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Esplode panico cripto: il TITAN si azzera, Iron Finance scrive post mortem da ‘corsa agli sportelli’. Tra le vittime Mark Cuban

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Mondo cripto in subbuglio, dopo il collasso del token TITAN del Protocollo DeFi Iron Finance: collasso che ha bruciato in un poche ore la scommessa di Mark Cuban, l’investitore miliardario grande fan del Dogecoin, dell’Ethereum e degli NFT, noto per essere il proprietario del team di basket Dallas Mavericks, fan sfegatato anche delle monete digitali, come emerge dall”altra’sua recente scommessa virtuale.
Il crollo del TITAN è stato tale che Iron Finance ha addirittura scritto un messaggio post mortem, riferendosi a quanto accaduto.

“Non abbiamo mai pensato che sarebbe potuta accadere una cosa del genere, ma è quanto è appena accaduto. Abbiamo appena sperimentato la prima grande corsa agli sportelli su larga scala” dal mondo cripto.
Di fatto, il prezzo del token è capitolato da $64 a un valore prossimo allo zero, pari a
$0.000000029585.

Mark Cuban ora chiede regolamentazione su stablecoin

Mark Cuban è rimasto talmente scottato dalla perdita che ora invoca, proprio lui, una regolamentazione del mercato delle criptovalute, che si concentri sulla finanza decentralizzata (Defi) e sugli stablecoin.
La notizia della sua sconfitta è arrivata con un tweet scritto da lui stesso, in risposta alla domanda di un utente, che gli ha chiesto cosa fosse accaduto.
Lui ha risposto:
“Sono stato colpito così come tutti. La cosa pazzesca è che ero uscito, pensando che stessero aumentando in modo sufficiente il loro TVL (valore totale bloccato) (Poi) bam”.
Iron Finance nel post mortem spiega esattamente la dinamica del crollo.
“Il TITAN è crollato da 65 a 30 dollari in due ore, per poi recuperare terreno nell’arco di un’ora a $52, con l’IRON che poi ha recuperato del tutto il peg”.
La situazione è peggiorata poi di nuovo, tanto da portare il valore complessivo del protocollo da 2 miliardi di dollari a quasi zero.
La stessa Iron Finance ha spiegato che “più tardi, verso le 3 pm UTC, alcuni grandi detentori hanno riiniziato a vendere. Questa volta, dopo l’inizio delle vendite, molti utenti sono andati nel panico, iniziando a riscattare IRON e a vendere i loro TITAN (…) Alla fine si è creato un tale feedback negativo, che più TITAN venivano creati (come risultato dei riscatti dell’IRON) e più i prezzi continuavano a scendere. Una definizione classica di un evento irrazionale provocato dal panico noto anche come corsa agli sportelli. Mentre scriviamo, l’offerta di TITAN è pari a 27.805 miliardi”.
“A un certo punto – si legge ancora nel post pubblicato sul blog – il prezzo del TITAN è diventato così basso, davvero vicino a zero”.  Iron Finance ha così rimarcato: “abbiamo appena vissuto la cosa peggiore che possa accadere al protocollo, una corsa agli sportelli storica nello spazio moderno hi-tech del cripto. Ricordate che Iron Finance è una stablecoin parzialmente garantita, qualcosa di simile a una frazione delle riserve bancarie del mondo moderno. Quando la gente va nel panico per chiedere indietro i soldi alle banche, le banche possono collassare…. e collassano”.
Tra le vittime illustri proprio un fan convinto del mondo cripto, Mark Cuban per l’appunto, che ora ritiene che “la vera questione” abbia a che fare con “la regolamentazione”.
Ovvero? Ovvero, per l’investitore che fino allo scorso 13 giugno parlava con entusiamo di Defi e dello stesso TITAN, “ci dovrebbe essere una regolamentazione, per definire cosa sia uno stablecoin e quale garanzia sia accettabile”.
“Dovremmo – si è chiesto Cuban, la cui passione per il TITAN ha contribuito non poco ai suoi recenti rialzi – chiedere $1 in valuta Usa per ogni dollaro o stabilire opzioni accettabili di garanzia, come titoli di Stato Usa o….per poter parlare di stablecoin? E laddove la garanzia non fosse di 1 a 1, si dovrebbe definire e anche approvare, prima che venga divulgato per tutti gli utenti, il calcolo dei rischi?”