Notizie Notizie Mondo Big Tech USA Il produttore di chip Cerebras Systems fa da apripista alle grandi IPO del 2026

Il produttore di chip Cerebras Systems fa da apripista alle grandi IPO del 2026

14 Maggio 2026 14:13

Cerebras System, società specializzata nella produzione di microchip per l’intelligenza artificiale, ha tastato il polso del mercato in quella che si preannuncia un’estate di IPO memorabili nel settore tecnologico. Gli investitori hanno gradito e il prezzo delle azioni si è attestato a 185 dollari, con ben 5,5 miliardi di dollari raccolti sul mercato in poche ore.

Si tratta della più grande offerta pubblica iniziale di quest’anno, preludio agli attesi blockbuster di SpaceX, Anthropic e OpenAI. Cerebras è da oggi quotata al Nasdaq con il simbolo CBRS.

La grande domanda di semiconduttori stimolata dall’AI ha fatto salire il prezzo

L’intelligenza artificiale ha un fabbisogno apparentemente illimitato di semiconduttori e questo fa il gioco di aziende come Cerberas. Come riportato da Bloomberg l’azienda americana aveva previsto di offrire sul mercato 30 milioni di azioni ad un prezzo nel range tra 150 e 160 dollari ma lunedì ha rivisto i valori verso l’alto.

A 180 dollari per azione, il valore di mercato di Cerebras è pari a circa 40 miliardi di dollari. Tenendo conto delle unità azionarie vincolate, delle stock option per i dipendenti e dei warrant, la società raggiunge una valutazione “fully diluted” di circa 49 miliardi di dollari, secondo i calcoli di Bloomberg.

La competizione per togliere lo scettro a Nvidia

Con questa mossa Cerebras entra nel novero delle società quotate in borsa che proveranno ad insidiare il primato di Nvidia, emersa come chiara leader di tutto il settore dopo l’esplosione del mercato AI.

Cerebras, che ha sede a Sunnyvale, California, ha già stretto partnership con grossi nomi del tech come Amazon e OpenAI, che hanno già cominciato ad utilizzare i suoi chip o pianificano di farlo.

OpenAI, sviluppatrice di ChatGPT, detiene 33,4 milioni di warrant su azioni Cerebras. Di questi, una parte è soggetta a condizioni di maturazione che includono il raggiungimento di soglie di potenza computazionale e il superamento di un valore di mercato di 40 miliardi di dollari da parte del produttore di chip, secondo quanto emerge dai documenti depositati presso la Sec.

Ordini di azioni pari a 20 volte l’offerta. Blitz fallito di SoftBank nelle ultime settimane

La società nel 2025 ha dichiarato un utile netto di 87,9 milioni di dollari su un fatturato di 510 milioni, contro una perdita netta di 484,8 milioni e ricavi per 290,3 milioni nel 2024. In previsione dell’IPO Cerebras e i suoi consulenti hanno gestito strategicamente il grande interesse generato dal suo sbarco a Wall Street.

Secondo le fonti di Bloomberg, la società ha chiesto agli investitori istituzionali intenzionati a sottoscrivere l’IPO di specificare il numero di azioni e il prezzo massimo che sarebbero disposti a pagare, al fine di testare il reale livello della domanda.

L’IPO ha registrato ordini superiori di oltre 20 volte rispetto al quantitativo di azioni disponibili. Inoltre, stando a indiscrezioni, Arm Holdings e il suo azionista di maggioranza, la giapponese SoftBank Group, avrebbero tentato un approccio sul filo di lana per acquisire Cerebras alcune settimane prima della prevista offerta pubblica iniziale.

L’analisi di BG Saxo: non si cerchi “la prossima Nvidia”, i vincitori in diverse parti dell’infrastruttura

Secondo Ruben Dalfovo, investment strategist di BG Saxo, quello di Cerebras “non è un debutto silenzioso: è come entrare in biblioteca con una banda musicale.” Per gli investitori infatti questa IPO va ben oltre la singola azienda, ma “è un test di quanto il mercato sia disposto a pagare per il prossimo livello dell’infrastruttura IA”. Inoltre, tutto questo “mostra anche che la corsa all’IA si sta ampliando da un unico fornitore dominante a un ecosistema più complesso, fatto di chip, piattaforme cloud, energia, raffreddamento e hardware specializzato.”

Il mercato dell’AI, prosegue Dalfovo, sta ora concentrandosi più sull’inferenza che sull’apprendimento, ossia sui modelli progettati per dare risposte agli utenti rapidamente più che su quelli di apprendimento da grandi data set. Ed è in ragione di questo che Cerberars ritiene di avere un vantaggio competitivo su produttori come Nvidia, grazie ai suoi chip su scala wafer, molto più grandi dei tradizionali, e progettati per garantire una trasmissione di dati più veloce. In particolare il suo Wafer-Scale Engine 3 offrirebbe un’inferenza fino a 15 volte più veloce rispetto ai migliori sistemi basati su GPU per alcuni modelli di riferimento.

“I benchmark aziendali vanno letti con cautela”, spiega Dalfovo,”ma la direzione è chiara: la velocità sta diventando un fattore commerciale, soprattutto mentre le aziende puntano a prodotti IA percepiti come istantanei, e non come ‘attendere prego, il futuro si sta caricando’.”

In ultima analisi, nell’AI “i vincitori potrebbero non trovarsi in un unico paniere”, dato che la tecnologia “richiede chip, memoria, rete, piattaforme cloud, data centre, elettricità e raffreddamento. E richiede software che i clienti utilizzino realmente. Questo crea opportunità lungo tutta la catena del valore, ma anche più margine perché le aspettative superino la realtà.”

Il punto per gli investitori, dice Dalfovo, non è tanto trovare “la prossima Nvidia” quanto  “capire quale parte della build‑out dell’IA presidia un’azienda.”  Nel caso di Cerebras si può dire che, se “Nvidia resta centrale nell’addestramento e in molte applicazioni di inferenza”, essa “punta a una nicchia specializzata dove contano velocità e bassa latenza” e il segnale per il mercato è il seguente: “la domanda di infrastruttura IA resta forte, ma il mercato inizia a distinguere tra carichi di lavoro, architetture di chip e modelli di business differenti.”