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Intesa Sanpaolo calamita i buy prima dei conti del 3° trimestre, tesoretto dividendi per 2021. Focus su update sinergie con UBI

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Come di consueto tocca a Intesa Sanpaolo aprire le danze dei conti trimestrali delle banche italiane. Il titolo della maggiore banca italiana ha messo il turbo nelle ultime sedute e con il +3,93% di oggi ha portato a oltre +10% il bilancio delle ultime tre sedute. Rally in attesa dei conti favorito dai numeri oltre le attese snocciolati dalla big francese BNP Paribas, ma anche da ricoperture sul titolo che nel corso di ottobre era stato pesantemente venduto andando ad avvicinare pericolosamente i minimi di marzo.
I numeri del terzo trimestre 2020 dell’istituto bancario arriveranno domani a metà seduta e subito dopo il ceo Carlo Messina si confronterà con gli analisti nella conference call in programma alle ore 15.00. Focus su utili ed eventuali aggiornamenti sul processo di integrazione con UBI Banca. Ma gli investitori guarderanno soprattutto le indicazioni prospettiche per trimestre in corso e 2021, con occhio di riguardo al capitolo dividendi.

L’istituto a luglio ha sottolineato l’intenzione di far recuperare ai propri azionisti quanto non distribuito nel 2020. In aggiunta alla prevista distribuzione di dividendi cash da utile netto del 2020, Intesa ha espresso l’intenzione di chiedere alla Bce l’approvazione per una distribuzione cash da riserve nel 2021 alla luce dell’utile netto 2019 allocato a riserve nel 2020. Intesa ha confermato un pay-out ratio del 75% dell’utile per il 2020 e del 70% per quello 2021.
Equita aveva calcolato che, considerato che il gruppo ha come obiettivo di solidità un Cet 1 superiore al 12% (a metà anno era del 13,8%), potenzialmente potrebbe staccare il prossimo anno –Covid e Bce permettendo – fino a 0,30 euro per azione, pari ad un rendimento nell’ordine del 19%. 

Primi conti con dentro anche UBI

I risultati del terzo trimestre di Intesa Sanpaolo saranno i primi a inglobare anche UBI Banca dopo l’Opas conclusa con successo in estate. I numeri di Intesa risulteranno quindi abbastanza ‘disordinati’ e difficilmente comparabili. Il consensus degli analisti raccolto da Bloomberg vedono ricavi per 4,43 mld su base standalone (senza considerare UBI) con accantonamenti per perdite su prestiti per 1,03 mld.
Banca Akros indica un utile netto trimestrale di Intesa Sanpaolo a 450 milioni di euro sempre su base standalone. Gli analisti vedono confermarsi la tendenza di calo dei costi; a livello operativo i ricavi totali sono attesi in calo di quasi il 10% a/a a causa dei minori proventi da negoziazione e delle commissioni nette in diminuzione.
Da monitorare poi il possibile aggiornamento delle sinergie con UBI Banca. Va ricordato poi che parte delle attività di UBI (532 sportelli) sarà venduta a BPER Banca nel 1° trimestre 2021.

Analisti sempre più ottimisti, il 71,4% dice Buy

Tra gli analisti che coprono il titolo Intesa Sanpaolo risulta pari 71,4% la percentuale degli esperti che punta sul titolo (giudizio Buy), il 25% ne raccomanda il mantenimento in portafoglio (Hold) e solo il 3,6% dice Sell. Rispetto a sei mesi fa (4 maggio 2020) i Buy sono saliti molto (erano pari al 47,8%) e addirittura 12 mesi fa erano solo il 25,8%. Il prezzo obiettivo medio indicato dagli analisti è di 2,09 euro, ossia il 35% sopra i valori attuali.
Il saldo da inizio anno del titolo Intesa è di -34%. A metà marzo Intesa aveva toccato minimi pluriennali a 1,3062 euro e la scorsa settimana era sceso nuovamente sotto 1,4 prima del rush delle ultime sedute.