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Wolfango Piccoli (Teneo) su voto Emilia Romagna. ‘Italia: dal caos al collasso?’

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Italia: dal caos al collasso? Se lo chiede Wolfango Piccoli, co-presidente della società di consulenza mondiale Teneo Intelligence, nell’articolo intitolato “ITALY: From chaos to meltdown?”, pubblicato in attesa del voto in Emilia Romagna di domenica prossima, 26 gennaio.
Un governo già spaventato dalla sua propria ombra potrebbe finire per crollare, la prossima settimana, a seconda del risultato delle elezioni regionali del 26 gennaio in Emilia Romagna – si legge nella sua analisi – Sebbene gli alleati di governo cercheranno disperatamente di rimanere uniti per evitare le elezioni anticipate (e il probabile ritorno di Matteo Salvini nelle vesti di primo ministro), una eventuale sconfitta in Emilia Romagna intensificherebbe ulteriormente la crisi a cui fanno fronte sia il M5S che il Partito Democratico”.

“Una pesante sconfitta – si legge nel report di Wolfango Piccoli- potrebbe costringere il PD a staccare la spina, nel tentativo disperato di limitare le perdite in vista del ciclo intenso di appuntamenti elettorali, di fine maggio giugno. ( che coinvolgerà sei regioni e più di 1000 Comuni)”.
“Le dimissioni ieri di Luigi Di Maio da capo politico del M5S e l’operazione di rebranding precedentemente annunciata dal PD suggeriscono che lo stato di salute della coalizione è piuttosto precario, a prescindere dal risultato delle elezioni in Emilia Romagna. Di Maio lascia un partito a pezzi, diventato l’ombra di quella forza potente in cui si era trasformato dopo il successo delle elezioni nel marzo del 2018″.

Vito Crimi, che ha preso il posto di Di Maio come capo reggente del M5S, viene definito da Piccoli un “politico nessuno”, in attesa deli stati generali del M5S. Stati generali che, secondo il numero uno di Teneo Intellinge, potrebbero concludersi con la decisione di lanciare “una leadership più di carattere collegiale che individuale, una formula questa che potrebbe però rendere ancora più difficile per il partito anti-establishment formulare e impegnarsi in politiche specifiche. Nell’immediato, l’addio di Di Maio dovrebbe aiutare a prevenire ulteriori defezioni da parte di parlamentari del M5S e diminuire il terremoto interno al partito”.
Riguardo al PD, “una sconfitta in Emilia-Romagna non necessariamente spingerebbe (il partito) ad abbandonare la coalizione con il M5S, ma rappresenterebbe una forte sconfitta per le credenziali di un partito in quanto forza riformista e in quanto amministratore locale efficiente”.
La palma della vittoria, fa capire Wolfgango Piccoli, andrebbe insomma al leader della Lega Matteo Salvini che, tra l’altro, “ha già avuto successo nel trasformare le elezioni regionali in un quasi referendum sul governo nazionale, riaffermando allo stesso tempo il suo ruolo dominante nella politica italiana”.
Tra l’altro, anche Paolo Pizzoli di ING concorda sul fatto che il voto in Emilia Ronagna possa essere visto come un test per il governo nazionale.
“Le regionali potrebbero avere ripercussioni a livello nazionale e rappresentare un test per il Governo attuale – ha scritto in una nota – Il voto regionale previsto nel fine settimana potrebbe dare un ulteriore colpo alla già fragile coalizione, che si sta riprendendo dalle dimissioni del leader del M5S, Luigi Di Maio”.
Wolfango Piccoli ritiene comunque che “i membri dell’attuale esecutivo cercheranno un compromesso, indipendentemente da ciò che accadrà domenica”.
Appena qualche giorno fa un articolo di Bloomberg firmato da Ferdinando Giugliano dipingeva uno scenario piuttosto fosco per il governo giallorosso, in vista delle elezioni regionali nella roccaforte storica della sinistra. Una roccaforte così importante al punto che, rilevava Giugliano, “se Boston votasse per i Repubblicani, comunque sorprenderebbe di meno rispetto a un’Emilia Romagna che scegliesse un presidente della Regione conservatore”.
Riferendosi al testa a testa tra la candidata leghista Lucia Borgonzoni e il candidato di centro-sinistra Stefano Bonaccini, Giugliano scriveva che “una vittoria (di Borgonzoni) rappresenterebbe per Salvini il trionfo elettorale più importante di sempre da un punto di vista simbolico, cementando il suo ruolo di primo ministro italiano in attesa”. Oltre a sottolineare che Il Partito Democratico e il M5S stanno spingendo l’Italia nelle braccia di Salvini.
In definitiva, anche per Wolfango Piccoli, “a prescindere dal risultato in Emilia-Romagna, il leader della Lega rimarrà destinato a tornare al potere nel momento in cui si tornerà al voto. Una (eventuale) vittoria (della Lega), domenica prossima, nel cuore tradizionale di sinistra (Emilia Romagna), accelererà la sua ascesa al potere”.
Piccoli fa notare che il risultato finale del testa a testa a cui si assiste in queste ore nella regione “potrebbe essere determinato dall’affluenza al voto che, nel 2014, è stata di appena il 37,7%. Un’affluenza maggiore, soprattutto al di fuori dei grandi centri urbani, aiuterebbe probabilmente la Lega, nuocendo al PD”.