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Tesla, Apple, Google: festa davvero finita per le Big Tech? La view di Goldman Sachs

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Siamo sicuri che questo sia il momento d’oro per i titoli value e che la pacchia sia finita per le Big Tech, o anche FAANG, o FAAMG (acronimo comprensivo di Microsoft)? O anche per Tesla?
L’analista Chris Hussey di Goldman Sachs non lo è, facendo notare che, nelle ultime sessioni, Wall Street ha continuato a salire sia per l’assenza di notizie rilevanti che per la “solida marcia al rialzo che questa settimana ha favorito i titoli delle mega-cap Tech, dunque delle Big Tech, che tanto bene avevano performato durante la pandemia”.

Questo, ha aggiunto Hussey, “anche se ci sono ulteriori prove sul fatto che l’era post-pandemica stia iniziando a emergere”.
Il trend delle ultime sessioni ha ribaltato di fatto la convinzione che si stesse ormai consolidando una rotazione dalle azioni growth a favore dei titoli ciclici, propensi a beneficiare del contesto di ripresa economica e più avvantaggiati dalla fine delle varie misure di restrizione-lockdown precedentemente lanciate per arginare la pandemia Covid-19.

E’ davvero il caso di gettare la spugna sui titoli growth?

Nelle ultime settimane, i buy sulle azioni value a discapito di quelle growth si erano intensificati anche per il rialzo dei tassi dei Treasuries Usa, con quelli decennali balzati fino al record in più di un anno all’1,77%, sulla scia del timore di una crescita brusca dell’inflazione, magari sottovalutata dalla Fed.
I tassi decennali sui Treasuries hanno fatto tuttavia dietrofront, e al momento viaggiano attorno all’1,63%.
E in ogni caso, secondo Goldman Sachs, non è detto che il secondo trimestre confermi il trend dei mercati del primo trimestre, che Fortune ha riassunto in questa tabella.
Dalla tabella emerge che a guadagnare sono stati di fatto i titoli ciclici, permettendo allo S&P 500 di salire del 6,2%.Il Nasdaq ha invece fatto peggio nei primi tre mesi del 2021, guadagnando la metà circa, ovvero il 3%.
Tra i titoli tecnologici, male è andata decisamente a Tesla (-5,4%) , sempre al centro dei riflettori, ultimamente anche per lo scetticismo di qualche analista sulle sue valutazioni. C’è chi ritiene, per esempio, che il titolo dovrebbe valere addirittura il 78% in meno.
Ma il Nasdaq è tornato a recuperare terreno, questa settimana con un rally di quasi +2,5%, facendo decisamente meglio rispetto agli altri indici azionari, con il Dow Jones in crescita di quasi +1,6% e lo S&P 500 che ha guadagnato quasi +1,9% dalla sessione di lunedì.
E Hussey di Goldman Sachs ha fatto notare come gli acquisti siano tornati sulle azioni growth, tanto che i titoli FAAMG (ovvero Facebook, Apple, Amazon, Microsoft e Google) hanno guadagnato questa settimana, in media, il 4/5%, sovraperformando il mercato.
Inoltre, nonostante questo gran parlare di rotazione a favore dei titoli ciclici, in media i titoli che fanno parte dell’acronimo FAAMG sono saliti dell’11% dall’inizio del 2021, rispetto alla crescita del 9% dell’indice S&P 500.
Nello specifico, all’interno del gruppo FAAMG la palma d’oro va sicuramente a Google, balzata del 28% sulla scia della fiducia degli investitori nel boom delle spese pubblicitarie da parte delle aziende, che dovrebbero aumentare in vista del presunto desiderio dei consumatori di spendere i risparmi accumulati durante il lockdown.
Titolo peggiore dei FAAMG è stato invece Apple, le cui quotazioni sono scese dall’inizio dell’anno del 2%, scontando gli interrogativi dei mercati sulla sostenibilità della crescita delle vendite di iPhone e di AppleTV nell’era post-pandemica. In ogni caso, non si può certo parlare di sell off sulle azioni growth dall’inizio dell’anno. Stiano attenti, così, coloro che stanno facendo incetta dei titoli ciclici, scaricando quelli delle Big Tech.