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Non solo caro-bolletta, c’è anche il caro-caffè: prezzi boom al record in dieci anni. Il piacere di una tazzina al bar diventa un lusso?

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Inflazione chiodo fisso dei mercati: oltre al caro-bolletta c’è anche il problema del caro-caffè. Questione cruciale soprattutto per gli italiani che, nella maggior parte dei casi, considerano una tazzina di caffè l’asset giusto con cui iniziare la giornata.

Non solo caro-bolletta. In Italia e nel mondo i prezzi del caffè schizzano alle stelleE che ora, così come molti altri consumatori nel mondo, stanno facendo fronte al problema del boom dei prezzi del gas e della benzina. Tanto che è dovuto intervenire il governo Draghi.

Ebbene, le notizie non sono delle migliori. Nel principale mercato di riferimento, l’Intercontinental Exchange di New York, i prezzi del caffè viaggiano al record degli ultimi 10 anni, e le previsioni degli analisti sono particolarmente bullish.

Per la precisione, nella sessione di oggi i futures sul caffè sono balzati fino a $2,46 la libbra, al valore più alto dal 2011, anno in cui i contratti volarono al di sopra dei 3 dollari alla libbra.

Allo stesso tempo, riporta il sito della Cnbc, il prezzo benchmark dell’ International Coffee Association si è attestato lo scorso venerdì a $2,07 la libbra, in rialzo dell’85% su base annua.

Caro-caffè, Saxo Bank: boom prezzi causato da tempesta perfetta di eventi

Intervistato dalla Cnbc Ole Hansen, responsabile della divisione di strategia sulle commodities presso Saxo Bank, ha commentato che, nell’arco degli ultimi 12 mesi, “una tempesta perfetta di eventi ha continuato a cospirare per far salire i prezzi del nostro amato chicco”.

Ma il rally continuerà?

“L’interrogativo sulla futura direzione dei prezzi riguarda quanto questi sviluppi si riveleranno duraturi nel tempo. Credo che dovremmo focalizzarci su quello che sta accadendo, quest’anno, in Brasile, dove abbiamo assistito alle temperature più basse in una generazione, a un periodo di gelo molto veloce che ha colpito alcune piantagioni, dopo un periodo, anche, di siccità. Tutto ciò ha lasciato i raccolti, per il 2022, in uno stato piuttosto precario”.

Hansen ha ricordato quanto accaduto nel 2011, anno in cui i prezzi del caffè furono condizionati, anche in quel caso, dal fattore Brasile, arrivando a volare fino a 3 dollari la libbra.

“Tenendo in considerazione il fattore Brasile, se le proiezioni dei prossimi mesi dovessero continuare a confermare un rallentamento o una riduzione della produzione, allora il rischio che (il caffè) costi ancora di più sarebbe molto reale”.

A dare una spiegazione del boom dei prezzi del caffè è anche Maximillian Copestake, direttore esecutivo della divisione di vendite caffè in Europa di Marex:

“Nell’arco degli ultimi 5-8 anni, l’offerta è stata concentrata in uno o due paesi grandi paesi in cui il caffè viene prodotto, ovvero in Brasile e in Vietnam”. Ora, “se si verifica un danno in uno di questi paesi, o in entrambi, cosa che è avvenuta, di colpo il mercato impazzisce, tentando di incoraggiare altri paesi a produrre caffè. Questo è il principio di fondo, mentre la ciliegina sulla torta è rappresentata dai problemi che hanno colpito (con il reopening dell’economia post lockdown da Covid), il trasporto delle merci”.

Non solo caffè, Assoutenti: colazione al bar rischia di diventare lusso da ricchi

In Italia l’allarme caro-caffè è già stato suonato da diverse associazioni, tra cui  Assoutenti, che ha sottolineato come “la colazione al bar potrebbe presto diventare un lusso da ricchi”. In particolare, giorni fa il presidente Furio Truzzi si è così espresso:

“Ogni giorno 5,5 milioni di italiani fanno colazione nei bar dislocati sul territorio, un appuntamento irrinunciabile, che sia un caffè veloce al banco o una brioche consumata seduti al tavolo. Un’abitudine che, tuttavia, potrebbe subire a breve pesanti modifiche a causa dei rincari dei listini all’orizzonte. Il costo delle materie prime degli alimentari che compongono i prodotti consumati durante la colazione ha infatti raggiunto i livelli più alti degli ultimi 10 anni: da inizio anno le quotazioni del caffè sono aumentate dell’80%, quelle del latte del 60%, lo zucchero segna un +30%, le uova +26% e il cacao +20%”.

La classica colazione con cappuccino e cornetto consumata al bar potrebbe passare da una media di 2,40 euro attuali al record di 3,4 euro come conseguenza dei rincari di latte, caffè, zucchero, farine, burro, ecc., con un aumento del +41,6%. Per la classica tazzina di caffè espresso, invece, i listini potrebbero passare dagli attuali 1,09 euro a 1,50 euro, con un aumento del +37,6%. Un ‘caro-colazione’ che modificherebbe fortemente le abitudini dei consumatori, portando un numero crescente di cittadini a rinunciare all’appuntamento quotidiano col bar”.