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TikTok: Ipo a Wall Street e Oracle e Wal-Mart azionisti di minoranza. Controllo a ByteDance e zero soldi a Tesoro Usa: Trump sbraita

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Quotare i suoi asset globali alla borsa Usa con una operazione di Ipo e far entrare nel suo capitale Oracle – con una quota inferiore al 20% – e il colosso retail americano Wal-Mart (in questo caso l’importo della possibile partecipazione non è noto). Sarebbe questo il piano che la cinese ByteDance avrebbe in serbo per la sua divisione TikTok.
Alla fine di agosto, fonti di mercato parlavano di un’alleanza Microsoft-Wal-Mart per mettere le mani sugli asset di TikTok in Nord America, Australia e Nuova Zelanda. Da allora, ci sono stati diversi cambiamenti, con ByteDance che ha deciso alla fine di accordarsi con Oracle, rifiutando l’offerta di Microsoft.

TikTok: attesa per il verdetto di Donald Trump su accordo con Oracle. Previsto ingresso nel capitale del social anche di Wal-Mart
In this photo illustration, the social media application logo, TikTok is displayed on the screen of an iPhone on an American flag background on August 3, 2020 in Arlington, Virginia. – The US Senate voted on August 6, 2020, to bar TikTok from being downloaded onto US government employees’ telephones, intensifying US scrutiny of the popular Chinese-owned video app. The bill passed by the Republican controlled Senate now goes to the House of Representatives, led by Democrats. (Photo by Olivier DOULIERY / AFP) (Photo by OLIVIER DOULIERY/AFP via Getty Images)

Bisogna vedere a questo punto cosa deciderà di fare il presidente americano Donald Trump, che fin da subito ha preteso che TikTok vendesse i suoi asset americani a una società made in Usa, minacciando anche di bandire il social per la condivisione dei video tra i più popolari al mondo tra i giovani, se lo smobilizzo di quegli asset non fosse avvenuto entro la data del 15 settembre.
“Ho stabilito che il 15 settembre – aveva detto Trump agli inizi di agosto – è la data in prossimità della quale TikTok non potrà più operare negli Stati Uniti. Di conseguenza, (il social) chiuderà i battenti il 15 settembre, a meno che Microsoft o qualsiasi altro non sarà capace di acquistarlo e di approntare un accordo, un accordo appropriato, che possa far ricevere al Tesoro degli Stati Uniti un mucchio di soldi“.
Trump aveva chiaramente detto che la cosa migliore, insomma, sarebbe stata un acquisto di tutti gli asset di TikTok da parte di Microsoft, non solo di una parte.
Oggi è il 18 settembre e un accordo ufficiale non è stato ancora raggiunto. Non solo: il piano di ByteDance cozza non poco con quello di Trump, visto che la società cinese farebbe entrare Oracle nel suo capitale con una quota di minoranza inferiore al 20%. Il controllo del social rimarrebbe insomma nella mani dell’attuale controllante ByteDance, cinese, e non di una società americana: proprio quanto viene visto come fumo negli occhi da parte del presidente americano.
Così ieri Trump, riferendosi a un social che conta 100 milioni di utenti negli Usa e 700 milioni in tutto il mondo, e commentando l’ipotesi che Bytedance continui a detenere il controllo di TikTok: “Questa cosa non ci piace proprio”, ha detto. Ancora, con fare minaccioso: “Non sono pronto a firmare nulla. Devo vedere l’accordo – ha risposto ai giornalisti in un briefing alla Casa Bianca, riguardo all’interesse di Oracle in TikTok. Il timore ha a che fare con la necessità di tutelare la sicurezza dei dati dei 100 milioni di utenti americani, a cui ByteDance continuerebbe ad avere accesso.
La decisione sul futuro di TikTok in Usa da parte del presidente è attesa per le prossime ore. E certo bisogna anche aspettare il verdetto di Pechino, fattore che potrebbe complicare ulteriormente un possibile deal.
Secondo alcuni rumor, qualche passo in avanti sarebbe stato comunque fatto, visto che ByteDance avrebbe accettato le revisioni chieste dal dipartimento del Tesoro Usa all’intesa con Oracle, volte a smorzare i timori che riguardano le conseguenze del deal sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Alcune voci affermano che il social avrebbe comunque in mente di creare un nuovo cda composto da dirigenti americani per le sue attività negli States: in particolare, sarebbe sicuro un seggio a favore del ceo di Wal-Mart, Doug McMillon. Nessun commento è arrivato al momento dal gigante retail Usa.
Il dossier sta facendo parlare di sé anche per le pretese strampalate di Trump, che aveva chiamato in causa anche il Tesoro Usa, affermando che parte dei soldi per rilevare TikTok  sarebbe dovuta andare al dipartimento. Testuali parole, proferite all’inizio di agosto: “Gli Stati Uniti dovrebbero ricevere una percentuale molto consistente di quel prezzo, perchè saremmo noi a rendere l’intesa possibile”.
Peccato per lui che ciò non sia possibile. E’ stato lui stesso a dirlo ieri, sottolineando che i suoi avvocati gli hanno detto che una transazione del genere sarebbe illegale.
“Incredibile, ho scoperto che non è possibile farlo…cioè…se loro volessero fare un pagamento significativo al governo non potrebbero farlo….perchè non è esiste un iter legale che lo consenta…quanto sciocca può essere l’America?”.