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Risiko bancario, il mercato scommette su nascita terzo polo Bper-BPM-Mps. Febbre sul Monte

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Bper-BPM-MPS: avverrà con questa merger la riprivatizzazione dell’istituto senese? In una sessione piuttosto debole per Piazza Affari, in cima al listino Ftse Mib spiccano i rialzi dei tre titoli: Bper e Banco BPM avanzano di oltre +2% e guadagna anche oggi, al di fuori del listino principale, Mps: le quotazioni avanzano di oltre +3%, dopo i rally delle due sessioni precedenti, scatenati da nuove speculazioni alimentate dal risiko bancario. Risiko bancario che si è riacceso con l’ops di Intesa SanPaolo su Ubi Banca.
Ieri le quotazioni dell’istituto senese sono volate fin oltre +10%, a un massimo intraday a 2,092 euro. L’altroieri, dopo la notizia del raid notturno di Intesa su Ubi, il rialzo era stato superiore a +5%. Una vera e propria febbre sul titolo, insomma.

Qualcuno nelle ultime ore aveva ricordato come Mps fosse a rischio di perdere un potenziale pretendente -Ubi Banca – a causa della mossa a sorpresa di Carlo Messina, AD di Intesa SanPaolo.
Si sa che Mps è in trattative con Bruxelles in merito al piano di derisking che prevede lo smobilizzo di un pesante carico di crediti deteriorati per 10 miliardi di euro: una condizione sine qua non per permettere l’uscita di scena del Mef, azionista di maggioranza di Mps dall’anno della ricapitalizzazione precauzionale dell’istituto avvenuta nel 2017, e dunque per consentire la riprivatizzazione di Monte Paschi.

“Ma chi la comprerebbe”?, è la domanda che circola da mesi a Piazza Affari.
Con Ubi nel mirino di Intesa SanPaolo, il mercato sembra scommettere, per l’appunto, su una soluzione Bper-BPM-Mps. Una nota di Mediobanca Securities riporta alcune indiscrezioni stampa secondo cui la risposta della Commissione europea potrebbe arrivare entro la fine di febbraio. Insomma, ci siamo.
Sulla riprivatizzazione di Mps e comunque sull’esito positivo dei negoziati con l’Ue, si è espresso con fiducia ieri lo stesso ministro dell’economia Roberto Gualtieri, con le seguenti dichiarazioni:
“Il Tesoro sta lavorando alla gestione molto bene e voglio fare i complimenti all’amministratore delegato e a tutto il management, i dati sono molto positivi, discutiamo con l’Europa positivamente per una pulizia ulteriore e nei tempi previsti arriverà la soluzione“. “Il Tesoro – ha aggiunto Gualtieri – è previsto che uscirà”.
Sempre ieri, inoltre, a margine dell’esecutivo Abi, che si è svolto a Milano, la presidente di Mps, Stefania Bariatti, ha liquidato con un ‘no comment’ chi le chiedeva se, per caso, l’asse eventuale tra Ubi Banca e Intesa SanPaolo potesse ridurre la probabilità per Monte dei Paschi di trovare un partner con cui fondersi.
Parla dell’ipotesi Bper-BPM-Mps anche il quotidiano La Repubblica che, nell’articolo “Il mercato torna a puntare su Mps. Sogna il terzo polo con Bpm e Bper“, firmato da Andrea Greco, fa notare che “se Mps resta in vetrina, e il cerchio dei potenziali “mariti” si stringe, il triangolo con Banco Bpm e Bper dal 2021 potrebbe essere una soluzione”.
Per ora nessuno si sbottona più di tanto.
Giuseppe Castagna, numero uno di Banco BPM, ha smentito le ipotesi che danno la banca a caccia di una preda:
“Sapete che di solito parlo ma mi sembrano cose che riguardano altri. Noi andiamo avanti con piano stand alone, reduci da una fusione importante e andremo avanti per la nostra strada”, ha risposto così, il ceo di Banco BPM, a chi gli ha chiesto ieri se fosse interessato a entrare nel dossier Intesa Sanpaolo-Ubi Banca. Un dossier che è tutto ancora da vedere, visti i commenti che sono arrivati nelle ultime ore da Victor Massiah, numero uno di Ubi Banca.