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UniCredit, raid mezzanotte Intesa su Ubi lascia freddo Mustier. Castagna (Banco BPM): avanti con piano stand-alone

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UniCredit si tira fuori ufficialmente dal valzer delle operazioni di M&A, mentre Giuseppe Castagna, numero uno di Banco BPM, dice tranquillamente che la banca continuerà ad andare avanti con il suo piano stand-alone.
Le banche italiane oggetto di concitati rumor a seguito del raid di mezzanotte, così come l’ha definito Bloomberg, di Intesa SanPaolo su Ubi Banca, escono allo scoperto e chiariscono, per voce dei loro stessi ceo, le proprie intenzioni. Tutto, mentre nei piani alti di Ubi Banca si ragiona sul da farsi in merito all’offerta pubblica di scambio (ops) presentata da Carlo Messina & Co.

Ieri il  numero uno di Ubi Victor Massiah ha messo le mani in avanti, frenando gli entusiasmi, con una lettera inviata ai dipendenti dopo il cda straordinario dell’istituto.
Massiah ha sottolineato che l’Ops di Intesa Sanpaolo “non era concordata né a conoscenza del nostro cda e del nostro management”. Di conseguenza in questa situazione, ha aggiunto, “è molto presto per trarre considerazioni, ma è importante sottolineare come questa operazione rappresenti, per il momento, solo una proposta che, prima di diventare progetto, dovrà passare attraverso un complesso, e per nulla scontato, iter autorizzativo delle autorità vigilanti e di approvazione da parte delle assemblee”.

C’è però una domanda precisa che assilla il mercato: come valuta UBi Banca il prezzo dell’ops offerto da Intesa, pari a 4,254 euro per azione? Il prezzo è giusto?
Oggi il titolo Ubi Banca è in ribasso, scambiato a 4,295, ma ieri si è portato a una valutazione superiore del 2% rispetto al prezzo dell’ops. E anche oggi il suo valore è superiore a quel prezzo.
Fonti vicine ai grandi azionisti di Ubi Banca hanno riferito all’Ansa che “i valori dell’offerta sono lontani da quelli che ci si aspettava”.
Secondo i calcoli degli analisti, l’offerta di Intesa valuta il patrimonio netto circa 0,6 volte. Messina, al momento della presentazione dei dettagli dell’offerta, è stato chiaro: il prezzo è equo, nessuna intenzione di alzarlo.
Con la sua Ops, Intesa ha valutato Ubi Banca €4,254 per azione, per un corrispettivo totale di €4,9 miliardi. Come è risultato dai dati resi noti dalla stessa Intesa SanPaolo, “il prezzo dell’offerta è a premio del ~28% rispetto al prezzo per azione medio ponderato di UBI Banca al 14 febbraio 2020 (premio del ~23% dopo la distribuzione dei dividendi) e del ~39% rispetto al prezzo per azione medio ponderato di UBI Banca degli ultimi 6 mesi (premio del ~33% dopo la distribuzione dei dividendi)”.
Oggi, dopo il cda straordinario di UBi Banca che si è tenuto ieri e che ha conferito la delega al  Consigliere delegato per la nomina degli advisor finanziari e legali, si riuniscono di urgenza, a Palazzo del Monte di Bergamo, il quartiere generale della famiglia Bosatelli, alcuni dei soci storici nel Car, che aggrega il 18% del capitale sociale di Ubi Banca.
Ma torniamo ai chiarimenti che sono arrivati nelle ultime ore da UniCredit e Banco BPM.
Così il numero uno di UniCredit, Jean Pierre Mustier, nella lettera ai dipendenti:
“Cari colleghi, in questo messaggio ci tengo a condividere con ognuno di voi che, come già annunciato al lancio di Team 23 a dicembre 2019, siamo un gruppo solido e sappiamo come raggiungere gli obiettivi in ogni contesto macro economico. Con l’occasione riconfermo di non aver alcun interesse a fare operazioni di fusione e acquisizione e che non verremo coinvolti in alcuna transazione”.
UniCredit, insomma, lo ribadisce: nessun interesse a operazioni di M&A, fusioni e acquisizioni.
Il Gruppo continuerà “a mantenere il nostro focus sulla trasformazione della banca, così da aiutarvi a offrire i migliori servizi e prodotti da un lato, e a continuare a sviluppare attivamente la nostra base clienti in Italia dall’altro”.
“Siamo fortemente impegnati nel continuare ad accrescere il nostro sostegno all’economia reale in Italia, si legge ancora nella lettera di Mustier. Il ceo francese ricorda infine che Unicredit è una banca paneuropea vincente, che offre alle aziende italiane accesso alla nostra rete, unica nel suo genere, in Europa occidentale, centrale e orientale, accompagnando i loro progetti ma anche i loro sogni e la loro crescita internazionale e locale. Grazie per il grande lavoro che state facendo per i nostri clienti. Facciamo la cosa giusta”.
E Banco BPM, che rischia di essere lasciata sola con le sue ambizioni di espansione?
Giuseppe Castagna non ne fa certo un dramma, anzi smentisce di nuovo le ipotesi che danno la banca a caccia di una preda:
“Sapete che di solito parlo ma mi sembrano cose che riguardano altri. Noi andiamo avanti con piano stand alone, reduci da una fusione importante e andremo avanti per la nostra strada”. Castagna risponde così, lasciando l’esecutivo Abi, a chi gli chiede se è interessato a entrare nel dossier Intesa Sanpaolo-Ubi Banca.