Notizie Notizie Italia SNB, numero uno Jordan: ‘tassi negativi una necessità per la Svizzera. Noi non manipoliamo il franco’

SNB, numero uno Jordan: ‘tassi negativi una necessità per la Svizzera. Noi non manipoliamo il franco’

23 Gennaio 2020 13:02

I tassi di interesse negativi sono una necessità per la Svizzera, e ulteriori tagli non sono esclusi. Nel giorno in cui il Consiglio direttivo della Bce capitanato ora da Christine Lagarde torna a riunirsi, Thomas Jordan, numero uno della SNB (Swiss National Bank, banca centrale della Svizzera) tiene a ribadire alcuni punti di politica monetaria che sono, a suo avviso, cruciali.

“Sappiamo che i tassi negativi possono avere anche effetti collaterali, ed è questa la ragione per cui abbiamo modificato la soglia”, ha detto Jordan, riferendosi alla decisione di alzare il limite prima che il tasso, al momento negativo a -0,75%, venga applicato alle somme che le banche commerciali depositano presso la banca centrale. Questo “ci dà la libertà di preservare i tassi negativi per un periodo di tempo più lungo e anche di tagliarli, se necessario”, ha continuato, stando a quanto riporta Reuters, parlando a margine del meeting del World Economic Forum, in corso a Davos.

Jordan ha chiarito la posizione ufficiale della Swiss National Bank dopo che, nella giornata di ieri, la sua collega Andrea Maechler aveva risposto a una domanda sulla politica monetaria della SNB affermando che la politica dei tassi di interesse negativi si sarebbe conclusa “appena possibile”.

In un’intervista rilasciata a Bloomberg TV, Thomas Jordan ha motivato la decisione di lasciare la porta aperta a nuovi tagli dei tassi anche con il fatto che il franco continua ad aggirarsi a valori elevati.

Il banchiere centrale ha però escluso l’introduzione di un nuovo tetto, simile a quello che applicò nel cambio con l’euro nel 2011, sempre allo scopo di frenare l’apprezzamento del franco, stabilendo il cambio tra le due monete a 1,20 franchi per 1 euro. Il tetto venne poi rimosso nel 2015, con un nuovo annuncio shock.

“Non in questo momento – ha sottolineato Jordan, in merito alla possibilità di reintrodurre il cap sul rapporto del franco svizzero con l’euro – Al momento abbiamo il sistema che abbiamo. E crediamo che sia quello giusto“.

Thomas Jordan ha anche commentato la decisione degli Stati Uniti di mettere sotto osservazione la Svizzera, dopo la diffusione di alcuni dati, da cui è emerso che la banca centrale avrebbe intensificato i suoi sforzi per indebolire il franco, ricorrendo dunque alla svalutazione competitiva della moneta:

“Non abbiamno mai voluto che il franco svizzero avesse un vantaggio (competitivo) su altre valute, ma dobbiamo comunque assicurarci che la nostra valuta non diventi troppo forte”.

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