Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (30/10/25)
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L’investimento in titoli azionari caratterizzati da un elevato dividend yield (rendimento da dividendo) può contribuire a consolidare i flussi di cassa e a mitigare la volatilità complessiva del portafoglio. Questo approccio assicura una diversificazione delle fonti di reddito e semplifica la pianificazione finanziaria. Di seguito, una panoramica delle aziende quotate sul Ftse Mib con indicazione del rispettivo dividend yield sulla base dell’ultimo dividendo distribuito e delle previsioni per le prossime cedole, oltre a un’anticipazione sui prossimi dividendi in arrivo a Piazza Affari.
Perché le società distribuiscono dividendi
Le aziende scelgono di pagare dividendi per diverse ragioni strategiche. Principalmente, si tratta di una forma di remunerazione degli azionisti, restituendo loro una parte degli utili conseguiti dalla società. Inoltre, la regolarità nei pagamenti, insieme alla capacità di incrementare i dividendi nel tempo, funge da segnale di solidità finanziaria e gestione aziendale efficiente, consolidando la reputazione sul mercato.
Dividendi elevati aiutano anche ad attrarre nuovi investitori, diversificando e migliorando la composizione dell’azionariato. Infine, la distribuzione dei profitti può rappresentare una strategia efficiente per impiegare il capitale in eccesso dopo aver finanziato le attività operative, gli investimenti ordinari o i piani di crescita per il futuro.
Perché investire in dividendi
Per l’investitore, i dividendi costituiscono una fonte di proventi tipicamente periodica, utile per integrare le proprie entrate e ottimizzare la gestione finanziaria a lungo termine.
Data la relativa indipendenza dei dividendi dalle variazioni dei mercati azionari, questi flussi di cassa fungono da efficace meccanismo di compensazione, assorbendo eventuali decrementi di capitale e contribuendo in modo significativo alla stabilizzazione del portafoglio complessivo.
Come vengono pagati i dividendi
La proposta di distribuzione dei dividendi viene effettuata dal Cda, che ne definisce i tempi, le modalità e l’importo, dopodiché viene ratificata dall’assemblea dei Soci.
Il giorno dello stacco della cedola il prezzo del titolo si aggiusta al ribasso, diminuendo di un importo pari al dividendo. Per avere diritto all’incasso, l’azionista deve possedere il titolo prima della data di stacco, conservando il diritto anche se vende l’azione il giorno stesso.
In base alla sua natura, il dividendo può essere classificato come ordinario, se si prevede una distribuzione regolare in linea con la politica aziendale standard, o straordinario, se si tratta di un evento una tantum senza aspettative di ricorrenza. La forma di erogazione più comune è in contanti, ma esistono alternative come la distribuzione in azioni attraverso un aumento gratuito di capitale.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
L’importo della cedola, di per sé, non fornisce indicazioni significative in ottica comparativa. Per analizzare e confrontare i dividendi di diverse aziende è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo.
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield permette di paragonare diverse società – meglio se dello stesso settore – in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. In genere, un rendimento più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.
È comunque un parametro statico che non considera i rischi specifici dell’azienda o possibili future variazioni nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o potrebbe far presagire un futuro taglio della cedola.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
Nella tabella sottostante i titoli del Ftse Mib sono ordinati in base al dividend yield atteso per il 2026, calcolato utilizzando i dividendi stimati (fonte Bloomberg) e gli attuali prezzi di mercato. La tabella riporta anche i dividendi annualizzati del 2025 (relativi agli utili del 2024) e i rispettivi rendimenti.
Le prime posizioni sono occupate prevalentemente da banche: Mps è in vetta con un rendimento atteso del 10,7%, aspettando l’integrazione di Mediobanca. Rendimenti intorno al 7-8% per Banco Bpm, Banca Popolare di Sondrio e Intesa Sanpaolo, tra il 6 e il 7% per le big del settore oil & gas come Eni e Saipem mentre le utilities offrono dividend yield del 4-5%.
In fondo alla classifica troviamo Interpump, Ferrari e Leonardo. Tim non ha distribuito dividendi quest’anno (l’ultimo risale al 2021), ma è previsto un ritorno alla cedola nel 2026.
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Variazione stimata Dividendo a/a | Dividend yield stimato |
| Banca MPS | 7,64 | 0,8600 | 11,3% | 0,8180 | -4,9% | 10,7% |
| Mediobanca (**) | 16,60 | 1,1500 | 6,9% | 1,5840 | 37,7% | 9,5% |
| Banco BPM | 12,44 | 1,0000 | 8,0% | 1,0370 | 3,7% | 8,3% |
| Bca Pop Sondrio | 14,39 | 0,8000 | 5,6% | 1,1700 | 46,3% | 8,1% |
| Saipem | 2,26 | 0,1700 | 7,5% | 0,1570 | -7,6% | 7,0% |
| Intesa Sanpaolo | 5,66 | 0,3410 | 6,0% | 0,3770 | 10,6% | 6,7% |
| Eni | 15,87 | 1,0000 | 6,3% | 1,0450 | 4,5% | 6,6% |
| BPER Banca | 10,26 | 0,6000 | 5,9% | 0,6720 | 12,0% | 6,6% |
| Inwit | 9,64 | 0,5156 | 5,4% | 0,5690 | 10,4% | 5,9% |
| Poste italiane | 20,79 | 1,0800 | 5,2% | 1,2130 | 12,3% | 5,8% |
| Snam | 5,38 | 0,2905 | 5,4% | 0,3000 | 3,3% | 5,6% |
| Enel | 8,68 | 0,4700 | 5,4% | 0,4800 | 2,1% | 5,5% |
| Nexi | 4,61 | 0,2500 | 5,4% | 0,2490 | -0,4% | 5,4% |
| UniCredit | 63,18 | 2,4025 | 3,8% | 3,2630 | 35,8% | 5,2% |
| Unipol Gruppo | 18,90 | 0,8500 | 4,5% | 0,9730 | 14,5% | 5,1% |
| Tenaris (*) | 16,65 | 0,8300 | 5,0% | 0,8570 | 3,3% | 5,1% |
| Banca Mediolanum | 17,29 | 1,0000 | 5,8% | 0,8800 | -12,0% | 5,1% |
| Azimut | 33,86 | 1,7500 | 5,2% | 1,7060 | -2,5% | 5,0% |
| Generali Assicurazioni | 33,12 | 1,4300 | 4,3% | 1,5730 | 10,0% | 4,7% |
| Italgas | 9,11 | 0,4060 | 4,5% | 0,4230 | 4,2% | 4,6% |
| Terna | 8,99 | 0,3962 | 4,4% | 0,3990 | 0,7% | 4,4% |
| Hera | 3,95 | 0,1500 | 3,8% | 0,1600 | 6,7% | 4,1% |
| A2A | 2,51 | 0,1000 | 4,0% | 0,1000 | 0,0% | 4,0% |
| FinecoBank | 19,66 | 0,7400 | 3,8% | 0,7710 | 4,2% | 3,9% |
| Stellantis | 9,22 | 0,6800 | 7,4% | 0,2810 | -58,7% | 3,0% |
| Recordati | 50,60 | 1,2700 | 2,5% | 1,4070 | 10,8% | 2,8% |
| Iveco Group | 18,42 | 0,3300 | 1,8% | 0,4490 | 36,1% | 2,4% |
| Moncler | 51,72 | 1,3000 | 2,5% | 1,1900 | -8,5% | 2,3% |
| Lottomatica | 21,12 | 0,3000 | 1,4% | 0,4100 | 36,7% | 1,9% |
| Amplifon | 14,58 | 0,2900 | 2,0% | 0,2600 | -10,3% | 1,8% |
| STMicroelectronics (*) | 21,34 | 0,3600 | 1,7% | 0,3490 | -3,1% | 1,6% |
| Telecom Italia | 0,49 | 0,0000 | 0,0% | 0,0080 | – | 1,6% |
| Diasorin | 76,50 | 1,2000 | 1,6% | 1,2130 | 1,1% | 1,6% |
| Buzzi | 52,00 | 0,7000 | 1,3% | 0,7610 | 8,7% | 1,5% |
| Brunello Cucinelli | 88,94 | 0,9400 | 1,1% | 1,0390 | 10,5% | 1,2% |
| Campari | 5,97 | 0,0650 | 1,1% | 0,0680 | 4,6% | 1,1% |
| Prysmian | 86,86 | 0,8000 | 0,9% | 0,9200 | 15,0% | 1,1% |
| Leonardo | 50,68 | 0,5200 | 1,0% | 0,5170 | -0,6% | 1,0% |
| Ferrari | 338,30 | 2,9860 | 0,9% | 3,1660 | 6,0% | 0,9% |
| Interpump Group | 42,94 | 0,3300 | 0,8% | 0,3380 | 2,4% | 0,8% |
(*) Dividendo in dollari
(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 30 ottobre 2025
Le cedole di novembre a Piazza Affari
Fra i titoli del Ftse Mib, i prossimi dividendi saranno quelli di Unicredit, Eni, Inwit e Mediobanca, in programma il 24 novembre.
Unicredit ha confermato la distribuzione totale a valere sul full year 2025, pari o superiore €9,5 miliardi, di cui almeno €4,75 miliardi nella forma di dividendo in contanti. Il Cda ha approvato un acconto sul dividendo pari a €2,2 miliardi, equivalente ad una cedola da 1,4282 euro, con data di stacco 24 novembre 2025.
Per Eni si tratta della seconda di quattro tranche del dividendo da 1,05 euro. Inwit paga una cedola straordinaria da 0,2147 euro, con l’obiettivo di fornire un ulteriore beneficio monetario agli azionisti. Mediobanca ha approvato nei giorni scorsi il dividendo da 1,5 euro, di cui 0,56 euro già corrisposti come acconto a maggio e 0,59 di saldo a novembre.
Per quanto riguarda le altre società di Piazza Affari, il 10 novembre tocca ad Abp Nocivelli (EGM) e il 17 novembre a Equita Group e Fila (entrambe Small Cap quotate sul segmento STAR). Il 24 novembre, oltre alle due del Ftse Mib, staccano la cedola anche Mondadori, Danieli ed eViso.