Notizie Notizie Mondo Bce day si avvicina: tassi ancora in pausa. Ma dibattito falchi-colombe potrebbe accendersi

Bce day si avvicina: tassi ancora in pausa. Ma dibattito falchi-colombe potrebbe accendersi

5 Settembre 2025 11:55

Dopo la pausa estiva le banche centrali tornano a riprendersi la scena nel mese di settembre. Prima andrà in scena la riunione della Banca centrale europea (Bce), prevista per l’11 settembre, e una settimana dopo quella della Federal Reserve (Fed), in calendario il 16/17 settembre. Con due modalità d’azione, secondo i mercati, diverse: l’istituto guidato da Christine Lagarde dovrebbe mantenere i tassi ancora fermi come avvenuto a luglio, mentre la banca centrale Usa dovrebbe annunciare un taglio di 25 punti base (il primo del 2025).

Soffermiamoci ora sulle aspettative per l’imminente riunione della Bce durante il quale saranno anche annunciate le nuove proiezioni macroeconomiche.

Bce, ancora una pausa a settembre

La Banca Centrale Europea non ha fretta di abbassare nuovamente i tassi di interesse. Sembra essere questo lo spunto/considerazione principale in vista del meeting di giovedì prossimo (refrain che fino a qualche tempo fa era sempre presente nelle dichiarazioni di Jay Powell, presidente Fed). I funzionari attendono, infatti, segnali più chiari su come l’economia stia rispondendo alle questioni commerciali e l’inflazione underlying non è ancora scesa quanto vorrebbero (l’ultimo dato ha mostrato il Cpi Ue in lieve risalita).

“L’ultimo accordo UE-USA offre solo un parziale sollievo e gli effetti dei dazi diventeranno probabilmente più visibili nei prossimi mesi”, segnala Bloomberg Economics che prevede che la Bce manterrà stabili i tassi di interesse a settembre per poi agire nuovamente a dicembre.

Come sempre la sfera macro rappresenta un elemento chiave per le prossime mosse della Bce. E, secondo sempre secondo Bloomberg Economics, potrebbero spingere gli economisti della Bce a rivedere al rialzo le loro previsioni sul PIL per il 2025. Di fronte alla solida performance del primo semestre del 2025, la crescita attesa per il Pil Ue nel corso del 2025 potrebbe essere rivista al rialzo all’1,1% dallo 0,9%.

ING: ecco perché la Bce manterrà (per ora) la sua “buona posizione”

Anche gli esperti di ING si attendono una nuova pausa sul fronte tassi, anche se, a loro avviso, la discussione alla riunione della prossima settimana sembra destinata a essere più controversa di quanto i mercati stiano attualmente scontando.

“Ci aspettiamo che la Bce non modificherà i tassi nella riunione della prossima settimana, anche se il dibattito tra falchi e colombe sarà probabilmente più acceso di quanto i mercati abbiano scontato”. Sono di questa idea gli economisti di ING, spiegando che “il gran numero di funzionari della Banca Centrale Europea tornati dalla pausa estiva con dichiarazioni piuttosto aggressive ci spinge alla resa. A questo punto ci aspettiamo che la Bce mantenga i tassi invariati nella riunione della prossima settimana. Tuttavia, un po’ perché non ci piace perdere e un po’ perché ci sono ancora valide argomentazioni a favore, un taglio dei tassi la prossima settimana o più avanti quest’anno non dovrebbe essere del tutto escluso“.

ING ha poi messo in evidenza i motivi per tagliare i tassi e mantenerli invariari.

I “buoni motivi” per non tagliare i tassi

I verbali della riunione di luglio, così come i commenti ufficiali della Bce dalla fine della pausa estiva, hanno sottolineato che l’asticella per un ulteriore taglio dei tassi da parte della banca centrale è alta.

Almeno a prima vista, diversi sviluppi più favorevoli durante l’estate hanno rafforzato l’atteggiamento attendista. L’accordo commerciale tra Stati Uniti e UE “avrebbe potuto andare peggio”, una crescita del PIL decente nel secondo trimestre e indicatori del sentiment delle imprese in continuo miglioramento hanno rafforzato, anziché indebolire, le ragioni per mantenere la posizione in attesa alla riunione di settembre. L’ultima prova che i falchi porteranno nella sala riunioni del Consiglio direttivo della Bce la prossima settimana è il lieve aumento dell’inflazione ad agosto.

Ma ne ha anche per tagliarli

Tuttavia, i verbali di luglio hanno anche mostrato che almeno alcuni membri della Bce erano – e probabilmente lo sono ancora – preoccupati per un possibile calo eccessivo dell’inflazione. L’intervista dell’esponente del board di Francoforte Olli Rehn al Financial Times ha dimostrato che queste considerazioni e preoccupazioni accomodanti non sono scomparse durante l’estate. Anzi, si basano su diverse buone ragioni.

  • Una crescente consapevolezza tra i responsabili politici dell’Eurozona che l’accordo quadro commerciale tra Stati Uniti e Ue è tutt’altro che definitivo. La condizionalità implicita in molti aspetti ha lasciato ampio spazio a nuove escalation.
  • A giudicare semplicemente dall’evoluzione delle cosiddette ipotesi tecniche, ovvero tassi di interesse e di cambio, la nuova tornata di proiezioni della Bce dovrebbe comportare una leggera revisione al ribasso dell’inflazione e della crescita per il 2026.
  • Infine, anche se la Bce contesta fermamente di reagire alla politica monetaria di altri Paesi, una Federal Reserve che avvia una serie aggressiva di tagli dei tassi potrebbe portare a un ulteriore rafforzamento dell’euro e quindi a un’inflazione della moneta unica al di sotto dell’obiettivo.