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Mps: parole Commissaria Ue Vestager su bad bank + rumor fanno volare il titolo (+17%)

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Acquisti scatenati sul titolo Mps, grazie alla combinazione di due fattori: da un lato, la commissaria alla Concorrenza Ue Margrethe Vestager ha affermato che l’eventuale creazione di una bad bank in cui far confluire i crediti deteriorati della banca senese non corrisponderebbe a un aiuto di stato. Così la commissaria, stando a quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters:

Mps: titolo in rally di oltre +17% su rumor e dichiarazioni commissaria Ue Vestager
The shop of the oldest bank in the world Monte dei Paschi di Siena is seen in Via Roma in Turin, Italy, on 21 April 2019. (Photo by Alexander Pohl/NurPhoto via Getty Images)

“Siamo stati in contatto con le autorità italiane su questa questione… per quello che possiamo vedere non si tratta di una operazione di aiuti. E’ stata decisa prima della crisi Covid… fino a oggi gli italiani non l’hanno notificata e non abbiamo commenti”.
Vestager ha aggiunto che “abbiamo dato conforto agli italiani su questa questione”.
Dall’altro lato, circolano indiscrezioni secondo cui la Commissione europea sarebbe pronta finalmente a dare l’ok allo smobilizzo di 10 miliardi di euro di crediti deteriorati da parte dell’istituto. In particolare Reuters scrive:
“Oggi una fonte ha confermato che Mps, dopo mesi di negoziati, ha ricevuto dall’antitrust Ue il via libera preliminare informale al piano di riduzione delle sofferenze della banca senese. Il piano passa ora al vaglio della Bce”.
Così la banca, che nel pomeriggio ha diramato una nota, parlando di fatto di via libera informale da parte della Commissione:

“Banca Monte dei Paschi di Siena precisa che, in merito alle notizie diffuse da alcuni organi di informazione in data odierna, riguardo una eventuale operazione di scissione parziale di un compendio formato, tra l’altro, da una consistente porzione di crediti deteriorati del Gruppo, l’operazione è allo studio e sono in corso le interlocuzioni con le autorità di vigilanza. A seguito del via libera informale da parte della Commissione Europea, sono state avviate pertanto le interlocuzioni con la Banca Centrale Europea e la CONSOB in merito alla definizione dei profili autorizzativi per l’avvio dell’operazione. Si precisa infine che sono in corso approfondimenti in merito alla composizione del Compendio che, alla data del presente comunicato, non sono state completati”.
Occhio alla nota di Equita SIM:
“Secondo quanto riportato da Milano Finanza, Monte dei Paschi avrebbe ricevuto l’ok da parte della DG COMP per lo spinoff di 9,7 miliardi di NPE (non-performing exposure) ad Amco. Il deal permetterebbe in base ai nostri calcoli di ridurre l’NPE ratio di Monte dei Paschi dal 13,2% al primo trimestre del 2020 al 2,1%. Pur non essendo noti i dettagli dell’operazione, è possibile ipotizzare che il transfer price dell’operazione possa essere vicino a valori di mercato, sbloccando le trattative con DG Comp (la Direzione generale Concorrenza della Commissione Europea)”,
“Ipotizzando un transfer price medio degli NPE di 33 cent (23 per gli NPL e 46 per gli UTP) attraverso la capitalizzazione di un veicolo da parte di Mps con 1,4 miliardi (come da indiscrezioni di stampa di alcuni mesi fa) – continua Equita –  il CET1 scenderebbe a 10,3%, un livello appena superiore ai requisiti SREP. Ricordiamo tuttavia che, in seguito all’approvazione da parte della UE del “quadro temporaneo per le misure di aiuti di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19”, il governo potrebbe entro il 31 Dicembre 2020 ricapitalizzare la banca senza ricorrere al burden sharing degli azionisti o dei creditori subordinati riportando il CET1 ad un livello ampiamente sopra i buffer (stimiamo circa 2 miliardi per un CET1 al 13%). L’operazione renderebbe MPS più appetibile in ottica M&A, favorendo una exit strategy del MEF, anche se non è da escludere la possibilità che il governo possa puntare al pieno controllo per completare l’uscita in tempi più lunghi”.
Occhio a quanto aveva detto lo scorso 7 maggio l’ex amministratore delegato Marco Morelli, prima dell’addio alla banca: per banche come Mps le fusioni non sono più rinviabili, in quanto da sole sono in difficoltà”.