industriale.
Equita ricorda che “non è stato comunicato il concambio di fusione e le tempistiche per arrivare al delisting. Sulla base dei prezzi di ieri e rettificando per i dividendi già annunciati, il concambio tra Mediobanca e Mps è di 2.31x, implicando uno sconto di circa il 9% rispetto al concambio di 2.53x (senza componente cash) previsto dall’offerta conclusa a settembre (concambio medio negli ultimi 1-3 mesi in area 2.2x, ie sconto medio di c.15%)”.