Notizie Notizie Mondo Google e Baidu sfidano ChatGPT. E’ febbre AI

Google e Baidu sfidano ChatGPT. E’ febbre AI

7 Febbraio 2023 08:20

Google e Baidu lanciano la sfida a ChatGPT di OpenAI, la popolare chat basata sull’intelligenza artificiale su cui sta puntando sempre di più Microsoft, annunciando rispettivamente le tecnologie chatbot Bard e ‘Ernie bot’ (in inglese) o “Wenxin Yiyan” (in cinese).

La prossima battaglia tra i giganti hi-tech si combatterà nell’arena dell’AI (Artificial Intelligence)?

Nella giornata di ieri, lunedì 6 febbraio, Google (il colosso americano che fa capo alla holding Alphabet) ha fatto il suo grande annuncio sul lancio di Bard. Si tratta per l’appunto di una tecnologia chatbot che si basa sull’intelligenza artificiale.

Per chi non fosse esperto del settore, vale la pena leggere la definizione di chatbot data dalla stessa Microsoft:

“I chatbot usano l’intelligenza artificiale (AI) e l’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) per aiutare gli utenti a interagire con i servizi Web o le app tramite testo, grafica o parlato. I chatbot possono comprendere il linguaggio umano naturale, simulare conversazioni umane ed eseguire attività semplici e automatizzate. I chatbot vengono usati in una varietà di canali, come app di messaggistica, app per dispositivi mobili, siti Web, linee telefoniche e app abilitate alla voce”.

Praticamente, sottolinea Microsoft, “un chatbot è un’applicazione software usata per interagire con le conversazioni umane in modo naturale”.

E certo se ChatGPT ha avuto la funzione di apripista ufficiale, in questi ultimi mesi e anche anni titani del calibro di Google e Baidu non stavano certo a guardare.

Google: il maxi annuncio sul progetto Bard

Riguardo a Google, indiscrezioni sul progetto Bard si erano susseguite già nei giorni scorsi.

Cos’è Bard, per la precisione?

Si tratta di una chatbot basata sulla tecnologia LaMda di Google (Language Model for Dialogue Applications, ovvero modello di linguaggio per le applicazioni di dialoghi), che a sua volta attinge ai modelli di linguaggio Gpt: gli stessi su cui è nata l’ormai famosissima ChatGPT di OpenAI su cui non per niente punta il colosso Microsoft.

La tecnologia è un modello di elaborazione del linguaggio umano, il che significa che l’utente che la utilizza ha l’impressione di parlare, praticamente, con un suo simile.

La febbre ChatGPT è tutta incisa nei numeri: da quando è stata lanciata alla fine di novembre, la chatbot ha raccolto un milione di utenti in meno di una settimana.

Come non voler replicare un simile successo? Di qui, il piano di Google, che ha deciso di testare la tecnologia prima con esperti di fiducia, per renderla poi disponibile al pubblico.

“Presto, vedrete nella funzione Search (di Google) funzioni potenziate con l’intelligenza artificiale che sintetizzeranno informazioni complesse e prospettive multiple traducendole in formati facili da digerire, permettendo così di comprendere velocemente il concetto e imparare di più dal Web: che si tratti di mettersi alla ricerca di prospettive aggiuntive, come quelle presenti nei blog di persone che suonano sia pianoforti che chitarre, o approfondire un determinato concetto”, ha spiegato il ceo di Google Sundar Pichai, stando a quanto emerge dal comunicato del colosso.

D’altronde, ha tenuto a dire Pichai nell’illustrare la pietra miliare raggiunta da Google:L’AI (Intelligenza artificiale, IA in italiano) è la tecnologia più approfondita a cui stiamo lavorando oggi. Che si tratti di aiutare i medici a diagnosticare malattie in anticipo o di permettere alle persone di accedere a informazioni nella propria lingua, l’AI aiuta le persone, le aziende e le comunità a liberare il loro potenziale. E apre nuove opportunità che potrebbero migliorare in modo significativo miliardi di vite. E’ per questo motivo che abbiamo reindirizzato la nostra società verso l’AI sei anni fa. Ed è il motivo per cui la vediamo (l’AI) come lo strumento più importante che ci permetterà di realizzare la nostra missione: organizzare l’informazione del mondo e renderla universalmente accessibile e utile”.

Google ha fatto un esempio concreto di come Bard potrebbe essere utilizzata per semplificare argomenti complessi, mostrando come la AI chatbot potrebbe spiegare le scoperte del telescopio spaziale della NASA James Webb Space Telescope JWST a un bambino di 9 anni.

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L’AI chatbot di Baidu

A darsi da fare anche il colosso cinese Baidu, tanto che oggi il titolo è schizzato di oltre il 13% alla borsa di Hong Kong dopo che la Big Tech made in China ha annunciato il lancio di una sua propria chatbot di intelligenza artificiale.

Le azioni sono balzate fino a $159,80 dollari di Hong Kong, al record dalla metà di febbraio del 2022, brindando alla grande notizia: i test interni che Baidu ha lanciatosul proprio progetto di chatbot AI saranno completati probabilmente a marzo.

Questo significa che la chatbot potrà essere lanciata al pubblico subito dopo, con il nome di “Ernie bot” per l’appunto in inglese, e “Wenxin Yiyan” in cinese.

Ernie è l’acronimo di “Enhanced Representation through Knowledge Integration”, stando a quanto ha annunciato la stessa Baidu, che ha precisato che “ciò che distingue ERNIE da altri modelli di linguaggio è l’integrazione della sua ampia conoscenza con una quantità enorme di dati, fattore che si traduce in eccezionali capacità di comprensione e di generazione”.

Il 2023 sarà l’anno del boom dell’AI? Una cosa è certa: chatbot o meno, l’AI sta prendendo sempre più piede nello stesso mondo del trading e finanziario in generale. Tanto che più della metà di coloro che hanno risposto a un sondaggio di JPMorgan Chase & Co., ben 835 tra trader istituzionali e professionisti, ha dichiarato che queste tecnologie avranno la massima influenza sul trading nei prossimi tre anni, una quota in aumento rispetto a un quarto del 2022.

Questa tendenza all’automazione è qualcosa che stiamo vedendo in tutto il mercato e che si sta espandendo nel settore del credito e dei tassi, oltre che delle materie prime”, ha dichiarato Scott Wacker, responsabile delle vendite di e-commerce FICC di JPMorgan, facendo riferimento a quanto stanno facendo gli stessi hedge fund quantitativi”.

E così ha commentato la notizia dell’investimento di Microsoft in OpenAI Tejas Dessai, Technology Analyst di Global X:

“Il successo di ChatGPT è un cambio di paradigma nel percorso dell’Intelligenza Artificiale, che la avvicina ai casi d’uso concreti attraverso cui può aggiungere valore reale per aziende e consumatori, diventando più accessibile ed economica. L’accordo (tra Microsoft e OpenAI) riporta definitivamente sulla cresta dell’onda il tema dell’intelligenza artificiale”.

Non per niente l’analista si aspetta “che i grandi colossi tech, che hanno tutti investito molto in IA e hanno grandi capitali e facile accesso ai migliori talenti sul mercato, accelerino i loro progetti IA per recuperare il ritardo e passare velocemente dalla ricerca e sviluppo ad applicazioni concrete. Parallelamente, ci aspettiamo che il tema dell’IA diventerà estremamente popolare anche tra gli investitori in venture capital”.

Insomma, l’intelligenza artificiale farà gola a tutti.

E gli annunci di Google e Baidu potrebbero essere solo l’alba di una nuova era.