Notizie Dati Bilancio Italia Bpm chiude i 9 mesi con ricavi in crescita e costi in calo. Allo studio una lista per il board 2026

Bpm chiude i 9 mesi con ricavi in crescita e costi in calo. Allo studio una lista per il board 2026

6 Novembre 2025 17:57

Bpm chiude i primi 9 mesi confermando la guidance 2025 con  ricavi in aumento e costi in calo. L’ utile contabile è sceso dell’1,8% a 1,66 miliardi e il risultato rettificato è salito del 16,9% a 1,45 miliardi. Allo studio una lista del cda per il rinnovo del 2026.

Con i conti il titolo è sceso a Piazza Affari per poi chiudere a 12,64 euro (-0,47%)

I numeri

Piazza Meda ha presentato nei primi 9 mesi del 2025, un utile netto di 1,66 miliardi di euro (+17% anno su anno). Cresce anche il risultato della gestione operativa, che tocca quota 2.44 miliardi rispetto con un incremento del 7,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La raccolta diretta bancaria al 30 settembre 2025 ammonta a 134,6 miliardi, in crescita sia nel confronto con il 31 dicembre 2024 (+2,0%) sia su base annua (+4,7%). Il margine di interesse cala dell’8,7%, toccando quota 2,36 miliardi di euro, principalmente per effetto della contrazione dello spread commerciale, conseguente alla dinamica dei tassi di interesse che ha portato il tasso Euribor medio a tre mesi dal 3,92% del primo trimestre 2024 al 2,00% del terzo trimestre 2025. Il Cet1 Ratio si attesta al 13,52%, sopra la soglia minima di piano del 13%. 1,17 miliardi di euro in dividendi sono stati maturati nei primi 9 mesi del 2025.

Volano le commissioni

I ricavi hanno raggiunto 4,48 miliardi, in crescita del 5% rispetto al 2024. Il margine di interesse, pari a 2,36 miliardi, è caduto dell’8,7%, mentre le commissioni nette sono salite del 18,1% a 182 miliardi, trainate dai comparti di gestione del risparmio e assicurativo. La crescita dei ricavi non da interessi, che rappresentano ormai il 49% del totale, riflette la progressiva attuazione del modello capital light, fondato sull’integrazione tra fabbriche prodotto e rete distributiva.

Il mandato a Spencer & Stuart per la lista

Il cda ha aperto il cantiere per il rinnovo previsto la prossima primavera. La via scelta dall’istituto è quella di una serie di nomi del board uscente, che dovrà però avvenire alle nuove regole fissate dalla Legge Capitali. Il Banco, spiega una nota, ha avviato la «procedura per la presentazione di una lista per il rinnovo da parte del consiglio di amministrazione uscente». L’head hunter Spencer Stuart ha ricevuto il mandato per l’attività di supporto alla selezione di potenziali candidati per il cda.

Bassi rischi

Gli oneri operativi  del gruppo si sono ridotti del 2,2%, scendendo a 2,04 miliardi, con un cost/income ratio in miglioramento al 45,5% dal 46,7% di un anno prima. Le rettifiche su crediti sono scese a 244 milioni, 108 milioni in meno rispetto al 2024, portando il costo del rischio annualizzato a 34 punti base, ben sotto il target di piano (40 punti base).  I crediti deteriorati netti sono l’1,37% del totale impieghi, che scende allo 0,77% escludendo le esposizioni garantite dallo Stato.

I dividendi

Il cda ha approvato un acconto dividendi di 700 milioni di euro, pari a 0,46 euro per azione (+15% sull’interim dividend per share 2024), con un ritorno del 3,6%. Nei nove mesi, le cedole maturate ammontano a 1,17 miliardi, per un totale di 2,2 miliardi tra esercizio 2024 e acconto 2025.

Evoluzione

Lo scenario per l’ultimo trimestre 2025 è ancora caratterizzato da un certo grado di incertezza del quadro geopolitico, sebbene gli accordi commerciali recentemente siglati tra Usa e Ue e il parziale “cessate il fuoco” nel conflitto tra Israele e Palestina abbiano contribuito a ridurla.
Sul fronte della raccolta diretta, lo stock è atteso sostanzialmente stabile nell’ultima parte dell’anno consolidando il vantaggio acquisito nei primi nove mesi, mentre gli impieghi verso clientela continueranno a beneficiare di un passo sostenuto delle erogazioni, più per effetto di un livello dei tassi di interesse favorevole al rifinanziamento del debito che per l’andamento dell’economia che, come sopra detto, rimane poco vivace. Nel complesso, nel quarto trimestre il margine di interesse è atteso assestarsi sulla scia del trimestre appena chiuso, sia in virtù della stabilità dei tassi di mercato, sia per effetto delle azioni manageriali, in continuità con quanto avvenuto nel corso del 2025.
Sul fronte delle commissioni, il quarto trimestre è previsto in crescita rispetto al terzo trimestre, beneficiando sia del venir meno dell’effetto negativo di stagionalità del periodo estivo, sia delle rafforzate sinergie commerciali e di prodotto con Anima, che costituiscono elemento di sostegno alla dinamica dei collocamenti di prodotti di risparmio gestito e amministrato, inclusa la componente assicurativa.