Notizie banche L’utile di Intesa vola a 9,6 miliardi. Nel piano al 2029 dividendi e buyback per 50 miliardi

L’utile di Intesa vola a 9,6 miliardi. Nel piano al 2029 dividendi e buyback per 50 miliardi

2 Febbraio 2026 09:10

Numeri in forte crescita per Intesa Sanpaolo che chiude il 2025 con utili in crescita e la promessa di 50 miliardi agli azionisti (al 2029) tra dividendi e buyback.

La banca guidata da Carlo Messina, nel primo pomeriggio, presenterà il nuovo piano industriale nel dettaglio, Una tabella di marcia che vedrà una riduzione strutturale dei costi, avvalendosi dei forti investimenti in tecnologia già effettuati e in programma: 5,1 miliardi. E un modello di business focalizzato sui “ricavi da commissioni, efficiente e resiliente in grado di realizzare una forte creazione e distribuzione di valore senza rischio di esecuzione, e leader per impatto sociale”. Tre i focus: zero Nps, la gestione dei patrimoni e il digitale.

Il titolo ha aperto in ribasso a Piazza Affari con tutto il comparto bancario: -2,2%

I conti

I risultati del 2025 sono pienamente in linea con le indicazioni per l’anno rese note al mercato e superiori agli obiettivi del Piano di Impresa 2022-2025.

Intesa Sanpaolo ha registrato un utile netto del 2025 a 9,32 miliardi, +7,6% rispetto a 8,66 miliardi del 2024. Nel quarto trimestre il risultato netto è pari a 1,7 miliardi, rispetto a 1,5 miliardi dello stesso periodo del 2024.  Il conto economico consolidato del 2025 registra interessi netti pari a 14,7 miliardi, in diminuzione del 5,9% rispetto ai 15,7 del 2024. Le commissioni nette sono pari a 9,98 miliardi, in crescita del 6,3% rispetto ai 9,38 miliardi del 2024. In dettaglio, si registra una diminuzione del 2,2% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una crescita del 10% delle commissioni da attività di gestione.

“Intesa Sanpaolo è la Banca più resiliente in Europa (come dimostrato dallo stress test EBA), pienamente in grado di operare con successo in ogni scenario e di realizzare una significativa e sostenibile creazione e distribuzione di valore”, spiega una nota

I prossimi dividendi

Il cda ha proposto all’assemblea dividendi complessivi pari a 6,5 miliardi (3,2 miliardi di acconto dividendi 2025 pagato a novembre 2025 e proposta di 3,3 miliardi di saldo dividendi 2025 da pagare a maggio 2026) e un buyback pari a 2,3 miliardi, autorizzato dalla Bce, da avviare a luglio 2026 a seguito dell’approvazione da parte degli azionisti. Il cda ha deliberato di proporre alla prossima assemblea ordinaria la distribuzione di 19 centesimi di euro per azione, come saldo dividendi, che si aggiunge a 18,6 centesimi di acconto pagato a novembre 2025, e l’esecuzione di un acquisto di azioni proprie pari a 2,3 miliardi.

2026: utili a 10 mld

Per il 2026 Intesa Sanpaolo prevede di raggiungere un utile netto a circa 10 miliardi di euro, derivante da crescita dei ricavi, trainati principalmente dalle commissioni e dal risultato dell’attività assicurativa, con interessi netti in aumento anche grazie all’hedging sulle poste a vista e alla crescita dei volumi; costi stabili; significativa riduzione degli accantonamenti; aumento della tassazione (dovuto alla Legge di Bilancio italiana) e di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo. “Si prevede una forte distribuzione di valore con un payout ratio per il 2026 al 95% , di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback”, aggiunge la nota della banca.

2029: super payout

La banca vede una “forte, crescente e sostenibile creazione e distribuzione di valore per gli azionisti, mantenendo un’elevata patrimonializzazione con un obiettivo di Common Equity Tier 1 Ratio superiore al 12,5% in ciascun anno del quadriennio 2026-2029: utile netto in crescita a oltre 11,5 miliardi di euro nel 2029; Roe al 22% e rote al 27% nel 2029; distribuzione per il 2025-2029 di circa 50 miliardi di euro, con Payout ratio al 95% per ciascun anno del 2026-2029, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback.

Ulteriori distribuzioni “saranno valutate anno per anno a partire dal 2027″.

I costi operativi saranno in calo a 11,3 miliardi di euro nel 2029 da 11,5 miliardi del 2025.

Gli investimenti saranno pari a 5,1 miliardi di euro nel 2026-2029 (che si aggiungono ai 6,6 miliardi effettuati nel 2022-2025), di cui 4,6 miliardi per tecnologia e crescita (che si aggiungono ai 5,6 miliardi effettuati nel 2022-2025); estensione della piattaforma tecnologica digitale cloud-native isytech, che si prevede porti entro il 2029 a circa il 100% degli applicativi cloud-based dal 64% del 2025, con un risparmio di costi pari a circa 380 milioni a regime (2030).

La forza lavoro

Prevista anche una accelerazione del ricambio generazionale senza impatti sociali, con una riduzione di circa 6.100 persone del gruppo entro il 2029, che si aggiunge alla riduzione di circa 3.900 nel 2025, e connessi risparmi di costi pari a circa 570 milioni di euro a regime (2030), a seguito di circa 12.400 uscite: circa 9.750 in Italia per uscite volontarie incluso il turnover naturale e circa 2.650 uscite nette per turnover naturale nelle controllate internazionali e circa 6.300 assunzioni di giovani in Italia entro il 2030, di cui circa 2.300 come global advisor, in aggiunta alle circa 1.300 nel 2025, principalmente global advisor.

Il piano: da Isywealth a Isybank

Nel nuovo piano d’impresa Messina punta sulla gestione dei patrimoni. Il gruppo prevede il lancio di Isywealth Europe, avvalendosi del digitale e dei consulenti finanziari, grazie ai punti di forza che supportano l’espansione internazionale in Europa. Il gruppo intende realizzare Hub integrati nei principali Paesi Europei in cui Intesa Sanpaolo è presente (Francia, Germania e Spagna) tramite un mix di canali innovativi e tradizionali.

In programma anche la crescita di Isybank, pronta ad avere successo anche nei confronti delle fintech, acquisendo un milione di nuovi clienti entro il 2029, con un aumento del numero di clienti a oltre 2 milioni nel 2029 da oltre un milione nel 2025. Prevista anche una crescita delle attività finanziarie della clientela presso Isybank a circa 8 miliardi di euro nel 2029 da circa 2,9 miliardi del 2025 e del risultato netto a circa 100 milioni di euro nel 2029 da circa 19 milioni nel 2025 (+52%).