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Stati Generali, Conte valuta taglio IVA: verso cura shock? Su Autostrade-Atlantia verdetto in arrivo

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Il caso Autostrade-Atlantia va chiuso. Su questo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte concorda con la famiglia Benetton che, in una lettera inviata giorni fa alla Commissione europea, ha invocato chiarezza su un dossier che si trascina da troppo tempo. La decisione del governo sul destino di Aspi e dunque sulla revoca della concessione autostradale arriverà così nell’arco di pochi giorni.

“Stiamo parlando di Autostrade da troppo tempo. Sul mio tavolo non ho una proposta accettabile. Ci avviamo verso una soluzione obbligata. Se in extremis arrivasse un’altra proposta saremmo obbligati doverosamente a prenderla in considerazione, ma per me il caso va chiuso e subito”. Così il premier Giuseppe Conte, nella conferenza stampa con cui ha chiuso gli Stati Generali a Villa Pamphili.
Con la conferenza stampa, Conte ha aperto finalmente l’evento alla stampa, tenuta lontana nella settimana precedente in cui si è svolta quella che l’opposizione ha definito una “passerella”.

“Non è affatto sufficiente riformare il Paese – ha detto il premier – lo dobbiamo reinventare, perchè l’esperienza che abbiamo affrontato è stata troppo dura e la sfida che abbiamo di fronte è troppo impegnativa”. Conte ha parlato di un piano di rilancio, che si basa su tre direttrici da intraprendere: “modernizzare il Paese, avviare la transizione energetica, disegnare un’Italia più inclusiva”.
“Il piano di rilancio nella versione definitiva sarà l’orizzonte dell’azione del governo – ha continuato Conte – Da qui ricaveremo le riforme del Recovery Plan che presenteremo a settembre. Poi ci sono misure di più immediato impatto e abbiamo sicuramente valutato la necessità di intervenire per un ulteriore scostamento” di bilancio. In che modo?
La vera notizia bomba lanciata da Conte nel corso della conferenza stampa è stato l’annuncio con cui il premier ha ammesso che il governo sta valutando il taglio dell’Iva: “E’ una delle ipotesi che abbiamo discusso, ma non abbiamo deciso anche perché è una misura costosa”. Allo stesso tempo, “c’è preoccupazione sul fatto che non sia ripartito appieno quel clima di fiducia che fa innescare il circuito dei consumi. E’ una misura allo studio, questa settimana sarà già decisiva per una prospettiva del genere”.
E’ una misura fattibile? Iniziano a chiedersi gli esperti? Occhio all’articolo di Repubblica, che riporta anche il costo di una misura del genere, sulla base di alcune:
“Il piano Iva è ambizioso e potrebbe essere deciso dal governo già questa settimana: si parla di una cura shock in grado di restituire ossigeno ai consumi arrivando quasi a dimezzare le aliquote massime attualmente del 22 per cento, con un taglio di dieci punti. L’intervento avrebbe una durata biennale fino al 2022, una sorta di mega una tantum fiscale e sarebbe condizionato all’uso della moneta elettronica. Il costo, a seconda delle dimensioni del provvedimento, andrà dai 4 ai 10 miliardi: il finanziamento potrebbe avvenire anche in deficit trattandosi di una misura a tempo. Di conseguenza si potrebbero utilizzare parte delle risorse che verrebbero dal terzo sforamento del deficit che il governo si accingere a chiedere al Parlamento”, scrive il quotidiano, che aggiunge, riguardo ai comparti che potrebbero essere interessati dalla misura, che “un elenco già gira e riguarda i settori dove la crisi ha colpito di più: si parla di turismo, ristorazione, artigianato, abbigliamento e automobile“.
Insomma, i prossimi giorni potrebbero essere cruciali, sia per l’industria italiana che per il futuro dei consumi italiani. I dossier Atlantia-Autostrade e possibile taglio Iva dovrebbero confermarsi tra i primi posti nell’agenda del governo.
Così La Stampa aveva scritto la scorsa settimana: “Conte chiude il dossier Autostrade: nel capitale F2i e Cdp o scatterà la revoca della concessione ad Atlantia”. Lo stesso Conte aveva affrontato il caso in un’intervista a Fanpage.it: “Entro fine giugno arriverà a compimento anche la vicenda Autostrade: «Ho già detto ai ministri competenti che bisogna chiudere il dossier il prima possibile»”, agitando la minaccia della revoca.
Sempre la scorsa settimana Atlantia ha scritto una lettera alla Commissione europea, per la precisione al vice presidente Valdis Dombrovskis, riportata dal Financial Times, in cui ha puntato il dito contro il governo italiano che potrebbe costringerla a cedere il controllo di ASPI ad una entità controllata dal governo, ossia Cassa Depositi e Prestiti ad un valore ridotto. ”
Nella lettera – ha riportato l’FT – il presidente di Atlantia, Fabio Cerchiai, e l’amministratore delegato Carlo Bertazzo hanno denunciato che la nuova legge (Milleproroghe, ndr) consentirebbe al governo di ridurre drasticamente il risarcimento dovuto alla società in caso di recesso anticipato o modifica del meccanismo di fissazione del pedaggio. Senza di essa – ricorda – il governo dovrebbe pagare 23 miliardi di euro di risarcimento per terminare la Concessione prima del 2038″.
E di Atlantia-Autostrade si è parlato anche riguardo a un piano nascosto del governo. Secondo alcuni rumor Conte starebbe lavorando con il M5S per raggiungere un accordo sulla questione: per aggiudicarsi il sostegno del Movimento al MES, il Fondo salva-stati, il premier Conte sarebbe pronto a sostenere anche la revoca della concessione ad ASPI. Uno scambio MES-Autostrade, insomma.
Finora, si sa che Conte è determinato a chiudere la vicenda a giorni. Come, però, non si sa, visto che tutto è ancora molto fumoso.