Nasdaq da urlo con record Nvidia, vertice Trump-Xi alimenta la sbornia AI. A Milano show di Stm (+133% Ytd)
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Nuovi picchi per Wall Street con il settore tech ancora una volta grande protagonista. Ieri l’indice tecnologico ha toccato nuovi massimi storici sotto la spinta di Nvidia e anche oggi le attese sono positive sulla scia dei risultati oltre le attese di Cisco.
Nasdaq inarrestabile
Il Nasdaq non si ferma e ieri ha archiviato l’ennesimo record chiudendo a 26.402 punti, con un guadagno giornaliero dell’1,2%. Da inizio anno l’indice tech segna un corposo +13,6%. A dare fiato al rally è stato in primo luogo il colosso Nvidia (+2,3%), leader per capitalizzazione con ormai quasi 5,5 trilioni di valore di mercato. A dare slancio al gigante dei chip AI è stata la notizia che anche il suo ceo, Jensen Huang, si aggregherà al viaggio del presidente Donald Trump in Cina; tra gli argomenti caldi sul tavolo del bilaterale Trump-Xi di oggi e domani c’è sicuramente l’autorizzazione all’esportazione dei suoi chip per l’intelligenza artificiale.
Tra le big tech di Wall Street in evidenza anche Alphabet e Asml con rialzi di quasi il 4%. In rally anche Micron (+4,8%) e Marvell (+7%).

Trump-Xi e settore tech
Trump è atterrato a Pechino ieri insieme a un gruppo di importanti leader aziendali – oltre a Jensen ci saranno Elon Musk (Tesla) e Tim Cook (Apple) – alimentando speranze per migliorare i legami tra le più grandi economie mondiali.
L’incontro di Pechino coincide con “un momento cruciale per il ciclo tecnologico, in cui geopolitica, politiche di esportazione di chip e la crescente domanda di potenza di calcolo si intrecciano, rendendo l’esito fondamentale per Nvidia, i fornitori di servizi cloud e l’intero ecosistema tecnologico”, sottolinea Dan Ives, esperto tech di Wedbush. “Riteniamo che questo vertice si rivelerà “costruttivo” – aggiunge Ives – in quanto manterrà il dialogo focalizzato sulla riapertura dei canali di comunicazione laddove possibile, evitando che la relazione scivoli in una dinamica da Guerra Fredda permanente che finirebbe per rallentare la diffusione dell’intelligenza artificiale e la monetizzazione del cloud da entrambe le parti”. “I due capi di Stato e i principali dirigenti del settore tech cercheranno una soluzione che favorisca l’ulteriore sviluppo dell’AI, in un momento in cui l’adozione sta accelerando, i casi d’uso si stanno espandendo e i vincitori nei settori dei chip, delle infrastrutture e del software continueranno a trarne vantaggio”.
Oggi sarà effetto Cisco
I futures preannunciano un avvio a spron battuto anche oggi con quello sul Nasdaq in rialzo dello 0,5 per cento. A dare fiato al rally tech è la trimestrale di Cisco Systems il cui titolo ha segnato un balzo del 19% nell’after-hour in scia ai conti altre le attese. Il gigante del software ha pubblicato risultati e previsioni per il terzo trimestre che hanno superato le aspettative di Wall Street e ha annunciato che taglierà quasi 4.000 posti di lavoro.
In aggiunta Cerebras, produttore di chip per l’intelligenza artificiale, avrebbe fissato il prezzo della sua Ipo al di sopra delle aspettative. Stando a quanto riferito da Cnbc, Cerebras Systems ha fissato il prezzo della sua offerta pubblica iniziale a 185 dollari per azione, ben sopra la fascia prevista di 150-160 dollari.
A Piazza Affari continua la festa per Stm
L’euforia del settore chip contagia anche l’italo-francese Stm, protagonista ieri di un balzo di quasi il 10%. Il titolo dei semiconduttori ha più che raddoppiato il proprio valore in questo primo scorcio di 2026 (+133%) con capitalizzazione schizzata a 46,5 miliardi. Il rally trova fiato nel boom mondiale degli investimenti in AI, automotive avanzato e infrastrutture digitali.
Lo scorso mese il gruppo italo-francese ha riportato i dati del primo trimestre con una crescita del 23% dei ricavi netti a 3,1 miliardi, con margine lordo al 33,8% (34,1% non GAAP). Il ceo Jean-Marc Chery ha sottolineato che Stm è posizionata strategicamente per cogliere i vantaggi derivanti da nuovi programmi trainati dall’AI: