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A ruba il primo bond Twitter, rendimento ricco fa cinguettare gli investitori

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Twitter debutta sul mercato obbligazionario. La società americana, conosciuta in tutto il mondo per i suoi “tweet”, ha collocato le sue prime obbligazioni a un tasso di interesse inferiore a quello inizialmente previsto, grazie alla solida domanda da parte degli investitori internazionali, attirati dall’ampio flusso di cassa.

Nello specifico, Twitter – il cui ceo Jack Dorsey ha annunciato che nel 2020 starà fino a 6 mesi in Africa –  ha emesso 700 milioni di dollari di bond non garantiti a otto anni (scadenza 2027) alla pari, con una cedola del 3,875%. La forte domanda ha consentito all’azienda di aumentare le dimensioni dell’emissione di 100 milioni di dollari (dai 600 previsti), riducendo al contempo il rendimento rispetto alla guidance iniziale al 4,5%. Un rendimento inferiore al 4% – commentano gli analisti che hanno seguito il placement – è notevolmente basso per una società con rating di livello inferiore all’investment grade, soprattutto per un’azienda che non ha mai emesso obbligazioni high-yield.

Obbligazioni Twitter Inc. 3,875% dicembre 2027

I titoli senior unsecured saranno quotati al NYSE e negoziabili per importi minimi di 2.000 dollari con multipli aggiuntivi di 1.000 e quindi riservati anche agli investitori retail. Il bond corrisponde una cedola annuale a tasso fisso pari al 3,875%, pagabile ogni sei mesi, con data di stacco prevista il 15 dicembre e il 15 giugno. Il rimborso è previsto in unica soluzione a scadenza il 15 dicembre 2027 senza possibilità di richiamo anticipato (call redemption). Twitter ha puntualizzato che utilizzerà i proventi della vendita di obbligazioni per “scopi aziendali generali, che possono includere spese in conto capitale, investimenti, rimborso del debito, capitale circolante e potenziali acquisizioni e transazioni strategiche”.

Twitter, il giudizio degli analisti

Twitter è stata classificata dalle agenzie di rating in area “non investment grade”, ma gli investitori, visto il rendimento del bond e il successo del collocamento riconoscono al social media americano, di fatto, un giudizio migliore. Standard & Poor’s ha assegnato alle nuove obbligazioni Twitter una raccomandazione BB+, un notch al di sotto dell’investment grade, mentre Moody’s Investors Service ha assegnato il rating Ba2, due notch sotto la stessa soglia per via del debito elevato. Al 30 settembre 2019, Twitter aveva 5,8 miliardi di dollari di liquidità e investimenti a breve termine rispetto a 2,2 miliardi di dollari di debito derivanti da tre emissioni di obbligazioni convertibili. “La società – secondo gli analisti – dovrebbe generare un flusso di cassa annuo (cash flow) pari a circa 600-700 milioni di dollari nei prossimi due anni riconoscendo che l’azienda mostra una robusta crescita delle entrate e generazione di casa flow, pur rimanendo piccola rispetto ai maggiori concorrenti nella pubblicità digitale e nei social network”.

Twitter: +6 milioni di utenti ma trimestrale debole

Non c’è dubbio che Twitter, al pari di altre grandi aziende corporate, abbia voluto sfruttare il momento favorevole dei mercati per piazzare i propri bond. Del resto, l’ultima trimestrale ha mostrato ricavi al di sotto del consenso di mercato e utili deludenti col titolo che in borsa è scivolato di colpo del 25% passando da circa 40 a 30 Usd per azione in poche sedute. Un rallentamento attribuito più che altro a problemi tecnici e di debolezza del mercato pubblicitario, dal quale derivano oltre i quattro quinti delle entrate. A fronte di tali risultati, però, gli utenti di Twitter sono aumentati significativamente nel terzo trimestre. Il social network ha puntualizzato che il numero di persone che usano quotidianamente la sua piattaforma è aumentato di 6 milioni dal secondo trimestre, a 145 milioni. In questo caso il dato ha superato le previsioni degli analisti. Anche i ricavi sono quindi cresciuti del 9% a livello annuale, a 824 milioni di dollari. Si tratta però dell’incremento meno consistente dalla fine del 2017. L’utile del terzo trimestre si è poi attestato a 37 milioni di dollari, in calo rispetto ai 789 milioni, dello stesso periodo dello scorso anno in cui però l’ultima riga del bilancio era stata gonfiata da un significativo beneficio fiscale.
“Non c’è niente nel trimestre che cambi la nostra strategia o i fondamentali di lungo termine di Twitter”, ha affermato Ned Segal, chief financial officer dell’azienda, cercando di rassicurare il mercato. I problemi nel settore pubblicitario di Twitter sono però stati una sorpresa per la maggior parte degli analisti, sottolinea Eric Ross, esperto di Cascend. “Nessuno ne aveva parlato. I risultati dal punto di vista delle entrate per utente si sono rivelati decisamente peggiori di quanto ci aspettassimo. E’ scioccante, vista la crescita degli utenti attivi giornalieri”. Per quanto riguarda il quarto trimestre, Twitter prevede un fatturato compreso tra 940 milioni e 1,01 miliardi di dollari rispetto ai 909 milioni dell’ultimo trimestre del 2018.