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L’Opa di Credit Agricole Italia su CreVal e la paura dell’invasione francese. AD Maioli rassicura. E anche la FABI

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E la Francia continua a fagocitare l’Italia, dicono in tanti, ora con l’Opa che Credit Agricole Italia – controllata dal gruppo francese Credit Agricole per il 76% – ha lanciato su Credito Valtellinese (CreVal).

Giampiero Maioli, numero uno di Credit Agricole Italia, rassicura sull'Opa lanciata su CreVal e sul ruolo della banca in Italia
COMO, ITALY – JULY 17: Giampiero Maioli of Credit Agricole speaks to the media during a press conference at the club’s training ground Suning Training Center in memory of Angelo Moratti on July 17, 2018 in Como, Italy. (Photo by Marco Luzzani – Inter/FC Internazionale via Getty Images)

La paura  è sempre quella: l’invasione dello straniero e, da un punto di vista storico, è più che giustificata. Se poi si parla di Francia, il timore è quasi atavico.
C’è da dire però che, nel caso in questione, nessuno sembra per ora battere ciglio. Lo stesso viceministro dell’economia Antonio Misiani, ai microfoni di Radio anch’io su Radio 1, si è limitato a dire che “l’auspicio del governo è che si rafforzi la capacità di resilienza del sistema bancario, soprattutto in una fase in cui una grave recessione mette sotto stress i bilanci”.
Misiani ha precisato, inoltre, che “il governo è sempre neutrale nei confronti delle operazioni di mercato”.
Il punto, fanno notare però in molti, è che Parigi non è mai stata particolarmente neutrale quando si è trattato di operazioni di mercato che potessero danneggiare o non valorizzare abbastanza i propri gioielli di famiglia.
Dunque?

L’editoriale sulla ‘Francofobia’: gli esempi Borsa Italiana-Euronext, FCA-PSA

Vale la pena leggere l’editoriale di oggi pubblicato su Il Foglio: “La chiamano ‘invasione’, è concorrenza”.
L’analisi si riferisce proprio alle reazioni scatenate dall’annuncio dell’Opa su CreVal, che non escludono l’indignazione per “il perseverante disegno predatorio”.
E tuttavia l’editoriale, che parla di ‘francofobia’, ricorda che la “recente fusione tra Borsa Italiana ed Euronext  (con le banche di sviluppo pubblico dei due paesi alla pari nel capitale), così come le nozze FCA-Peugeot e l’integrazione tra Luxottica ed Essilor (in EssilorLuxottica), assomigliano più ad alleanze strategiche nell’ottica di una concorrenza europea che a casi di assoggettamente italico al dominio francese“.
Nel caso delle banche in questione, oltre a puntualizzare come di due banche italiane si stia parlando -è Credit Agricole Italia che ha lanciato l’Opa su Creval – l’alleanza avverrebbe anche in rispetto ai desiderata della Bce, che – ricorda il Foglio, “incoraggia le fusioni crossborder a vantaggio di concorrenza e maggiore solidità patrimoniale delle banche”. Insomma “altro che colonizzatori”.

Credit Agricole Italia, Maioli: daremo lavoro a 16.000 persone in Italia

A difendere l’operazione è stato a più riprese, nelle ultime ore, il numero uno di Credit Agricole Italia Giampiero Maioli, che ha rilasciato un’intervista a Il Sole 24 Ore, per commentare l’Opa lanciata ieri su CreVal.
Alla domanda specifica sul golden power e sull’italianità del risparmio, Maioli non è voluto entrare “nel merito delle valutazioni politiche”.
Piuttosto, ha aggiunto, “le posso dire chi siamo e cosa facciamo. Siamo un gruppo ben radicato in Italia che, con l’aggiunta dei dipendenti del Creval, arriverà a dare lavoro a 16.000 persone nel nostro Paese. La banca è tra le più attive nel concedere credito all’economia reale, nel risparmio gestito abbiamo acquistato Pioneer e non abbiamo trasferito risorse fuori dall’Italia, anzi le abbiamo accresciute. Aggiungo che l’Opa su CreVal sarà lanciata da una banca italiana, Crédit Agricole Italia, anche con il pieno supporto del 15% del capitale che fa capo ad azionisti italiani a partire dalle Fondazioni. Certo, la capogruppo ha sede in Francia. E io sono molto orgoglioso che abbiano deciso di investire ancora in Italia in un momento così difficile come quello attuale”.
Sui termini dell’offerta sul Credito Valtellinese, Maioli ha ricordato che “l’offerta è a premio del 21% rispetto ai prezzi di Borsa di venerdì e di oltre il 50% rispetto a quelli medi degli ultimi sei mesi. A questo aggiungerei che la nostra offerta ha già un extra premio perché è tutta cash. Non è un dettaglio di poco conto”.
Rassicurazioni sono arrivate anche dal sindacato FABI, per voce dello stesso segretario generale Lando Maria Sileoni, che è stato intervistato dal Corriere della Sera:
“Per la possibile acquisizione del Creval da parte del Credit Agricole, “Maioli (AD di Credit Agricole Italia) mi ha detto che assumeranno giovani, che ci sarà un’attenzione particolare per il territorio e che l’impatto nelle zone dove opera Creval sarà positivo. Numeri di esuberi non ne ha fatti, verificheremo documenti alla mano come stanno le cose. Maioli ha sempre gestito in maniera costruttiva le risorse umane della sua banca, avrei preferito vederlo alla guida di una banca italiana. La sua lo è, ma il gruppo è francese”.
Dei francesi – ha tenuto però a puntualizzare Sileoni – non mi convince che, pur avendo una situazione analoga a quella nostra, in Francia gli sportelli non li chiudano mentre da noi la digitalizzazione è presa a pretesto per giustificare gli esuberi. Un argomento che spesso nasconde interessi economici molto forti”.