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Mercati, parla braccio destro di Warren Buffett: ‘follia peggio che nel boom dot-com’. Su Bitcoin & Co: ‘Vorrei che le criptovalute non fossero mai state inventate’

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Azionario in preda alla follia più che nel periodo precedente l’esplosione della bolla dot-com? Si, secondo il braccio destro di Warren Buffett, Charlie Munger, 97 anni, vicepresidente della holding Berkshire Hathaway.

Warren Buffett, fondatore e ceo di Berkshire Hathaway, con il suo braccio destro di una vita, il vicepresidente Charlie Munger, 97 anni“Considero quest’era ancora più folle dell’era dot-com”, ha detto Munger, parlando nel corso della conferenza Sohn, che si è svolta a Sidney, Australia, stando a quanto riportato dall’Australian Financial Review (AFR).

Munger ha anche detto che vorrebbe che le criptovalute neanche esistessero, lodando la Cina per aver preso provvedimenti per vietarne l’utilizzo.

Sull’azionario, le testuali parole di Charlie Munger sono state le seguenti:

“Credo che il boom dot-com sia stato più folle in termini di valutazione anche rispetto a quanto sta avvenendo ora. Ma, nel complesso, considero quest’era ancora più folle dell’era dot-com”.

Criptovalute, Munger: ‘Vorrei che non fossero mai state inventate, bene Cina’

Sul mondo cripto, sempre senza peli sulla lingua, il dirigente di Berkshire ha sentenziato:

“Vorrei che non fossero mai state inventate. E ancora, ammiro la Cina, perchè credo che abbiamo fatto la scelta giusta, che è stata quella, semplicemente, di metterle al bando”.

Dito puntato invece contro gli Stati Uniti, (parole testuali “In my country, English-speaking civilization”), che invece hanno “fatto la scelta sbagliata. Non sopporto proprio il fatto di essere partecipe di questi boom folli, che siano in una direzione o nell’altra”.

Inoltre, ha aggiunto:

“Credetemi. Chi sta inventando le criptovalute non lo sta facendo per i clienti, lo sta facendo per se stesso“.

La Cina è stata lodata anche per aver agito al fine di smorzare “alcune esuberanze” del capitalismo.

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A tal proposito, nel riassumere la follia di cui ha parlato Munger, Bloomberg ha ricordato qualche dato:

come quello del boom dell’indice S&P 500, che ha portato l’indice benchmark di Wall Street a più che raddoppiare il suo valore dai minimi pandemici testati nel marzo del 2020, quando in tutto il mondo è stato lanciato l’allarme Covid-19; e come quello del rally del Bitcoin, schizzato di oltre +1000% nello stesso arco temporale.

Bloomberg ha ricordato anche i dati raccolti da Bank of America e EPFR Global, da cui è emerso che, soltanto nel 2021, gli investitori hanno versato quasi $900 miliardi nei fondi azionari, un livello superiore al valore totale degli ultimi 19 anni. Tutto questo, ricorda ancora l’articolo, sta avvenendo tra l’altro in un momento in cui il balzo dell’inflazione, e soprattutto la natura dell’inflazione, sta creando non pochi problemi di valutazione alle banche centrali di tutto il mondo (la Fed di Powell è pronta a una accelerazione del tapering e il banchiere centrale è stato anche costretto a sconfessare in qualche modo se stesso, mentre per ora Christine Lagarde, numero uno della Bce, tiene il punto, definendo l’inflazione alla stregua di un dosso, di una gobba).

Munger e la frase ‘come scegliere tra pulce e pidocchio’ su Tesla e Bitcoin

Insieme al suo boss Warren Buffett, Charlie Munger non ha fatto mai mistero dell’avversione nei confronti di quei fenomeni finanziari, come Bitcoin & Co, che sarebbero a suo avviso solo mode passeggere. Quest’anno la coppia si è accanita in modo particolare anche contro l’APP di trading amatoriale Robinhood, a loro avviso responsabile di fomentare la speculazione sui mercati.

Tornando al mondo delle criptovalute, alla domanda se fosse più folle un valore del Bitcoin a $50.000 o il raggiungimento di $1 trilione da parte di Tesla – target che sono stati rispettivamente testati dalla criptovaluta numero uno al mondo e dal produttore di auto elettriche fondato da Elon Musk – il dirigente della conglomerata fondata da Buffett, aveva così risposto all’inizio dell’anno:

“Beh, ho la stessa difficoltà che ebbe Samuel Johnson una volta, quando gli venne fatta una domanda simile, nel rispondere ‘Non posso decidere l’ordine di precedenza tra una pulce e un pidocchio. Mi sento allo stesso modo riguardo a queste scelte e non so quale sia la peggiore (tra Tesla e il Bitcoin)”.