Usa, mercato del lavoro si raffredda ancora: tre tagli tassi nel 2025?
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Il rapporto sul mercato del lavoro americano delude le attese e rafforza la prospettiva di tagli dei tassi da parte della Fed. Ecco i dettagli sul report del Bureau of Labor Statistics, con particolare riferimento a nonfarm payrolls e tasso di disoccupazione, e la reazione dei mercati.
Nonfarm payrolls a 22mila, disoccupazione sale al 4,3%
Ad agosto, i nonfarm payrolls sono aumentati di sole 22.000 unità, contro le 75 mila mediamente previste dagli analisti. Il dato di luglio è stato rivisto da 73 a 79 migliaia, ma la revisione complessiva di giugno e luglio vede una riduzione di 21.000 impieghi.
Il tasso di disoccupazione è salito al 4,3%, il livello più alto dalla fine del 2021, come da attese. A luglio era pari al 4,2%.
Fra gli altri dati del rapporto, la crescita dei salari medi orari ha rallentato al 3,7% su base annua, dal 3,9% del mese precedente, rispetto al 3,8% stimato (+0,3% su base mensile).
Il mercato del lavoro Usa si raffredda
La crescita dei posti di lavoro negli Stati Uniti ha subito un brusco rallentamento il mese scorso, mentre la disoccupazione è salita al livello più alto da quattro anni, alimentando i timori che il mercato del lavoro possa essere sull’orlo di un deterioramento più significativo.
Negli ultimi mesi, infatti, i nonfarm payrolls hanno ripetutamente deluso le aspettative, le opportunità di lavoro sono diminuite e l’aumento dei salari si è ridotto, tutti fattori che stanno pesando sull’attività economica generale. Tra i settori che hanno registrato un calo dei nuovi impieghi ci sono informazione, attività finanziarie, manifattura, governo federale e servizi alle imprese, mentre l’assistenza sanitaria, il tempo libero e l’ospitalità segnalano incrementi netti.
Tassi Fed, possibili tre tagli nel 2025
Il set di dati ha dunque rafforzato le aspettative di un intervento da parte della Fed nella riunione in programma il 16 e 17 settembre. La banca centrale guidata da Jerome Powell dovrebbe procedere con un taglio dei tassi di 25 punti base, portando i Fed Funds nel range 4,00%-4,25%.
Ora i mercati monetari scontano a pieno un taglio di 25 bp a settembre, come anticipato dal presidente al forum di Jackson Hole. La riduzione mediamente prevista entro fine anno (contando le successive riunioni di ottobre e dicembre) si è ampliata a 68 punti base, il che significa che un secondo taglio è praticamente certo e ci sono chance significative che ne possa arrivare anche un terzo.
La reazione dei mercati al job report
La prospettiva di una Fed più accomodante ha spinto al rialzo l’azionario e i titoli di Stato, facendo invece indebolire il dollaro.
Dopo la pubblicazione del job report, i futures sugli indici azionari statunitensi S&P 500 e Nasdaq 100 viaggiano rispettivamente in rialzo dello 0,25% e dello 0,7% circa. Il rendimento dei Treasury a 2 anni, più sensibili alle aspettative sulle mosse di politica monetaria, è sceso di 11 punti base al 3,47% e il decennale è calato di 9 bp al 4,07%.
Il cambio euro/dollaro è salito a 1,173 mentre il dollaro/yenè sceso a 147,3.