Notizie Notizie Italia Dividendi: 20 maggio stacco cedola per Eni, Intesa e altre 19 big del Ftse Mib

Dividendi: 20 maggio stacco cedola per Eni, Intesa e altre 19 big del Ftse Mib

15 Maggio 2024 12:23

I dividendi saranno protagonisti a Piazza Affari nella prossima settimana. Lunedì 20 maggio, infatti, ben 21 società del Ftse Mib staccheranno la cedola, tra dividendi complessivi, tranche, acconti e saldi. Tra queste ci sono colossi del calibro di Eni e Intesa Sanpaolo, ma anche importanti banche come Mps e Bper. Vediamole tutte nel dettaglio.

Le società del Ftse Mib che staccano i dividendi il 20 maggio

Nella seguente tabella vengono riportate tutte le società che staccheranno la cedola il 20 maggio, con data di pagamento 22 maggio. Il dividend yield è calcolato sulla base dei prezzi odierni. A margine, le note relative a saldi, acconti e tranche dei dividendi.

Titolo Dividendo per azione complessivo (€) Dividend yield Data stacco cedola Data pagamento Note
A2A 0,0958 5,0% 20/05/2024 22/05/2024
Amplifon 0,2900 0,9% 20/05/2024 22/05/2024
Azimut 1,4000 5,4% 20/05/2024 22/05/2024 1 euro in contanti + 40 cent in azioni proprie
Banca MPS 0,2500 5,4% 20/05/2024 22/05/2024
Bca Pop Sondrio 0,5600 7,1% 20/05/2024 22/05/2024
BPER Banca 0,3000 6,3% 20/05/2024 22/05/2024
Brunello Cucinelli 0,9100 1,0% 20/05/2024 22/05/2024
Diasorin 1,1500 1,2% 20/05/2024 22/05/2024
Eni 0,9400 6,3% 20/05/2024 22/05/2024 Quarta tranche da 0,23 euro
ERG 1,0000 3,8% 20/05/2024 22/05/2024
FinecoBank 0,6900 4,7% 20/05/2024 22/05/2024
Generali Assicurazioni 1,2800 5,3% 20/05/2024 22/05/2024
Interpump Group 0,3200 0,8% 20/05/2024 22/05/2024
Intesa Sanpaolo 0,2960 8,3% 20/05/2024 22/05/2024 Saldo di 0,152 euro
Inwit 0,4800 4,7% 20/05/2024 22/05/2024
Italgas 0,3520 6,7% 20/05/2024 22/05/2024
Mediobanca 6,1% 20/05/2024 22/05/2024 Acconto di 0,51 euro
Moncler 1,1500 1,8% 20/05/2024 22/05/2024
Recordati 1,2000 2,4% 20/05/2024 22/05/2024 Saldo di 0,63 euro
Tenaris (*) 0,6000 3,8% 20/05/2024 22/05/2024 Saldo di 0,4 dollari
Unipol Gruppo 0,3800 4,4% 20/05/2024 22/05/2024

Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 15 maggio 2024

Saldi, acconti, tranche dividendo: tutti i dettagli

Alcune di queste società non pagheranno l’intero dividendo deliberato a valere sull’ultimo esercizio, ma soltanto una tranche dello stesso, oppure un acconto o un saldo. Nello specifico:

  • Azimut pagherà un dividendo lordo di 1,40 euro, corrisposto per 1 euro in contanti e per il resto (0,4 euro) in azioni proprie della società.
  • Eni ha approvato un dividendo da 0,94 euro, da pagare in 4 rate trimestrali: quella di lunedì 20 maggio è la quarta tranche, da 0,23 euro, dopo la terza rata da 24 centesimi corrisposta a marzo.
  • Intesa Sanpaolo paga il saldo di 0,152 euro su un dividendo complessivo di 0,296 euro, dopo l’acconto di 0,144 staccato a novembre 2023
  • Mediobanca stacca l’acconto di 0,51 euro sull’esercizio 2023/24 (che si concluderà il prossimo 30 giugno). La società ha annunciato un payout ratio del 70% cash. Bloomberg prevede un saldo di 0,46 euro, che verrà comunicato a fine luglio
  • Recordati paga un saldo di 0,63 euro, dopo l’acconto €0,57 di novembre, per un dividendo complessivo di €1,20 per azione.
  • Tenaris corrisponde il saldo di 0,4 dollari su un dividendo annuo di $0,60 dopo l’acconto di 0,2 dollari pagato a novembre 2023.

L’importanza dei dividendi in uno scenario opaco

L’ultima giornata chiave dal punto di vista dei dividendi a Piazza Affari è stata lo scorso 22 aprile, in cui ben otto società del Ftse Mib hanno staccato la cedola, per un impatto negativo sull’indice principale di Piazza Affari pari all’1,53% in apertura.

Ricordiamo che il dividendo rappresenta la parte di utili aziendali corrisposta dalla società ai suoi azionisti. Per chi investe, le cedole offrono una fonte di rendimento diretta e sicura. Un elemento molto interessante in un contesto ancora frenato da incertezze relative alla politica monetaria, alla crescita economia e agli avvenimenti geopolitici, tra guerre ed appuntamenti elettorali. Dinamiche che alimentano l’interesse per i titoli azionari in grado di garantire flussi di rendimento stabili ed elevati.