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Aut-aut del governo ai Benetton e l’incubo revoca torna a far tremare il titolo Atlantia

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Torna a salire il livello di tensione tra governo e Atlantia e di pari passo aumenta lo spettro revoca con il titolo Atlantia che oggi soffre in Borsa con un calo del 2,4% a 22,14 euro. La disputa sulla concessione autostradale dura ormai da tempo – sono infatti passati ben 19 mesi dal crollo del Ponte Morandi – e i Benetton non appaiono propensi a cedere alle richieste del governo.

Lo scenario peggiore è uno scontro legale

Ieri è arrivato il voto finale alla Camera del decreto Milleproroghe che di fatto annulla la maxi-penale che lo Stato avrebbe dovuto pagare ai concessionari (23 miliardi). Nel dettaglio il Milleproroghe contiene l’articolo 35 sul valore ridotto dell’indennizzo in caso di revoca e l’articolo 13 che prevede che i concessionari presentino entro marzo il piano tariffario secondo il nuovo sistema ‘RAB based’ proposto dall’Autorità dei Trasporti.
L’approvazione definitiva del decreto Milleproroghe ridurrebbe il valore dell’indennizzo in caso di revoca, anche se andrà verificato come si esprimerà la UE sul tema. Inoltre impone l’applicazione del sistema `RAB based`, sul quale tutte le concessionarie hanno fatto ricorso al TAR. “Con l’approvazione del Milleproroghe il governo rafforza la propria posizione, ma ci attendiamo che la trattativa possa continuare prima di arrivare ad uno scontro legale, che sarebbe lo scenario più negativo“, argomenta Equita SIM.

Benetton adesso sperano in caduta Conte 2

Stando a quanto si apprende dagli organi di stampa la famiglia Benetton non sarebbe propensa ad accettare le proposte avanzate dal governo. Il quotidiano Repubblica titola in prima pagina “Ultimatum ai Benetton, altrimenti è revoca”, indicando come la società avrebbe declinato le proposte del governo sulla riscrittura completa della concessione, probabilmente nella speranza che nel frattempo cada il governo Conte 2.
Tra i partiti di governo ci sarebbe stato un avvicinamento del Pd alle posizioni del M5S con richieste ben chiare al gestore per evitare la revoca della concessione: ossia una revisione totale della concessione, investimenti massicci e riduzione dei pedaggi (in passato si è parlato di un taglio nell’ordine del 5%, ndr).
Una sorta di nuova concessione che secondo quanto riporta Repubblica costerebbe complessivamente ad Autostrade più di 4 miliardi con anche il venir meno della possibilità di stabilire in proprio l’entità dei pedaggi.
Condizioni che non sarebbero state accettate dalla società. Il Messaggero invece sottolinea che Atlantia avrebbe offerto la disponibilità a ridurre le tariffe, aumentare gli investimenti, nuovi impegni per Genova e ridurre la quota in ASPI, ma dal governo non sarebbero arrivati segnali di apertura.
“Lo scenario potrebbe essere quindi una battaglia legale fra il governo ed Atlantia – rimarca Equita Sim – . Ci sarebbe però ancora tempo per evitare lo scontro: ASPI avrà infatti tempo fino a giugno per decidere sulla risoluzione del contratto.