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Effetto vaccinazioni su petrolio: boom opzioni call su Brent a quota $100. ‘Comprate come biglietti della lotteria’

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Gli analisti rimangono bullish sul petrolio, grazie alla riapertura delle economie di tutto il mondo dalla fase di lockdown da Covid e le aspettative, di conseguenza, di una forte ripresa dei consumi e degli investimenti.
E’ l’effetto vaccinazioni, che stanno velocizzando il passo portando a scommettere, più in alcuni paesi che in altri, sull’arrivo imminente dell’immunità di gregge.

“Con la distribuzione dei vaccini che va avanti e la ripresa dei viaggi in auto che continua a manifestarsi (anche in vista delle vacanze estive), il trend (al rialzo) dovrebbe accelerare”, hanno scritto in una nota gli analisti di Citi Group.
Gli esperti puntano su una domanda di carburanti più alta e, in generale, sulla “crescente fiducia nella storia della ripresa”.
“Crediamo che in Usa la domanda sia forte – concordano gli analisti di Commonwealth Bank of Australia – Il tasso di utilizzo delle raffinerie, negli States, è superiore ora alla media degli ultimi cinque anni”.
A fare da assist alle quotazioni del petrolio – che oggi ritracciano – sono anche i dati sulle scorte di petrolio crude Usa. Gli ultimi, diramati nella giornata di ieri, hanno messo in evidenza che, la scorsa settimana, le scorte sono scese più delle attese, sulla scia del balzo delle esportazioni e della produzione delle raffinerie, stando a quanto riferito dall’ EIA (Energy Information Administration).
In particolare, nella settimana terminata il 30 aprile scorso, le scorte di petrolio crude sono diminuite di 8 milioni di barili a 485,1 milioni di barili, scivolando in modo decisamente più significativo rispetto al calo di 2,3 milioni di barili atteso dal consensus degli analisti intervistati da Reuters.
In questo contesto, la fase del superciclo delle commodities – che molti analisti danno già in atto -rinfocola le previsioni bullish sul petrolio, al punto che alcuni operatori di mercato iniziano a scommettere su prezzi destinati a rivedere quota $100.
Il segnale, spiega un articolo di Bloomberg, arriva dal mercato delle opzioni: ci sono trader infatti che detengono opzioni per acquistare l’equivalente di quasi 20 milioni di barili al prezzo di $100 nel corso dei prossimi tre mesi.
In particolare, nella giornata di ieri, le opzioni call che puntano su un contratto Brent di dicembre a $100 sono state scambiate sui mercati 4.600 volte, più di ogni altra opzione scambiata sul contratto benchmark. Si tratta di contratti comunque convenienti, visto che ognuno costa 30 centesimi al barile, fattore che rende il costo totale del trade pari a circa $1,4 milioni.
“Alcuni li hanno paragonati ai biglietti della lotteria – ha fatto notare la società di brokeraggio Eagle Commodities in una nota ai clienti riportata da Bloomberg – Convenienti, poco probabili che siano in the money, ma buoni da avere, nel caso in cui un’onda bullish dovesse presentarsi nell’arco dei prossimi mesi”.
Da segnalare che il Brent – che l’ultima volta ha toccato la soglia di $100 nel settembre del 2014 – è in crescita di oltre +30% dall’inizio di quest’anno ed è scambiato al momento attorno ai $70 al barile, dopo i buy delle ultime settimane.
Gran parte degli analisti di Wall Street prevede che le quotazioni continueranno a rafforzarsi nel corso dell’estate, sulla scia della ripresa del turismo a sua volta scatenata dall’aumento delle vaccinazioni.
Tra i più bullish ci sono Goldman Sachs, che prevede prezzi a $80 nel terzo trimestre di quest’anno e Citigroup, secondo cui la domanda potrebbe testare un record durante l’estate. Bloomberg fa notare intanto che, oltre alle opzioni call che puntano a $100 al barile per il mese di dicembre, ce ne sono altre ugualmente bullish. Molti trader detengono per esempio contratti, con scadenze diverse nei prossimi mesi, che scommettono su prezzi compresi tra $75 e $80, stando ai dati compilati dall’agenzia di stampa.
Vale la pena di ricordare che, nel mese di aprile, il contratto WTI sul petrolio è balzato del 7,5% e il Brent è salito del 5,8%: i contratti hanno continuato insomma a correre, incassando dall’inizio dell’anno guadagni pari rispettivamente a +31% e +29,8%.