Rubriche e analisi Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (06/11/25)

Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (06/11/25)

Pubblicato 6 Novembre 2025 Aggiornato 7 Novembre 2025 14:27

Investire in titoli azionari che pagano dividendi elevati in termini di rendimento (dividend yield) può essere utile per assicurarsi flussi di cassa relativamente stabili e prevedibili, diversificare il portafoglio e ridurre la volatilità. Di seguito, le società quotate sul Ftse Mib con indicazione dei rispettivi dividendi e dividend yield, compresi quelli stimati, e le prossime cedole in arrivo a Piazza Affari.

Perché le società pagano dividendi

Le aziende scelgono di distribuire dividendi per diverse ragioni strategiche. Innanzitutto, è un modo per remunerare gli azionisti, restituendo loro una parte degli utili conseguiti dalla società. Quando un’azienda riesce ad assicurare pagamenti regolari, incrementando le cedole nel tempo, dà al mercato un segnale di solidità finanziaria e gestione aziendale efficiente, consolidando la propria reputazione tra gli investitori.

La capacità di offrire un alto rendimento da dividendi aiuta ad ampliare e diversificare l’azionariato, attraendo investitori di lungo periodo. Infine, la distribuzione dei profitti può rappresentare una strategia efficiente per impiegare il capitale in eccesso dopo aver finanziato le attività operative, gli investimenti ordinari o i piani di crescita per il futuro.

Perché investire in dividendi

Per l’investitore, i dividendi costituiscono dei flussi di cassa tendenzialmente regolari e prevedibili, utili per integrare le proprie entrate e ottimizzare la gestione finanziaria nel medio-lungo termine.

Inoltre, si tratta di entrate alternative a quelle che si possono ottenere attraverso le oscillazioni dei prezzi di mercato. Questo permette di controbilanciare eventuali perdite, contribuendo significativamente a stabilizzare il portafoglio.

Come viene pagato il dividendo

L’eventuale distribuzione di dividendi viene proposta dal Cda, che ne definisce i tempi, le modalità e l’importo, e in seguito approvata dall’assemblea dei Soci.

Nel giorno del cosiddetto “stacco” della cedola, il prezzo del titolo viene aggiustato al ribasso di un importo pari al dividendo, mentre il pagamento avviene solitamente due giorni dopo lo stacco, solo agli azionisti in possesso del titolo prima della data di stacco.

In base alla sua natura, il dividendo può essere classificato come ordinario, se si tratta di una distribuzione regolare, in linea con la policy standard, o straordinario, se si tratta di un evento una tantum, non ricorrente. La forma di erogazione più comune è in contanti, ma esistono alternative come la distribuzione in azioni, attraverso un aumento gratuito di capitale.

Cos’è il dividend yield e come si calcola

L’importo della cedola, di per sé, non fornisce indicazioni significative in ottica comparativa. Per analizzare e confrontare i dividendi di diverse aziende è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo.

La formula di riferimento è:

(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100

Il dividend yield permette di paragonare diverse società – meglio se dello stesso settore – in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. In genere, un rendimento più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.

È comunque un parametro statico che non considera i rischi specifici dell’azienda o possibili future variazioni nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o potrebbe far presagire un futuro taglio della cedola.

Ftse Mib, la classifica dei dividend yield

Nella tabella sottostante i titoli del Ftse Mib sono ordinati in base al dividend yield atteso per il 2026, calcolato utilizzando i dividendi stimati (fonte Bloomberg) e gli attuali prezzi di mercato. La tabella riporta anche i dividendi annualizzati del 2025 (relativi agli utili del 2024) e i rispettivi rendimenti.

Le prime posizioni sono occupate prevalentemente da banche: Mps è in vetta con un rendimento atteso dell’11,4%, aspettando l’integrazione di Mediobanca. Rendimenti elevati anche per Banco Bpm (8,2%), Banca Popolare di Sondrio (7,9%) e Intesa Sanpaolo (6,7%). Si distinguono anche le big del settore oil & gas come Eni e Saipem (rispettivamente 6,5% e 7,1%) mentre le utilities come Snam, Enel, Terna, Italgas e A2a offrono dividend yield intorno al 4-5%.

Dividend yield contenuti (circa l’1%) per Interpump, Ferrari e Leonardo. Tim – che ha diffuso ieri i conti dei 9 mesi – non ha distribuito dividendi quest’anno (l’ultimo risale al 2021), ma è previsto un ritorno alla cedola nel 2026.

Titolo Ultimo prezzo (€) Dividendo per azione (€) Dividend yield Prossimo dividendo stimato (€) Variazione stimata Dividendo a/a Dividend yield stimato
Banca MPS 7,50 0,8600 11,5% 0,8580 -0,2% 11,4%
Mediobanca (**) 16,57 1,1500 6,9% 1,5840 37,7% 9,6%
Banco BPM 12,74 1,0000 7,9% 1,0420 4,2% 8,2%
Bca Pop Sondrio 14,76 0,8000 5,4% 1,1700 46,3% 7,9%
Saipem 2,22 0,1700 7,7% 0,1580 -7,1% 7,1%
Intesa Sanpaolo 5,60 0,3410 6,1% 0,3750 10,0% 6,7%
Eni 15,96 1,0000 6,3% 1,0450 4,5% 6,5%
BPER Banca 10,39 0,6000 5,8% 0,6720 12,0% 6,5%
Nexi 4,11 0,2500 6,1% 0,2490 -0,4% 6,1%
Inwit 9,50 0,5156 5,4% 0,5600 8,6% 5,9%
Poste italiane 20,65 1,0800 5,2% 1,2130 12,3% 5,9%
Snam 5,54 0,2905 5,2% 0,3000 3,3% 5,4%
Enel 8,90 0,4700 5,3% 0,4800 2,1% 5,4%
UniCredit 63,84 2,4025 3,8% 3,2640 35,9% 5,1%
Unipol Gruppo 19,29 0,8500 4,4% 0,9830 15,6% 5,1%
Azimut 33,55 1,7500 5,2% 1,7060 -2,5% 5,1%
Banca Mediolanum 17,44 1,0000 5,7% 0,8800 -12,0% 5,0%
Tenaris (*) 17,73 0,8300 4,7% 0,8640 4,1% 4,9%
Generali Assicurazioni 32,97 1,4300 4,3% 1,5730 10,0% 4,8%
Italgas 9,30 0,4060 4,4% 0,4360 7,4% 4,7%
Terna 8,98 0,3962 4,4% 0,3990 0,7% 4,4%
Hera 3,99 0,1500 3,8% 0,1600 6,7% 4,0%
A2A 2,72 0,1000 3,7% 0,1000 0,0% 3,7%
FinecoBank 21,02 0,7400 3,5% 0,7730 4,5% 3,7%
Stellantis 8,91 0,6800 7,6% 0,2860 -57,9% 3,2%
Recordati 50,40 1,2700 2,5% 1,4070 10,8% 2,8%
Iveco Group 18,41 0,3300 1,8% 0,4490 36,1% 2,4%
Moncler 53,66 1,3000 2,4% 1,1890 -8,5% 2,2%
Lottomatica 20,50 0,3000 1,5% 0,4110 37,0% 2,0%
Diasorin 63,04 1,2000 1,9% 1,2040 0,3% 1,9%
Amplifon 14,51 0,2900 2,0% 0,2680 -7,6% 1,8%
STMicroelectronics (*) 20,98 0,3600 1,7% 0,3490 -3,1% 1,7%
Buzzi 49,94 0,7000 1,4% 0,7610 8,7% 1,5%
Telecom Italia 0,48 0,0000 0,0% 0,0060 1,2%
Campari 5,93 0,0650 1,1% 0,0690 6,2% 1,2%
Brunello Cucinelli 89,06 0,9400 1,1% 1,0360 10,2% 1,2%
Prysmian 85,84 0,8000 0,9% 0,9080 13,5% 1,1%
Leonardo 50,00 0,5200 1,0% 0,5140 -1,2% 1,0%
Ferrari 352,70 2,9860 0,8% 3,1550 5,7% 0,9%
Interpump Group 44,18 0,3300 0,7% 0,3380 2,4% 0,8%

(*) Dividendo in dollari

(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025

Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 6 novembre 2025

I dividendi di novembre a Piazza Affari

Al momento, le società del Ftse Mib che hanno annunciato lo stacco della cedola nelle prossime settimane sono Intesa, Unicredit, Banco Bpm, Bper, Banca Mediolanum, Eni, Inwit, Mediobanca e Tenaris, in programma il 24 novembre.

  • Intesa pagherà un acconto di 0,186 euro come acconto sull’esercizio 2025.
  • Unicredit ha approvato un acconto sul dividendo dell’esercizio 2025 pari a €2,2 miliardi, equivalente ad una cedola da 1,4282 euro.
  • Bper ha deliberato la distribuzione di 0,10 euro quale acconto sui dividendi a valere sui risultati del full year 2025.
  • Banco Bpm: il cda ha approvato un acconto dividendi di 700 milioni di euro, pari a 0,46 euro per azione.
  • Banca Mediolanum: ha preso la decisione di dare un acconto sul dividendo 2025 pari a 0,60 euro, rispetto ai 0,37 euro distribuiti nel novembre 2024.
  • Eni: per la big dell’oil&gas si tratta della seconda di quattro tranche del dividendo da 1,05 euro.
  • Inwit paga una cedola straordinaria da 0,2147 euro.
  • Mediobanca ha approvato un dividendo da 1,5 euro, di cui 0,56 euro già corrisposti come acconto a maggio e 0,59 di saldo a novembre.
  • Tenaris offre una cedola da 0,29 dollari come acconto sull’esercizio 2025.

Per quanto riguarda le altre società di Piazza Affari, il 10 novembre tocca ad Abp Nocivelli (EGM) e il 17 novembre a D’Amico International Shipping, Equita Group e Fila (quotate sul segmento STAR). Il 24 novembre, oltre alle società del Ftse Mib, staccano la cedola anche Mondadori, Danieli ed eViso.