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Global Finance presenta le 50 banche più sicure in Europa. Neanche una è italiana: quanto pesa esposizione ai BTP?

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Aiuti Bce con il Pepp, stimoli fiscali lanciati dai vari governi per arginare la pandemia COVID-19, Recovery Fund, decisione dell’Eba di rinviare gli stress test almeno fino al gennaio 2021: non si può dire che, in Europa e dunque anche in Italia, le banche non siano state messe in sicurezza.

Global Finance presenta le 50 banche più sicure in Europa. Neanche una è italiana
LONDON, ENGLAND – FEBRUARY 20: This photo illustration shows a detail of a Two Euro coin, on February 20, 2014 in London, United Kingdom. The euro is the currency of the Eurozone, which consists of member states Austria, Belgium, Cyprus, Estonia, Finland, France, Germany, Greece, Ireland, Italy, Latvia, Lithuania, Luxembourg, Malta, the Netherlands, Portugal, Slovakia, Slovenia, and Spain. (Photo by Jim Dyson/Getty Images)

Certo, c’è la questione del congelamento dei dividendi che, di certo, ha alimentato le tensioni tra le autorità di regolamentazione e diversi istituti di credito.
Ma – pensiamo anche al TLTRO – le banche italiane, dell’area euro, dell’Europa in toto anche ex euro ed ex Ue, di aiuti ne hanno ricevuti.
Eppure, ennesima sorpresa negativa per il sistema bancario del Made in Italy, nella classifica delle 50 banche più sicure dell’Europa non ce n’è neanche una italiana.
La classifica è stata stilata da Global Finance, prendendo in considerazione i rating assegnati ai singoli casi dalle tre sorelle del rating, ovvero da Fitch, Moody’s e Standard&Poor’s.
Già da questo, c’è da dire, l’Italia parte svantaggiata, visto che i rating delle banche riflettono i rating dei paesi. E anche se non c’è stato nessuno shock negativo sul rating del debito italiano – tutt’altro – le banche italiane, anche sulla scia dell’abbraccio mortale con i BTP – il cosiddetto ‘doom loop’ vengono valutate sempre sulla base del giudizio riservato all’Italia.
E’ vero che alla fine di ottobre, giusto per fare un esempio, Standard & Poor’s ha confermato il rating dell’Italia a BBB e migliorato perfino l’outlook da “negativo” a “stabile”.
C’è da dire tuttavia che un giudizio BBB non è ovviamente un giudizio a tripla A (il rating assegnato a tutte le banche che occupano la prima posizione della classifica di Global Finance).
Inoltre, S&P ha collocato l’Italia anche in una posizione relativamente buona, se si considera che Moody’s e Fitch hanno sul paese un rating pari a “BBB-“, a un passo praticamente dal rating junk o anche spazzatura.
Non per niente diversi analisti come quelli del colosso bancario Usa Goldman Sachs fanno notare spesso che sull’outlook sulle banche italiane incombono alcuni rischi chiave, rappresentati da eventuali cambiamenti negativi al giudizio sulla qualità degli asset, sull’economia italiana e sul debito sovrano.
D’altronde il doom loop per l’Italia è un problema reale, e lo continua a essere, se si considera quanto emerso da un articolo di Reuters, ovvero che le banche italiane detengono il 20% circa dei 2,1 trilioni di euro di debito italiano circolante.
Non poco insomma, tutt’altro. Ed è così che tra le 50 banche europee considerate più sicure non ce n’è una italiana.
In pole position c’è la tedesca KfW; prima della svizzera Zuercher Kantonalbank e dell’olandese BNG Bank. Queste banche fanno parte della Top 3.
Seguono altre banche, di nazionalità ancora tedesca, svizzera, norvegese, francese, belga, della Repubblica Ceca (al 37esimo posto Komercni Banka), polacca, austriaca, danese, e del Regno Unito.
C’è anche la Spagna, al 47esimo posto con Banco Santander.
Ci sono nomi più o meno noti, come le francesi Credit Agricole e BNP Paribas; le svedesi Swedbank e SEB; l’olandese Robobank e la svizzera UBS.
Con il QE pandemico e gli altri stimoli lanciati dalla Bce per un valore di 3,5 trilioni di euro, la banca centrale detiene tra l’altro quasi il 25% dell’intero mercato dei BTP italiani.
Dall’articolo dedicato alla classifica di Global Financeche parla anche, in generale, delle sfide che il settore bancario europeo attraversa in tempi di pandemia Covid-19 – non è emerso grande ottimismo in un veloce recupero del comparto.
E’ improbabile, si legge, che gli stress che incombono sul settore bancario diminuiscano presto:
“Molti istituti stanno rispondendo (alla crisi) espandendo le piattaforme digitali, lanciando nuovi prodotti online e creando opportunità di fatturato al fine di controbilanciare la compressione sui margini, di migliorare l’efficienza operativa e razionalizzare le reti degli sportelli“.
Questo, in un contesto in cui “il fatturato e la redditività rimangono sotto pressione, visto l’incremento atteso dei costi sul credito a causa degli asset non performanti”.
Tra le new entry nella lista delle 50 banche più sicure in Europa, si mettono in evidenza Swedish Export Credit, Credit Industriel et Commercial e Axa Banque.  Ovviamente, visto che i punti sono stati accumulati in base ai rating assegnati da S&P, Moody’s e Fitch, a far guadagnare posizioni in classifica ad alcune banche sono stati anche alcuni upgrade. I rating riportati, si legge nell’articolo, erano effettivi fino alla data del 17 agosto del 2020.