Stm, crolla l’utile ma il mercato punta sulla ripresa dei chip e il titolo vola (+4%)
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Crolla l’utile di Stm, ma la Borsa sommette tutto sulla ripresa dei ricavi nel quarto trimestre e sulla domanda 2026.
Il titolo ha aperto la seduta in rally con un rialzo di oltre 4 punti percentuali. Principale fornitore di chip per Tesla e Apple, Stm è in balia di un mercato dei chip instabile (ma nel 2026 atteso in grande crescita) e sta ristrutturando con tagli di costo e riduzione del personale.
Il boom in Borsa è legato quindi a doppio filo al mercato dei chip e ad ogni notizia che lo riguardi: Samsung Electronics ha registrato, sempre oggi, profitti record nel quarto trimestre del 2025, trainati dalla domanda esplosiva dei chip di memoria legata allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, con la messa a punto di data center che richiedono microprocessori sempre più avanzati ad alta larghezza di banda.
All’entusiasmo del mercato mette però un freno Barclays. “La stagionalità per il resto dell’anno implicherebbe un aumento dell’1% dei ricavi dell’anno fiscale stimati. Riteniamo che sia troppo presto, dopo le tante false partenze, vedere una ripresa in atto”.
Il bilancio
StMicroelectronics ha chiuso il 2025 con un utile netto in calo da 1,56 miliardi a 180 milioni di dollari (150,17 milioni di euro). I ricavi netti sono scesi da 13,27 a 11,8 miliardi di dollari (9,84 miliardi di euro) e il margine operativo lordo da 5,22 a 3,99 miliardi di dollari (3,33 miliardi di euro), con un utile per azione di base in calo da 1,73 a 0,19 di euro.
Stm fornisce chip analogici a case automobilistiche e industriali aziende, che sono state alle prese con minacce tariffarie dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha iniziato una guerra commerciale l’anno scorso. L’incertezza ha minacciato di prolungare un crollo della domanda dopo i clienti hanno accumulato un eccesso di offerta di chip a seguito di carenze durante la pandemia di Covid-19.
Stm ha una forte dipendenza dai clienti statunitensi e ottiene circa un quinto del suo fatturato deriva dai clienti americani Apple e Tesla, secondo i dati raccolti da Bloomberg.
Segnali di miglioramento si sono registrati però nel quarto trimestre con i ricavi che sono saliti dello 0,2% a 3,33 miliardi di dollari (2,78 miliardi di euro), ma una perdita netta di 30 milioni di dollari (25,03 milioni di euro).
“I ricavi netti del quarto trimestre – commenta il presidente e ad di Stm, Jean-Marc Chéry – sono stati superiori al punto intermedio delle nostre previsioni sulle attività, trainati da maggiori ricavi in Personal Electronics e, in misura inferiore, in Cepc (Communication Equipment and Computer Peripherals) e Industrial, mentre l’Automotive è stato al di sotto delle attese”.
“Il margine lordo – prosegue il manager – è stato al di sopra del punto intermedio delle nostre previsioni sulle attività a causa principalmente di un migliore mix di prodotto”. Cherie sottolinea poi che “i ricavi del quarto trimestre hanno segnato il ritorno a una crescita anno su anno”.
Le prospettive 2026
Nella conference call sui conti, Chéry ha detto che “per il 2026 prevediamo di investire tra i 2 e i 2,2 miliardi di dollari, con le nostre priorità strategiche che rimangono quelle di accelerare l’innovazione, attuare il nostro programma aziendale per rimodellare la nostra presenza produttiva e ridimensionare la nostra base di costi globale”.
D’altra parte le prospettive sembrano rosee per il mercato considerando che la olandese ASML, produttore di semiconduttori, ha annunciato di aver concluso il quarto trimestre del 2025 con un boom di ordinativi migliore delle attese.
Grazie al boom della domanda dei chip per l’AI, ASML ha annunciato di prevedere una crescita dei ricavi compresa tra il 4% e il 19% su base annua, a un valore complessivo compreso tra i 34 miliardi e i 39 miliardi di euro, rispetto ai 35,1 miliardi previsti dagli analisti.
L’amministratore delegato ha annunciato nel 2025 un piano costi-benefici con tagli nell’ottobre 2024 per far risparmiare all’azienda tra $ 300 milioni e 360 milioni di dollari all’anno fino al 2027. La società prevede di tagliare fino a 2.800 posti di lavoro su base volontaria a livello globale
fino al 2027.